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Problemi con la banca, a chi rivolgersi?


È sorta una controversia con la banca o con un intermediario finanziario? Rivolgersi all'Arbitrato Bancario Finanziario (ABF) può essere la soluzione migliore per velocità e convenienza: con soli 20€ è possibile risolvere la controversia e l'assistenza di un legale non è necessaria.

Può accadere a tutti di dover discutere con la propria banca o con l'intermediario e i motivi possono essere i più diversi: possono crearsi problemi con il mutuo, contestazioni sugli addebiti delle rate di un prestito e così via. Fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario è un sistema alternativo, più semplice, veloce e, soprattutto, economico rispetto al ricorso davanti a un giudice. Inoltre è un sistema "stragiudiziale", cioè la controversia viene risolta al di fuori delle aule di tribunale; di conseguenza, anche l'assistenza da parte di un avvocato non è strettamente necessaria.

Cos'è l'ABF

Come detto, l'ABF è un sistema di risoluzione delle controversie tra i clienti da una parte e le banche e gli altri intermediari finanziari dall'altra. L'ABF è suddiviso in sette Collegi che operano su base territoriale (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo) e che accolgono i ricorsi in base al domicilio dei clienti che presentano il ricorso.

Quando rivolgersi all'ABF?

Prima di ricorrere all'ABF, è necessario aver prima cercato di risolvere la controversia direttamente con la banca: dopo aver inviato un reclamo scritto, se l'intermediario non risponde entro 30 giorni o se la risposta non è soddisfacente, allora ci si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario.

Va ricordato che l'ABF decide su tutte le controversie che riguardano conti correnti, mutui, prestiti:

  • fino a 100.000€, se si tratta di una somma di denaro;
  • senza limiti di importo se la controversia riguarda diritti, obblighi e facoltà.

L'ABF non può decidere quando la controversia:

  • riguarda investimenti o gestione di patrimoni;
  • riguarda servizi diversi da quelli bancari e finanziari;
  • riguarda operazioni avvenute prima del 1 gennaio 2009;
  • quando è già all'esame di un giudice, un arbitro o un conciliatore.

La procedura

Si può presentare domanda di ricorso all'ABF entro 12 mesi dalla presentazione del ricorso alla banca o all'intermediario.

La procedura da seguire è:

  • compilare il ricorso tramite il Portale ABF o scaricando l'apposito modulo cartaceo e presentandolo a mano, via Fax o PEC presso qualsiasi Filiale della Banca d'Italia;
  • allegare al ricorso tutta la documentazione necessaria per motivare le proprie ragioni;
  • effettuare un versamento di 20€ con causale "Ricorso ABF".

La decisione dell'ABF

Il Collegio delibera entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione delle parti; se il ricorso viene accolto, anche parzialmente, il Collegio fissa il termine entro il quale la banca o l'intermediario deve adempiere a quanto indicato nella decisione e deve restituire al cliente la somma di 20€ versata per il ricorso; se non viene indicato alcun termine, si intendono 30 giorni dalla comunicazione della decisione.

Inadempienza dell'intermediario

Se la banca o l'intermediario non rispetta la decisione dell'ABF o non collabora nel fornire la documentazione necessaria, l'inadempimento viene reso pubblico sul sito dell'ABF.

I motivi di inadempienza possono essere:

  • mancato o ritardato invio della documentazione;
  • mancato rispetto della decisone dell'ABF;
  • mancata restituzione di 20 euro al cliente;
  • mancato versamento di 200 euro di spese procedurali;
  • mancato versamento del contributo per i compensi dei membri del Collegio dell'ABF.

In caso di inadempienza rispetto alla decisione dell'ABF, il cliente può ricorrere all'autorità giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

 

 

Ho in corso una disputa con la mia banca per via delle condizioni del mutuo che sono state modificate e che ritengo inadeguate? Devo intentare una causa o c'è un modo alternativo per risolvere la controversia?

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