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Due coniugi, due prime case: quando è possibile?

Due coniugi, due prime case: quando è possibile?

Due coniugi possono usufruire delle agevolazioni prima casa in due immobili diversi? Mai e in nessun caso se le abitazioni sono nello stesso Comune; se si trovano in Comuni diversi, è prevista questa possibilità in presenza di reali esigenze di residenze anagrafiche differenti. Ecco i dettagli.



Il carico fiscale sulle seconde case, si sa, può essere particolarmente gravoso, sia a causa di imposte come IMU e TASI che di utenze come la spazzatura e la luce. In molti si chiedono in quali circostanze una coppia di coniugi possa far risultare due seconde case: che sia in comunione o in separazione dei beni, può il marito prendere la residenza in un appartamento e la moglie in un altro? In questo modo è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali previste per la prima casa? Cerchiamo di fare chiarezza.

Agevolazioni prima casa, requisiti e cause di decadenza: cosa dice la legge?

A meno che non siano ville, castelli o abitazioni di lusso, le agevolazioni sulla prima casa sono molte, dall'acquisto all'utilizzo successivo. Se si acquista la prima casa da un'impresa, l'Iva è agevolata al 4%, con un'aliquota quindi più bassa del 10% rispetto alla tradizionale cessione degli immobili. Se si acquista da un privato, si deve versare un'imposta di registro del 2% anziché del 9% sul valore catastale dell'immobile e un'imposta ipotecaria e catastale di 50 euro.
In seguito all'acquisto i proprietari sono esenti da Tasi, Imu e imposta di bollo. Coloro che dichiarano il falso o non trasferiscono realmente la residenza, sono tenuti a pagare per intero l'imposta di registro, con una sanzione pari al 30% delle tasse versate durante la fase di acquisto e ulteriori interessi, perdendo così  il diritto ad usufruire delle agevolazioni fiscali.
Inoltre, una recente Ordinanza della Corte di Cassazione, ha stabilito che se i consumi elettrici sono bassi, l'amministrazione comunale può revocare le agevolazioni fiscali (Ici, Imu e Tasi) per l'abitazione principale. Infatti, la presunzione di residenza effettiva in un comune, certificata dai dati anagrafici, può essere superata dai consumi elettrici se risultano modesti.

Due case nello stesso Comune: è possibile?

Se due coniugi posseggono due appartamenti nello stesso Comune e separano le loro rispettive residenze, possono usufruire dell'esenzione dall'Imu e dalla Tasi collegata all'abitazione principale? La risposta è no: infatti non è sufficiente il cambio di residenza di uno dei due coniugi o il fatto che vivano effettivamente in due case separate. La legge individua una sola abitazione principale per ogni nucleo familiare: quindi se marito e moglie hanno la dimora abituale e la residenza anagrafica in case diverse situate nello stesso Comune, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze si applicano per un solo immobile e, quindi, possono essere godute una sola volta per famiglia.

Due case in Comuni diversi: come funziona?

Se due coniugi hanno la residenza in due immobili diversi, situati in Comuni differenti e effettivamente vi abitano, possono invece usufruire delle agevolazioni per l'abitazione principale. Infatti sono molti i casi di moglie e marito che, ad esempio, durante la settimana vivono lontani per motivi di lavoro: in tali circostanze, la legge consente di mantenere i benefici sulla prima casa per entrambe le abitazioni, qualora sussistano reali esigenze a supporto del trasferimento della residenza anagrafica e della dimora abituale in un altro Comune.

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