-->

Associazioni sportive: come gestire il denaro contante

di Luca Domenico Chiacchiari

in ASSOCIAZIONI
Chatta su Know How
Tempo di lettura: 2 min

Anche le associazioni senza scopo di lucro, come le associazioni sportive dilettantistiche o le società sportive (ASD/SSD), pur non svolgendo attività commerciale, possono trovarsi ad incassare grandi quantità di contanti: ecco come gestire al meglio questi flussi di denaro.

Condividi su

Con l'odierno contributo cerchiamo di chiarire le norme che riguardano gli enti sportivi dilettantistici senza fine di lucro in tema di tracciabilità delle operazioni in contanti. La questione appare di estrema importanza considerato che non sono rari i casi in cui cui ASD/SSD si trovano a "maneggiare" anche ingenti somme di denaro. Si pensi, ad esempio, agli incassi delle quote di di tesseramento o iscrizione ai corsi che, seppur singolarmente di importo esiguo, cumulandosi in pochi giorni possono raggiungere soglie fino a diverse migliaia di euro.

La disciplina normativa

Nonostante la Legge di Stabilità del 2016 abbia aumentato a 3.000 euro il limite del divieto di utilizzo del contante (normativa antiriciclaggio di cui al D.Lgs. 231/2007), sull'argomento gli enti sportivi dilettantistici senza fini di lucro devono ancora fare riferimento all'art. 25, comma 5, L. 133/1999.
Secondo tale normativa tutti i versamenti e i pagamenti di importo pari o superiore a 1.000 euro devono essere disposti attraverso conti correnti bancari o postali intestati all'ente sportivo, ovvero effettuati mediante carte di credito o bancomat o altri sistemi di pagamento, che consentano concretamente lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli (ad esempio, assegni non trasferibili intestati all'ente sportivo destinatario dei versamenti piuttosto che pagamenti tramite bollettini postali).

Cosa si rischia in caso di violazione?

Nei casi di violazione del predetto obbligo di tracciabilità, a decorrere dal 1 gennaio 2016 (data da cui decorrono alcune modifiche apportate all'articolo 25, comma 5, L. 133/1999), non si incorre più nella decadenza dal regime agevolato di cui alla L. 398/1991 ma unicamente nell'irrogazione di una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro.
Per quanto sopra esposto, anche nei casi in cui l'ente sportivo effettui versamenti cumulativi sul proprio conto corrente per importi complessivamente pari o superiori a 1.000 euro, si ritiene che, al fine di rispettare l'obbligo di tracciabilità, si debbano adottare precise modalità di documentazione e contabilizzazione al fine di scongiurare il pericolo di violazione della predetta disciplina.

Come gestire il denaro contante?

Come ben chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella recente Circolare n. 18/E del 01 agosto 2018, una procedura idonea che può certamente limitare i casi di contestazione sulla gestione del contante nei casi dei versamenti cumulativi di ingenti somme, potrebbe essere:

  1. per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione rilasciare un'apposita quietanza, copia della quale dovrà essere conservata dall'ente stesso;
  2. annotare in via analitica su un apposito registro le entrate e le uscite, indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l'importo incassato o pagato;
  3. dare evidenza di dette quote di iscrizione ai corsi o di affiliazione in sede di redazione del rendiconto economico finanziario (se ASD) o nel bilancio di esercizio (se SSD).

In tal modo potranno intendersi compiutamente soddisfatte anche le esigenze informative degli associati che dei terzi in ordine alla corretta gestione economica e finanziaria dell’ente stesso.
Sempre in tema di contanti va ricordato che nel caso di erogazioni liberali vige l'obbligo della tracciabilità del pagamento per qualsiasi importo come condizione, per chi effettua l'elargizione, di accedere ai benefici fiscali connessi, trattandosi di un principio che vale per tutte le donazioni agevolate (Risoluzione n. 199/E del 3 agosto 1999).

 

 

Tag

fatturazionenoprofitagenziadelleentrateimposte

di Luca Domenico Chiacchiari
Dottore Commercialista e Revisore Contabile

Luca Domenico Chiacchiari

Luca Domenico Chiacchiari da circa 15 anni è titolare dell'omonimo studio professionale a Pescara in Via Falcone e Borsellino n. 26. Svolge consulenza contabile e tributaria per società, imprenditori e professionisti, consulenza civilistico-fiscale in favore di Enti NO profit, redazione di business plan e controllo dei conti nell'ambito di finanziamenti pubblici regionali e nazionali, revisore contabile nell'ambito dei progetti di Formazione Continua alle PMI, è Delegato del Tribunale per gestione Esecuzioni Immobiliari. Sportivo da sempre, da 15 anni assiste ASD, SSD e CIRCOLI ricreativi e culturali del centro Italia, anche in partenariato con importanti Enti ed organizzazioni nazionali come UISP, CSEN, FILJKAM e FISE.

www.knowhow.it

Condividi

Commenti 0

Sei un Knower? Effettua il login per lasciare un commento!




Scrivi tu il primo commento a questo articolo!

Tieniti aggiornato
iscriviti alla newsletter

Potrebbe interessarti anche..



Oggi parlo di ASSOCIAZIONI

ASD e SSD: sgravi fiscali per chi sostiene lo sport

di Luca Domenico Chiacchiari
10 maggio 2019
sport, agevolazioni, bonus