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Prestito tra parenti: l’importanza della scrittura privata

di Redazione

in LEGALE
Tempo di lettura: 3 min

Non tutti hanno la possibilità di accedere ad un mutuo bancario per finanziare la propria attività d’impresa, per molteplici motivi. Tuttavia esiste una soluzione alternativa: il prestito tra privati, e precisamente tra parenti. Ma attenzione ai controlli!

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L’apertura di una nuova attività d’impresa è fatta di alcuni step ben definiti. Uno dei primi, se non il primo, è quello di rivolgersi ad una banca per chiedere un finanziamento utile a coprire le spese d’inizio attività.

Ci sono le spese di ristrutturazione del locale, l’acquisto di macchinari, le spese di comunicazione per sostenere l’attività nella sua fase iniziale e tante altre voci che ogni imprenditore conosce bene.

Tuttavia non è sempre possibile appoggiarsi ad una banca. I motivi sono molteplici e spesso non dipendono necessariamente da una condotta necessariamente fraudolenta, anzi a volte non dipendono nemmeno dalla persona che fa richiesta di un mutuo o di un prestito.

Non meno rari, al di là di problemi oggettivi con l’istituto finanziario, è il caso in cui sia un caro parente stretto ad avanzare la proposta di dare un aiuto con un prestito da restituire, senza interessi, entro un certo periodo di tempo: basta pensare ai genitori che vogliono sistemare un figlio oppure ai nonni che vogliono dare una mano ai propri nipoti, ma anche cugini, zii e tutte le altre figure che rientrano nella parentela familiare.

 

Il prestito tra parenti, è possibile?

Bene, la prima buona notizia è questa: nonostante viviamo in un’epoca in cui tutti i movimenti di denaro sono super controllati (ed è un bene, sia chiaro) e nonostante vi siano dei tetti da rispettare per il passaggio di denaro contante, il prestito tra parenti è assolutamente possibile. Anzi, è una consuetudine molto più diffusa di quello che potresti pensare e rappresenta una valida alternativa ai prestiti di un istituto bancario privato.

Tuttavia, per quanto possa sembrare un’attività informale, anche il prestito tra privati va in qualche modo disciplinato, affinché entrambe le parti possano tutelare la propria posizione. Vediamo come fare.

 

Prestito tra parenti, a quali problemi si va incontro?

Questa è una delle domande classiche che arrivano alla Community di Know How. Diciamo che i problemi dipendono dal punto di vista da cui si guarda. Se prendiamo in esame chi presta i soldi, ovvero il mutuante, questi potrebbe andare incontro al rischio di non rivedere nessun centesimo della cifra versata, ammesso che questo sia previsto nell’accordo. Per il mutuatario, colui che riceve i soldi, i guai possono sopraggiungere con l’Agenzia delle Entrate. In caso il prestito sia ingente, poniamo 50.000 euro, il controllo dell’AdE è praticamente certo, e lo scopo sarà quello di accertare che il trasferimento di denaro non sia in realtà il pagamento in nero di un compenso. Per evitare questo genere di problemi, allora, è bene affidarsi ad una scrittura privata.

 

Disciplina del prestito tra privati: la scrittura privata

Premesso che nulla impedisce di rivolgersi ad un notaio, il quale avrà ovviamente un costo, e premesso che i problemi di cui sopra sono legati a filo stretto con l’effettiva quantità di denaro oggetto del prestito (diciamo che al di sotto di 500 euro non c’è bisogno di scrittura privata), questo è bene che sia formalizzato attraverso una scrittura privata. Il documento, per avere utilità in caso di controlli e controversie, deve sottostare ad alcune regole formali. In primo luogo il documento verrà redatto in duplice copia, ognuna delle quali porterà la firma di entrambe le parti, inoltre dovrà avere data certa e contenere le seguenti informazioni:

  1. I dati anagrafici del mutuatario e del mutuante;
  2. Il loro grado di parentela;
  3. L’entità della cifra prestata;
  4. Il metodo di pagamento, ovvero il modo in cui i soldi saranno trasferiti;
  5. Il limite temporale per la restituzione;
  6. La clausola della restituzione anticipata, qualora il mutuatario voglia estinguere il mutuo prima del tempo;
  7. Lo scopo del prestito;
  8. La specifica di prestito infruttifero secondo la formula canonica “neppure nella misura dell’interesse legale”;

Bisogna fare molta attenzione al punto 8 perché se le parti non specificano nulla, il prestito si intende sempre oneroso, quindi con degli interessi a favore del mutuante che andranno tassati. L’uso della dicitura al punto 8, invece, consente di stabilire che il prestito non genera alcun reddito per chi presta il denaro.

 

La data certa, come fare?

La scrittura privata, benchè perfetta sul piano formale, con tutte le indicazioni fornite nel paragrafo precedente, diventa praticamente inutile se non si fa attenzione a certificare la data. Questo aspetto è di ragguardevole importanza ai fini dei controlli. L’assenza di una certificazione della data, potrebbe far pensare che questa sia stata apposta all’occorrenza, con tutte le conseguenze del caso. Per poter certificare la data in cui la scrittura privata per un mutuo tra parenti è stata apposta, si può ricorrere a diversi metodi, onerosi e gratuiti:

  1. Registrare il documento all’Agenzia delle Entrate, pagando una percentuale in base alla somma di denaro prestata;
  2. Affidarsi alla certificazione di un notaio, al quale andrà corrisposto un compenso;
  3. Inviare ad entrambe le parti una raccomandata;
  4. Inviare la scrittura privata nel corpo della mail tra due destinatari PEC;
  5. Utilizzare la firma digitale di entrambe le parti.

 

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