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Grandi opere e dibattito pubblico: pubblicato il decreto

di Know How

in EDILIZIA
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Operativo dal 24 agosto il decreto che rende obbligatorio il confronto pubblico sulle grandi opere infrastrutturali che hanno una notevole incidenza sui territori interessati: uno strumento importante che favorisce la partecipazione al dibattito di enti locali e cittadini.

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È stato introdotto l'istituto del dibattito pubblico, cioè il processo di informazione, partecipazione e confronto pubblico sull'opportunità e sulle soluzioni progettuali di opere, progetti o interventi per le grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale e che hanno impatto sull'ambiente. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il 24 agosto 2018. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questo strumento di partecipazione attiva e ragionata, dedicata alle grandi opere in Italia.

Su quali opere?

La consultazione pubblica delle possibili istanze e osservazioni delle comunità locali dei territori interessati diventa obbligatoria per le grandi opere infrastrutturali che hanno un impatto rilevante sull'ambiente, sulle città e sull'assetto del territorio. Il decreto si applica ai progetti di fattibilità o ai documenti di fattibilità delle alternative progettuali di opere, comprese quelle da realizzare tramite project financing, che richiedono investimenti molto rilevanti, come ad esempio:

  • autostrade e strade extraurbane principali;
  • tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza;
  • aeroporti;
  • porti marittimi commerciali;
  • interventi per la difesa del mare e delle coste.

Particolare attenzione viene rivolta a quelle opere che interessano:

  • i beni del patrimonio culturale e naturale dell'UNESCO;
  • la zona tampone, come definita nelle Linee Guida Operative emanate dell'UNESCO;
  • i parchi nazionali e regionali e le aree marine protette.

Chi indice il dibattito pubblico?

La richiesta di dibattito pubblico, per le opere per le quali è previsto, può avvenire da parte:

  • della Presidenza del Consiglio dei Ministri o dei Ministeri direttamente interessati alla realizzazione dell'opera;
  • di un Consiglio regionale o di una Provincia o di una Città metropolitana o di un comune capoluogo di provincia territorialmente interessati dall'intervento;
  • di uno o più consigli comunali o di unioni di comuni territorialmente  interessati dall'intervento, se complessivamente rappresentativi di almeno 100.000 abitanti;
  • di almeno 50.000 cittadini elettori nei territori in cui è previsto l'intervento;
  • di almeno un terzo dei cittadini elettori per gli interventi che interessano le isole con non più di 100.000 abitanti e per il territorio di comuni di montagna.

Come si svolge il dibattito pubblico?

La gestione del dibattito pubblico viene affidata ad un coordinatore, una figura di comprovata esperienza e competenza e che sappia gestire i processi di programmazione e pianificazione in materia infrastrutturale e urbanistica.
Il dibattito pubblico consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati, e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni; ha una durata massima di quattro mesi dalla pubblicazione del dossier di progetto e può essere prorogato di  ulteriori due mesi in caso di comprovata necessità.
Nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine, il coordinatore del dibattito pubblico presenta una relazione conclusiva sull'andamento dell'intera procedura che contiene:

  • la descrizione delle attività svolte nel corso del dibattito pubblico;
  • la sintesi delle posizioni e delle proposte emerse nel corso del dibattito;
  • la descrizione delle questioni aperte e maggiormente problematiche rispetto alle quali si chiede all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore di prendere posizione nel dossier conclusivo.

Il dibattito pubblico si conclude con la presentazione del dossier conclusivo da parte dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore. I risultati delle consultazioni sono pubblicati sul sito dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, sul sito della  Commissione nazionale e sui siti delle amministrazioni locali interessate dall'intervento, e sono trasmessi all'autorità competente per la presentazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale.


 

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