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Legge salva suicidi, ecco come estinguere i debiti

di Know How

in REDDITO
Tempo di lettura: 3 min

Negli ultimi anni la Legge 3/2012 (c.d. Legge salva suicidi) ha conosciuto una vera e propria crescita esponenziale nella sua applicazione: utilizzata anche nel recente caso dell'imprenditore Sergio Bramini, consente ai contribuenti in difficoltà economiche di estinguere i propri debiti.

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Quante volte i fatti di cronaca hanno riportato notizie drammatiche in merito a persone che, sommerse dai debiti, hanno scelto la soluzione estrema di togliersi la vita. Ritrovarsi con i debiti, per sopravvenute difficoltà economiche ed essere perseguitati per anni dai creditori per il recupero di somme che spesso non potrà mai avvenire, può portare molte famiglie sull'orlo della disperazione. Sulla base di questi presupposti è stata emanata da qualche anno la Legge 3/2012, nota come "Legge salva suicidi" o sul sovraindebitamento, che consente ai contribuenti di estinguere i propri debiti in caso di difficoltà economiche. Vediamo meglio nel dettaglio cos'è il sovraindebitamento e come funziona la Legge salva suicidi.

Sovraindebitamento, che cos'è?

La Legge salva suicidi, introdotta nel 2012 ma poco conosciuta e poco applicata fino a pochissimo tempo fa, si rivolge a tutti coloro che si trovano in uno stato di sovraindebitamento: per sovraindebitamento s'intende una condizione di squilibrio permanente, da parte di una persona fisica, giuridica o ente diverso, tra i debiti contratti e il patrimonio liquidabile. Si tratta quindi di una situazione di difficoltà o impossibilità di pagare ed estinguere i propri debiti. Oltre a questo presupposto oggettivo, c'è quello soggettivo: la possibilità di accedere alle procedure di sovraindebitamento si rivolge a quei soggetti, persone fisiche o giuridiche, che non possono accedere alle procedure fallimentari.

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Legge Salva suicidi, a chi si rivolge?

Come detto, coloro che possono accedere alle procedure di sovraindebitamento sono quei soggetti che non possono fallire, cioè che non hanno i requisiti soggettivi per accedere alle procedure fallimentari previste, invece, per le società. L'unico soggetto che può avvalersi della disciplina dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento è il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all'attività imprenditoriale professionale eventualmente svolta. Si parla quindi di:

  • persona fisica o società, che svolge attività di impresa commerciale, che non può fallire in quanto:
  1. non supera le soglie di fallibilità;
  2. supera la soglia di fallibilità ma i debiti scaduti e non pagati non superano i 30.000 euro;
  3. è stata cancellata dal registro delle imprese da più di un anno.
  • soci illimitatamente responsabili di una società cessata da oltre un anno (e che quindi non può fallire);
  • società che non svolge attività commerciale (società semplice o società di persone non commerciale);
  • enti che non svolgono attività commerciale (associazioni, fondazioni, Onlus).

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Legge salva suicidi, come funziona?

Grazie alla Legge salva suicidi, il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi (OCC) un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori, indichi le eventuali garanzie rilasciate per estinguere i debiti e le modalità per l'eventuale liquidazione dei beni. Le procedure previste dalla Legge salva suicidi sono principalmente due:

  • il piano del consumatore, che consiste in una proposta di pagamento rateizzato dei propri debiti fatta dal debitore; può anche prevedere la cessione di una parte del patrimonio e uno stralcio della complessiva posizione debitoria. Questa procedura viene approvata e resa esecutiva tramite omologa del Giudice, anche contro il consenso dei creditori.
  • L'accordo di ristrutturazione dei debiti, che invece può essere presentato da alcuni tipi di enti o imprese non fallibili oppure da persone che abbiano debiti sia privati che aziendali. L'accordo proposto deve trovare il consenso dei creditori nella misura minima del 60% dell'esposizione debitoria complessiva.

Per avviare una di queste procedure, è necessario che il debitore depositi presso la cancelleria del Tribunale della propria città la richiesta di nomina di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) al quale sottoporre il piano di ristrutturazione dei debiti. Una volta ottenuta la validazione da parte dell'OCC e fissata l'udienza, il Giudice deciderà nel merito; in caso di esito positivo, il debitore deve mettere immediatamente in esecuzione il programma presentato.

Legge salva suicidi, quali vantaggi?

Alcuni benefici della Legge salva suicidi sono immediati: si pensi, ad esempio, alla sospensione di tutte le azioni di recupero intraprese nei confronti del soggetto (compresa la messa all'asta della casa), allo stralcio dei debiti che mediamente supera il 60% e la sospensione di un anno del pagamento delle rate di mutui; al termine della procedura si può ottenere finalmente l'esdebitazione, cioè la liberazione da tutti i debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti e la cancellazione del proprio nominativo dalle banche dati, con la possibilità di accedere nuovamente al credito. Una volta terminata con successo la procedura, il debitore sarà quindi sollevato da ogni debito ancora non onorato e avrà quindi davanti a sé un nuovo inizio e una nuova vita.

 

 

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