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Spese sanitarie all'estero, detrazione piena

Spese sanitarie all

Anche per le spese sanitarie sostenute all'estero è prevista la detrazione dall'IRPEF del 19%. Per la documentazione (fatture e "scontrini parlanti") è richiesta la traduzione. Non sono detraibili le spese per i parafarmaci e i costi di trasferimento e soggiorno, anche se per motivi di salute.



La normativa fiscale italiana prevede numerose tipologie di detrazioni, tra cui quella relativa alla detrazione delle spese sanitarie. Per poter usufruire delle detrazioni è necessario, in primis, indicare le spese nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui sono state sostenute e inoltre devono essere obbligatoriamente documentate in maniera adeguata. Devono essere indicati, ai fini della detrazione della spesa sostenuta, il codice fiscale dell'acquirente, il tipo di prestazione o natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati; inoltre l'acquisto dei medicinali deve essere certificato da fattura o dal cosiddetto "scontrino parlante".

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Spese sanitarie all'estero: come funziona?

Per le spese sanitarie sostenute all'estero, per sè o per un familiare a carico, è previsto lo stesso trattamento per quelle sostenute in Italia e cioè la detrazione dall'IRPEF del 19% delle spese sanitarie per la parte eccedente l'importo di 129,11 euro. La detrazione spettante, quindi, è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro. Invece, alcune delle spese sostenute per le persone con disabilità, sono ammesse integralmente alla detrazione del 19% senza l'applicazione della franchigia.
Se la documentazione sanitaria è in lingua straniera è richiesta una traduzione, che potrà eseguire lo stesso contribuente se i documenti originali sono in inglese, francese, tedesco e spagnolo. In tutti gli altri casi, invece, la traduzione dovrà essere giurata.

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Quali spese sono detraibili?

Innanzitutto si possono detrarre le spese sostenute per l'acquisto di medicinali: in questo caso, quindi, il contribuente dovrà documentare la spesa o con la fattura o con lo "scontrino parlante". Come accade anche in Italia, non vengono prese in considerazione quelle sostenute per i parafarmaci o gli integratori, anche se utilizzati a scopo terapeutico e acquistati direttamente in farmacia.
Per le operazioni chirurgiche, si possono detrarre le spese sanitarie sostenute sia per i piccoli interventi di chirurgia, sia per il trapianto di organi, comprese anche quelle per trasferire dall'estero l'organo da trapiantare sul luogo dell'intervento.
Infine, per gli interventi di procreazione medicalmente assistita, effettuati di frequente all'estero, la detrazione spetta solo per le prestazioni di crioconservazione degli ovociti e degli embrioni, effettuata da una struttura estera specificamente autorizzata o da un medico italiano specializzato: la spesa è detraibile da entrambi i componenti della coppia e, in particolare, dall'intestatario della fattura. Se la fattura è cointestata, la detrazione spetta nella misura del 50% ciascuno.
Le spese mai detraibili riguardano i costi di trasferimento e di soggiorno, anche se sostenuti dal contribuente per motivi di salute.

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