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Bonus babysitter: contributi fino a 600 euro al mese

di Know How

in FAMIGLIA
Tempo di lettura: 2 min

L'INPS eroga un bonus fino a 3600 euro (600 euro al mese per 6 mesi) per le madri lavoratrici che rinunciano al congedo parentale, cioè al periodo successivo alla maternità obbligatoria. Con il contributo è possibile pagare una baby sitter, tramite il Libretto di Famiglia, o la retta di un asilo.

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Un bonus pari a 3600 euro per pagare la babysitter o l'asilo, al posto del congedo parentale: è ancora operativo, per tutto il 2018, il bonus babysitter, che consente di ottenere il pagamento da parte dell'Inps dei servizi di babysitting sino a un valore pari a 600 euro mensili. Il bonus è corrisposto per un massimo di 6 mesi, quindi per 3600 euro totali, come incentivo alla rinuncia al congedo parentale, cioè alla maternità facoltativa. Si tratta di un'altra iniziativa a sostegno della natalità e delle famiglie, come anche il Bonus mamma e il Bonus bebè.

A chi è rivolto?

Il contributo è rivolto alle lavoratrici dipendenti pubbliche o private, nonché alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata. Queste due categorie di lavoratrici si devono trovare, al momento di presentazione della domanda, ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non devono aver fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.
Possono inoltre accedere al beneficio:

  • le lavoratrici autonome o imprenditrici;
  • artigiane ed esercenti attività commerciali;
  • imprenditrici agricole a titolo principale;
  • pescatrici autonome della piccola pesca marittima.

Le madri lavoratrici possono accedere al beneficio anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio e purché ricorrano, per ciascuno di essi, i requisiti sopra richiamati.
Non possono accedere al beneficio le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati, le lavoratrici che usufruiscono dei benefici del Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, e lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale, le lavoratrici in fase di gestazione, le lavoratrici che siano ancora in congedo di maternità.

Come funziona?

Il contributo è erogato alle lavoratrici dipendenti per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa e con rinuncia alla fruizione del congedo parentale da parte delle lavoratrici stesse. Alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, il contributo è erogato per un periodo massimo di sei mesi. Per le lavoratrici autonome e per le imprenditrici, invece, il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi.
L'importo del contributo è di massimo 600 euro mensili; per le lavoratrici part-time il contributo è ricalcolato in proporzione alla minore entità della prestazione lavorativa. 
Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di babysitting viene erogato mediante il Libretto di Famiglia. Invece il contributo per l'asilo nido viene erogato con pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione da parte della struttura della documentazione attestante l'effettiva fruizione del servizio fino al raggiungimento dell'importo di 600 euro mensili. Il contributo viene erogato esclusivamente se il servizio per l'infanzia viene svolto in una struttura scelta dalla madre e presente nell'elenco pubblicato sul sito INPS.

Come presentare la domanda?

La domanda va presentata all'INPS esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

  • servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN, attraverso il sito dell'INPS;
  • enti di patronato, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact Center (numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile).

Nella domanda la madre deve indicare:

  • a quale dei due benefici intende accedere e in caso di scelta di asilo pubblico o privato, indicare la struttura nella quale il minore è iscritto;
  • il periodo di fruizione del beneficio, indicando il numero dei mesi;
  • il numero di mesi del congedo parentale al quale intende rinunciare;
  • di avere presentato la dichiarazione ISEE valida.

Per il pagamento del contributo gli asili nido è necessario inviare all'INPS la delegazione liberatoria di pagamento e la dichiarazione della madre lavoratrice assegnataria del beneficio di fruizione del contributo economico per l'acquisto dei servizi dell'infanzia.

 

 

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