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Elezioni 2019: 5 cose che non sai sulla campagna elettorale

di Antonella Santeusanio

in LEGALE
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Tempo di lettura: 3 min

Le elezioni amministrative ed europee sono imminenti e tutti i candidati sono in fibrillazione. Gli aspiranti amministratori devono attenersi a disposizioni di legge ben precise, anche se qualcuno fa comunque il furbetto: ecco le 5 regole da rispettare durante la campagna elettorale.

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Manifesti, manifestini, striscioni, santini elettorali: siamo in piena campagna elettorale e tutti i candidati sono super impegnati nel propagandare la propria candidatura. Riceviamo messaggi su WhatsApp da quel conoscente che a malapena ci saluta ma che in questi giorni è diventato un nostro grande amico, oppure c'è quel compagno delle medie che non sentiamo da più di vent'anni (ci sarà un perchè!) che ci scrive su Facebook per chiederci il voto. Che vogliamo farci, sono le solite amenità che si verificano puntualmente sotto le elezioni e ognuno tenta di portare acqua al proprio mulino. Tuttavia, non tutti sanno che i candidati devono attenersi a precise disposizioni di legge: impossibile elencarle tutte, ma proviamo in qualche modo a riassumere le più importanti. Vediamo, dunque, quali sono le 5 regole da rispettare durante la campagna elettorale.

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1) i manifesti elettorali

Quante belle facce vediamo sui manifesti elettorali, tutte pronte al cambiamento e con lo sguardo rivolto verso un radioso futuro. Tutti questi bei manifesti devono innanzitutto essere affissi esclusivamente negli spazi consentiti e in quelli assegnati dal Comune al candidato. Le affissioni dei manifesti negli spazi pubblicitari a pagamento sono vietate a partire dal trentesimo giorno antecedente quello della votazione; quelle negli spazi assegnati dal Comune, invece, sono consentite fino a 48 ore prima del giorno previsto per le votazioni. È vietato affiggere i manifesti sui muri, sugli alberi, sui pali della luce, sulle saracinesche e sulle vetrine dei negozi, esclusi i locali commerciali adibiti a comitato elettorale. È vietato anche danneggiare, strappare o coprire i manifesti degli altri. Ogni affissione abusiva o danneggiamento può essere punito con una multa che va da 103 euro a 1.032 euro per ogni manifesto.

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2) il volantinaggio

Anche i volantini o i cosiddetti "santini" sono sottoposti a regole rigide: innanzitutto non è consentito occupare il suolo pubblico senza autorizzazione e di norma i regolamenti comunali vietano di sporcare e di lasciare materiale cartaceo sui tergicristalli delle automobili. Inoltre il volantinaggio è vietato a partire dal trentesimo giorno antecedente quello della votazione: sappiate, dunque, che se ricevete un volantino sul tergicristallo della macchina o nella cassetta delle lettere a pochi giorni dal voto, si sta commettendo un abuso. Le multe sono le stesse previste per i manifesti, più eventuali sanzioni amministrative relative al Regolamento Comunale di Gestione Rifiuti.

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3) i comizi

A volte sono il momento più atteso: i comizi elettorali! È qui che i candidati danno il meglio di sé, sfoggiando tutta la loro abilità dialettica e la loro retorica del caso; è un modo molto utile per i cittadini e per gli elettori per sentire e conoscere dal vivo quei nomi e quei volti raffigurati nei manifesti. Anche i comizi hanno delle regole da seguire: non possono durare più di 90 minuti, compreso il tempo per montare e smontare eventuali attrezzature e per permettere l'afflusso e il deflusso dei cittadini nel luogo del comizio. Sono previste anche delle fasce orarie da rispettare che vanno dalle 10 alle 13 al mattino e dalle 17 alle 22 per i comizi pomeridiani e serali.

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4) i sondaggi

Gli esperti di statistica hanno il loro bel da fare sotto le elezioni: rilevazioni, interviste, intenzioni di voto, exit pool. I candidati hanno tutto l'interesse ad avere sottomano questi dati e a diffonderli per influenzare in qualche modo l'elettorato. Tuttavia, nei quindici giorni antecedenti la data di votazione e fino alla chiusura dei seggi, è vietato diffondere o rendere pubblici i risultati dei sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni o sugli orientamenti politici degli elettori, anche se questi sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.

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5) il silenzio elettorale

Il giorno prima delle elezioni e fino alla chiusura dei seggi non si fa campagna elettorale: è vietato per legge. Non è consentita nessuna forma di propaganda; dunque niente comizi, messaggi di qualsiasi tipo, sms, WhatsApp, post Facebook, volantini, santini e chi più ne ha più ne metta. Niente di niente: non a caso questa regola viene definita "silenzio elettorale". Siamo sicuri che tutti la rispettino?

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di Antonella Santeusanio
Avvocato

Antonella

Iscritta all'Ordine degli Avvocati di Pescara. Dopo essersi laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pavia, ha fatto ritorno nella città di origine in cui ha avviato l'esercizio della professione, che oggi svolge in autonomia, orientando la propria attività verso le materie del diritto civile, del sovraindebitamento e del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti, con incarichi di professionista delegato nelle vendite giudiziarie e curatore fallimentare. Dal 2015 è avvocato abilitato al patrocinio dinanzi la Corte di Cassazione.

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