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Il congedo di maternità: in cosa consiste?

di Know How

in LAVORO
Tempo di lettura: 2 min

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio dal lavoro, previsto per le donne lavoratrici, dal settimo mese di gravidanza fino al terzo mese successivo al parto. A chi spetta, a quanto ammonta l'indennità e come presentare la domanda: tutti i dettagli.

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Quando si parla di maternità e lavoro è importante capire come il nostro ordinamento regola i diritti delle mamme lavoratrici: se da una parte l'arrivo di un figlio è sicuramente un evento gioioso per tutta la famiglia, dall'altro può essere motivo di ansia e preoccupazione per la donna su come poter coniugare lavoro, maternità e figli. Oltre al Bonus mamma domani e al Bonus bebè, di cui abbiamo già parlato, vediamo nel dettaglio quali sono gli strumenti per affrontare al meglio il periodo gravidanza - lavoro.

Il congedo di maternità: che cos'è?

Le norme che disciplinano permessi e congedi a tutela della maternità sono contenute nel cosiddetto Testo Unico maternità/paternità (Dlgs 151/2001). La donna ha a disposizione il congedo di maternità: è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante gli ultimi 2 mesi della gravidanza e per i 3 mesi successivi al parto. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice percepisce un'indennità economica in sostituzione della retribuzione.
C'è anche la possibilità di scegliere un'opzione di flessibilità del congedo, posticipando l'astensione di un mese, usufruendo quindi di un mese prima del parto e dei 4 mesi successivi. Questa opzione legata alla flessibilità può essere espressa solo se il medico competente attesta che non vi sia pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro.
Se invece dovessero verificarsi gravi complicazioni della gravidanza, la lavoratrice può astenersi anticipatamente dal lavoro rispetto al congedo di maternità obbligatorio: in questo caso è necessario presentare specifica domanda alla ASL, corredata dal certificato medico di gravidanza che attesti l'impossibilità temporanea alla prestazione lavorativa.

A chi spetta il congedo di maternità?

Il congedo di maternità spetta a:

  • lavoratrici dipendenti assicurate all'INPS;
  • apprendiste, operaie, impiegate e dirigenti;
  • donne disoccupate o sospese;
  • lavoratrici agricole in possesso della qualità di bracciante;
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari;
  • lavoratrici a domicilio;
  • lavoratrici socialmente utili o di pubblica utilità;
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS e non pensionate;
  • lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche.

Come presentare la domanda?

La domanda va inoltrata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto e mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all'indennità.
Prima dell'inizio del periodo di congedo di maternità, la lavoratrice deve consegnare all'Inps il certificato medico di gravidanza, tramite il medico di famiglia o un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, che provvederà all'invio telematico dello stesso. È obbligatorio inoltre comunicare la data di nascita del bambino e le sue generalità entro 30 giorni dal parto.
La domanda può essere presentata online all'INPS, attraverso il servizio dedicato, oppure tramite un CAF o un patronato abilitati.

Quanto spetta?

Nel periodo di congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice ha diritto a percepire un'indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera, calcolata sulla base dello stipendio percepito nell'ultima busta paga, prima dell'inizio del congedo di maternità.
Di regola, l'indennità di maternità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro il quale, successivamente, otterrà il rimborso da parte dell'Inps.

 

 

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