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Comunione o separazione dei beni? I regimi patrimoniali della famiglia

di Know How

in FAMIGLIA
Tempo di lettura: 2 min

La comunione dei beni è il regime patrimoniale ordinario della famiglia e viene adottato in via automatica, se non stabilito diversamente. Oppure si può scegliere, anche in un momento successivo all'atto del matrimonio, la separazione dei beni. Quali sono le differenze e cosa conviene di più?

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La famiglia è al centro dell'ordinamento giuridico italiano e per questo il legislatore ne disciplina tutti gli aspetti: tra questi, anche quello economico. Il Codice Civile disciplina sia i rapporti economici tra i coniugi, che collaborano per l'interesse comune, sia quelli tra la famiglia e i soggetti esterni.
Nel momento in cui viene celebrato il matrimonio, i coniugi esprimono la loro scelta riguardo il regime patrimoniale che intendono adottare: in mancanza di una dichiarazione di volontà, il regime patrimoniale di comunione dei beni viene adottato in via automatica.
Vediamo nel dettaglio, tutti i regimi patrimoniali familiari.

La comunione legale dei beni

La comunione dei beni è il regime patrimoniale ordinario della famiglia: viene adottato in via automatica, se non diversamente stabilito.
Rientrano tra i beni oggetto della comunione:

  • gli acquisti di mobili o immobili effettuati dai due coniugi, insieme o separatamente durante il matrimonio;
  • attività imprenditoriali gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio;
  • i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi;
  • i proventi delle attività di ciascuno dei coniugi.

Quindi rientra nella comunione dei beni tutto ciò che è stato acquistato durante il matrimonio, ad eccezione dei beni personali. Per "beni personali", si intendono:

  • i beni di cui il coniuge era proprietario prima del matrimonio;
  • i beni provenienti da donazioni o eredità, a meno che non siano stati espressamente destinati alla comunione dei beni;
  • i beni di uso strettamente personale o quelli connessi all'esercizio della professione del coniuge.

La separazione dei beni

Come già sottolineato, il regime patrimoniale privilegiato è quello della comunione legale dei beni. I coniugi, tuttavia, possono optare per il regime di separazione dei beni, che si applica solo durante il matrimonio. Per i coniugi separati vengono seguite le normali regole di diritto comune.
Chi sceglie questa tipologia di regime patrimoniale ha il godimento e l'amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo. Il coniuge, tuttavia, può ricevere procura per amministrare i beni dell'altro.
Per quanto riguarda i beni acquistati durante il matrimonio, si presume che siano di entrambi i coniugi secondo le norme della comunione ordinaria, ma ogni coniuge può provare, nei confronti dell'altro, la proprietà esclusiva.

Il fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale, di cui ci siamo gà occupati in un altro articolo, non sostituisce i due regimi patrimoniali precedenti: è un istituto previsto dal diritto civile italiano ed è un complesso di beni mobili o immobili costituito nell'interesse della famiglia e realizzato tramite la costituzione di un patrimonio separato di destinazione.
Il fondo patrimoniale può essere costituito dai coniugi o da un terzo e l'utilizzo dei beni che ne fanno parte è vincolato per il soddisfacimento degli interessi della famiglia.
Il fondo patrimoniale è principalmente utilizzato per difendere i beni familiari da possibili azioni dei creditori, ad esempio per debiti sorti nello svolgimento dell'attività di impresa o di lavoro autonomo svolti da uno dei coniugi. A tal fine è auspicabile procedere con la sua costituzione in tempi non sospetti, cioè anteriormente al sorgere di possibili posizioni debitorie.

Quale regime conviene adottare?

La risposta in senso assoluto non esiste: dipende dalle situazioni e da diversi fattori.
Qualora non vi siano situazioni particolarmente complesse, si può scegliere tranquillamente la comunione legale dei beni.
Si opta per la separazione dei beni essenzialmente per motivi di convenienza fiscale: quando i patrimoni dei rispettivi coniugi sono particolarmente articolati, farli confluire in una comunione dei beni potrebbe significare un'eccessiva pressione fiscale.
La separazione conviene anche quando uno dei due coniugi, per cause legate ad attività commerciale o imprenditoriale, è esposto al rischio d'impresa. In tal caso è opportuno che i beni più importanti della famiglia siano intestati, esclusivamente o per quote maggioritarie, al coniuge che non è esposto a tali rischi.

 

 

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