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La successione legittima e testamentaria: elementi e differenze

di Redazione

in LEGALE
Tempo di lettura: 2 min

Il codice civile disciplina la successione ereditaria, sia nei casi in cui non vi sia alcuna volontà scritta lasciata dal defunto, sia in presenza di un testamento nel quale vengono disposte le volontà del testatore: si parla quindi di successione legittima o testamentaria a seconda dei casi. 

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Torniamo a parlare di successioni: in questo secondo articolo approfondiremo l'argomento analizzando cosa succede e come viene disciplinata la materia, in seguito alla morte di una persona fisica, in assenza o in presenza di un testamento. In ogni caso l'ordinamento individua gli eredi e il loro grado di partecipazione all'eredità: vediamo come.

Leggi anche > > > Il testamento: elementi e caratteristiche

 

Nessun testamento: la successione legittima

Quando il de cuius (ellissi della locuzione latina "is de cuius hereditate agitur" che, tradotta letteralmente, significa "colui della cui eredità si tratta") non ha lasciato volontà scritte, si parla di successione legittima. Oltre a questo presupposto, si verifica la successione legittima in caso di:

  • esistenza di un testamento, ma privo di disposizioni patrimoniali;
  • esistenza di un testamento che lascia disposizioni solamente per alcuni beni del defunto.

Beneficiari dei beni e del patrimonio del defunto, secondo il vincolo di solidarietà stabilito dall'ordinamento sono i familiari, ovvero:

  • il coniuge;
  • I figli legittimi e naturali;
  • i fratelli e le sorelle;
  • i parenti collaterali fino al sesto grado.

 

La successione testamentaria

Quando si è in presenza di un testamento, si parla di successione testamentaria: di solito si ricorre al testamento per lasciare disposizioni di natura patrimoniale e per dare indicazioni precise circa la destinazione dei beni che fanno parte del patrimonio; tuttavia, un testamento può contenere anche disposizioni non patrimoniali, aventi efficacia nel momento successivo alla morte del testatore. Chiunque, per redigere un testamento, deve essere maggiorenne e pienamente capace di intendere e volere.
Riassumendone le caratteristiche, il testamento è:

  • un atto unilaterale non recettizio, cioè pienamente valido indipendentemente dall'eventuale conoscenza o accettazione da parte del successore;
  • revocabile e modificabile: in qualsiasi momento il testatore può decidere di modificarlo o eliminarlo;
  • un atto personalissimo: può essere stabilito solamente dal soggetto interessato;
  • formale, in quanto è richiesta la forma scritta.

 

A quale professionista rivolgersi?

La successione è un argomento molto delicato, anche per via della parte emotiva che spesso e inesorabilmente vi viene coinvolta, vuoi per la perdita di un proprio caro, vuoi per la scoperta di una situazione spiacevole che non è in linea con quello che ti aspettavi. Per questo motivo, e per via dell'essere un argomento molto tecnico, affidarsi ad un professionista è la scelta migliore che si può fare. La prima figura a cui fare riferimento è sicuramente quella del notaio ma non è da sottovalutare anche l'apporto di un avvocato qualora la situazione si presenti problematica per via delle tante complicanze legali che si possono venire a creare. Meno ovvia l'assistenza da parte di un commercialista, che invece potrebbe aiutare a derimere i dubbi di natura fiscale e, in un senso più ampio, economica, che possono scaturire da un'eventuale accettazione dell'eredità. Tutti questi professionisti possono essere contatti senza impegno semplicemente scaricando l'app di Know How, registrandoti e inviando le domande ai professionisti che desideri. 

 

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successionepatrimoniofamigliaeredita

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