-->

L’Arbitro Bancario Finanziario, che cos’è e come funziona

di Know How

in LEGALE
Tempo di lettura: 3 min

La legge italiana prevede un sistema stragiudiziale per risolvere le controversie che si innescano tra privati e banche o intermediari finanziari. Si tratta di un servizio introdotto nel 2009 ma ancora poco noto, benché il costo sia incredibilmente modesto a fronte di un servizio utilissimo.

Condividi su

Nessuno si augura di ritrovarsi impigliato in qualche controversia nei confronti di banche o intermediari finanziari ma purtroppo qualche volta questo accade, in virtù di svariate ragioni. Questa è una cattiva notizia. Quella buona, invece, è che uscire fuori da questo genere di spiacevoli situazioni è possibile ed è anche relativamente semplice, visto che la legge italiana prevede un sistema di risoluzione stragiudiziale che prende il nome di Arbitro Bancario Finanziario, comunemente noto con l’acronimo di ABF.

Si tratta di un sistema alternativo rispetto al ricorso al giudice, un sistema più semplice, rapido e, non meno importante, anche più economico, visto che non necessita di assistenza da parte di un avvocato. In effetti il sistema prevede una risoluzione che avviene al di fuori del processo ordinario, per questo viene definito stragiudiziale.

L’ABF è un organismo autonomo e imparziale, sia nei compiti quanto nelle decisioni, il cui funzionamento è sostenuto dalla Banca d’Italia.

 

La struttura dell’ABF

Questo organismo, autonomo e imparziale sia nei compiti quanto nelle decisioni, il cui funzionamento è sostenuto dalla Banca d’Italia, è articolato in 7 collegi (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo) che operano su base territoriale come da documento che puoi scaricare cliccando sul seguente link.

Ognuno di questi collegi è composto da 5 membri: un Presidente e 2 membri designati dalla Banca d’Italia, un membro designato dalle associazioni degli intermediari e un membro designato dalle associazioni ceh rappresentano i clienti, siano essi consumatori o imprese.

 

Cosa fa l’ABF

Nel momento in cui nasce una controversia tra un cliente e una banca o un intermediario finanziario, e nel momento in cui viene fatta richiesta di supporto all’ABF, quest’ultima assume il compito di raccogliere tutta la documentazione necessaria, per mezzo di una Segreteria tecnica che è un’estensione della Banca d’Italia.

Raccolta la documentazione, l’ABF ha il potere di decidere chi ha torto e chi ha ragione. Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti, tuttavia il tasso di adesione degli intermediari alla decisione dell’ABF è piuttosto elevato, a dimostrazione della bontà del servizio.

Leggi anche >>> Legge salva suicidi, ecco come estinguere i debiti

 

Chi sono gli intermediari soggetti alle decisioni dell’ABF?

Tutti gli intermediari iscritti agli albi ed elenchi tenuti dalla Banca d’Italia, nello specifico essi sono:

  1. Le banche;
  2. Intermediari ex. Art. 107 del TUB;
  3. Intermediari finanziari iscritti all’albo;
  4. Istituti di pagamento;
  5. Confidi;
  6. Istituti di moneta elettronica;
  7. Poste Italiane per quanto concerne BancoPosta;
  8. Banche e intermediari esteri che operano in Italia che non sono sottoposti al sistema stragiudiziale della rete europea Fin-Net.

 

A chi si rivolge l’ABF

A tutti coloro che hanno o hanno avuto rapporti contrattuali con un intermediario, o anche se solo entrati in relazione per servizi bancari, finanziari o di pagamento.

 

I costi dell’ABF

La spesa per l’assistenza per mezzo dell’ABF è forse la parte più incredibile. Infatti, i costi sono soltanto quelli relativi all’apertura della pratica e sono di soli 20 euro. Non solo. Qualora il ricorso venga accolto, questi verranno interamente rimborsati dall’intermediario.

 

Quanto tempo impiega l’ABF per decidere?

La normativa generale fissa a 104 i giorni necessari per assumere una decisione, di cui 45 spettano all’intermediario per presentare le proprie controdeduzioni, 60 per la decisione dell’ABF e altri 30 per la comunicazione alle parti della pronuncia completa delle motivazioni.

 

Quali sono i problemi su cui può intervenire l’ABF

A questo punto vediamo quali sono le problematiche che sono di competenza dell’ABF e quali, invece, restano escluse. L’ABF può avere un ruolo e decidere su tutte le controversie che riguardano i servizi bancari e finanziari quali ad esempio conti correnti, mutui e prestiti personali:

  1. Fino a 100.000 se si chiede una somma di denaro;
  2. Senza limiti di importo se si richiede soltanto di accertare diritti, obblighi e facoltà.

Gli ambiti in cui l’ABF non può decidere, invece, sono i seguenti:

  1. Attività e servizi con finalità di investimento;
  2. Beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari;
  3. Operazioni anteriori al 1° Gennaio 2009;
  4. Problematiche già all’esame dell’autorità giudiziaria;
  5. Problematiche già all’esame di arbitri e conciliatori.

Leggi anche >>> Sovraindebitamento, cos'è e a chi si rivolge

A quale professionista rivolgersi?

L’invito in questo caso è di rivolgersi direttamente ad uno dei 7 Collegi territoriali. Tuttavia, per chi cerca un sistema più snello, un primo passo potrebbe essere quello di chiedere una prima delucidazione sul proprio caso ai professionisti dell’area economica (commercialisti, consulenti finanziari) e legale (avvocati, notai) iscritti su Know How, che puoi contattare comodamente dal tuo smartphone semplicemente scaricando l’app e registrandoti.

Tag

MutuobancheMediatori Finanziari

Condividi

Commenti 0

Sei un Knower? Effettua il login per lasciare un commento!




Scrivi tu il primo commento a questo articolo!

Tieniti aggiornato
iscriviti alla newsletter


Potrebbe interessarti anche...



Oggi parlo di LEGALE