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Pronti, partenza... via all'Ecobonus 110%: cosa si può fare e come

di Vincenzo Ciulla

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È una norma del Decreto Rilancio che effettivamente potrebbe fare molto rumore. Elemento chiave, la possibilità per tutti di incassare subito il credito di imposta cedendolo alla banca o scontandolo in fattura, ovvero ottenere lavori senza anticipare nulla: paga lo Stato.

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C'è molta attesa per la norma dell'ecobonus e del sismabonus con la detrazione al 110% della spesa sostenuta che aprirà la corsa ai lavori condominiali dal 1° luglio. Nei condomini già tanti si sono mossi per sfruttare la finestra e fare lavori che magari erano nel cassetto da tempo.

Molti hanno capito, infatti, dalle prime informazioni che hanno acquisito, i vantaggi dell'agevolazione bomba contenuta nel decreto legge Rilancio: in estrema sintesi fare tutti i lavori a spese dello Stato e senza dover versare neanche un euro di anticipo.

Questo in effetti è possibile grazie alla possibilità generalizzata di usare la cessione del credito con il Fisco alla banca o all'impresa che realizza i lavori e monta gli impianti.

Nel primo caso si va in banca a chiedere un prestito e si ripaga la banca con la cessione del credito (il 10% “extra” rispetto alla spesa sostenuta dovrebbe consentire di coprire gli interessi): poi ovviamente il prestito paga l'impresa che realizza.

La seconda strada è lo «sconto in fattura» emesso direttamente dal costruttore o dall'impiantista: il credito con il Fisco viene girato direttamente all'impresa realizzatrice dei lavori che poi lo usa nelle sue pendenze con il Fisco o può, a sua volta, girarlo alla banca.

Manca un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che spieghi, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto legge, come dovranno essere comunicati, «esclusivamente in via telematica», i dati relativi alla doppia opzione “cessione del credito” e “sconto in fattura”. E definisca anche, più complessivamente, «le modalità attuative» di tutto l'articolo.

 

Chi è il beneficiario del superbonus? 

La misura «si applica agli interventi effettuati dai condomini, nonché, sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazioni principali, dalle persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni». Esclusi «interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale».

È interessante però capire cosa significhi interventi sulle abitazioni principali perché i tre interventi ammessi al superbonus riguardano sempre interventi sugli edifici, quello sull'isolamento termico e quello sulle «parti comuni» per la sostituzione degli impianti di riscaldamento. Non sembra esserci spazio per interventi sulle singole unità immobiliari salvo che non si intenda che si possono agganciare agli interventi condominiali anche quelli di efficientamento energetico sui singoli appartamenti. Ma su questo serve certamente un chiarimento. È chiaro invece che l'intervento è ammissibile su edifici unifamiliari. Per inciso si può ricordare che anche le case popolari (Iacp) possono accedere al superbonus.

 

Quanto si può spendere?

La norma nasce per i condomini perché gli edifici unifamiliari avranno una spesa massima ammissibile di 60mila euro per il cappotto termico e di 30mila per la caldaia. Mentre ben più ampio è l'intervento ammesso al bonus nei condomini dove i 60mila euro per l'isolamento termico e i 30mila euro per le caldaie devono essere moltiplicati per il numero di unità immobiliari. In caso di condominio di dieci appartamenti 600mila per il cappotto e 300mila per la caldaia più tutti gli interventi agganciabili che rispondono ognuno al proprio limite ordinario (per i pannelli solari 48mila complessivi).

Forza, cominciamo.

 

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di Vincenzo Ciulla
Consulente Aziendale

Vincenzo

Fondatore e CEO di Know How, Vincenzo Ciulla è laureato in Economia e Commercio alla "Cattolica di Milano". Esperto in risanamento di imprese operanti nei settori agro-industriale, lusso, immobiliare, gdo. Inizia la propria carriera in Price Water House Coopers Spa di Milano dedicandosi prima alla revisione contabile di aziende quotate, poi al Transaction Services. È stato responsabile M&A di un fondo di private equity di diritto belga. È stato co-fondatore di Ferax Merchant Spa, specializzata nelle attività di turnaround. È stato Amministratore Delegato della Lazzaroni & C. Spa e della Sapori Italia Srl. Nel 2009 fonda Korion, società specializzata nella consulenza straordinaria di impresa, di cui è amministratore unico. Nel 2016 fonda la Fuddria Srl con cui inizia l'avventura di Know How.

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