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Regime Forfettario 2018, requisiti e vantaggi per i professionisti


Molti professionisti si avvalgono del Regime Forfettario, una tassazione agevolata sui propri redditi che prevede molte semplificazioni contabili e pochi adempimenti fiscali. Ecco i requisiti per accedere al Regime Forfettario e perché potrebbe essere conveniente sceglierlo.

Tutti i professionisti che devono aprire la propria partita Iva hanno il dovere di scegliere quale regime fiscale adottare. La scelta ad oggi vede due possibilità: aprire una Partita Iva nel Regime Forfettario o nel Regime Ordinario. Questa scelta, infatti, influenzerà la burocrazia, gli adempimenti e la fiscalità del contribuente, ma ancor di più influenzerà in modo decisivo la tassazione; le due scelte, inoltre, prevedono costi di gestione differenti. Oggi vogliamo approfondire il Regime Forfettario per i professionisti.

Cos'è il Regime Forfettario?

Il Regime Forfettario è un regime di vantaggio introdotto nel 2014 e riservato alle Partite IVA che guadagnano fino a 15 mila euro lordi l'anno per i professionisti e 40 mila euro per i commercianti.
Dal 1 gennaio scorso, con l'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2018, è stato previsto l'aumento delle soglie dei ricavi fino a 30 mila euro per i professionisti e fino a 50 mila euro per tutte le medie e piccole imprese.
Il regime forfettario non prevede una scadenza legata ad un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica, ma è subordinato solamente al possesso e al mantenimento dei requisiti prescritti dalla legge. In attesa di scoprire se e come cambierà il quadro normativo nel 2019, in vista della Flat Tax professionisti, analizziamo i requisiti per avvalersi del Regime Forfettario.

I requisiti del Regime Forfettario

Il Regime Forfettario è rivolto a tutte le persone fisiche che esercitano un'attività di impresa, quindi professionisti ma anche commercianti ed artigiani, che rispettino determinati requisiti e che non incorrano successivamente in una delle cause di esclusione. I requisiti sono:

  • non superare il limite di fatturato annuo (tra 25 mila e 50 mila euro) sulla base del proprio codice ateco;
  • non aver fatturato o aver ricevuto redditi da lavoro dipendente o assimilato (es. redditi da pensione) superiori a 30 mila euro lordi annui nell'anno precedente;
  • i costi per collaboratori o lavoratori dipendenti non possono superare i 5 mila euro in un anno;
  • non superare 20 mila euro lordi di costi per ammortamento di beni strumentali.

I vantaggi dell'avvalersi del Regime Forfettario sono legati ad una contabilità più snella e senza troppi adempimenti fiscali:

  • non ha IVA
  • non ha ritenuta d'acconto (il 100% viene incassato senza alcuna trattenuta);
  • ha tasse più basse (IRPEF 5% per i primi 5 anni, 15% dal sesto anno in poi);
  • semplificazioni contabili (esenzione dall'invio dichiarazione Iva trimestrale e annuale, invio studi di settore, spesometro, registrazione fatture).

Cause di esclusione dal Regime Forfettario

Non sono ammessi al Regime Forfettario i titolari di partita Iva nei seguenti casi:

  • coloro che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA;
  • soggetti residenti all'estero e che non producono almeno il 75% del reddito in Italia;
  • soggetti che effettuano attività di compravendita di terreni edificabili, fabbricati o veicoli nuovi;
  • soggetti che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale;
  • coloro che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30 mila euro.

Il regime forfettario cessa di avere efficacia a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti dalla legge oppure si verifica una delle cause di esclusione.

 

 

Sono un libero professionista: come faccio a capire se mi conviene adottare il regime forfettario?

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