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Le ferie: tutto quello che devi sapere

di Antonella Santeusanio

in LAVORO
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Tempo di lettura: 3 min

Estate vuol dire ferie ed alcuni interrogativi sono d'obbligo: quante ferie spettano di diritto ad un lavoratore? E chi decide come e quando usufruirne? Le ferie non godute possono essere liquidate nella busta paga? Ecco tutto quello che c'è da sapere sui diritti e i doveri di lavoratori e aziende.

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L'estate è anche e soprattutto periodo di ferie: in molti approfittano della bella stagione per godersi il meritato riposo maturato durante l'anno. D'altronde è anche una tendenza del tutto italiana concentrare le ferie nel periodo estivo: molte aziende ed uffici chiudono del tutto o riducono parecchio la propria produttività, a volte anche "costretti" da altre aziende o fornitori che a loro volta decidono di chiudere i battenti per una o due settimane. Le ferie sono un diritto acquisito dei lavoratori, che non solo possono usufruire dei giorni di riposo che loro spettano, ma hanno il dovere nei confronti dell'azienda di smaltire e consumare le ferie maturate: per questo il datore di lavoro deve sempre monitorare la situazione dei suoi dipendenti, obbligandoli, se necessario, a godere dei periodi di riposo per evitare costi aggiuntivi, sanzioni amministrative o richieste di risarcimento danni.

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Ferie, come funzionano?

Ogni dipendente deve godere almeno di 4 settimane di ferie l'anno; ulteriori periodi di ferie possono essere previsti dal contratto collettivo di lavoro. Questi giorni di ferie, per legge, devono essere obbligatoriamente goduti secondo queste indicazioni:

  • due settimane da fruire nell'anno di maturazione, consecutive in caso di richiesta del lavoratore. Il contratto nazionale può ridurre ad una settimana questo periodo;
  • due settimane entro i 18 mesi successivi la fine dell'anno di maturazione, a meno che il contratto nazionale non preveda un periodo più ampio. Questa ulteriore dilatazione temporale non deve però essere eccessiva, tale da snaturare la funzione stessa delle ferie.

Le 4 settimane di ferie devono essere godute obbligatoriamente e per intero: l'azienda non può impedire al dipendente di usufruire dei giorni di riposo, neanche liquidandoli in busta paga; nemmeno il dipendente, d'altronde, può rinunciare alle ferie pretendendo che l'azienda gliele paghi sullo stipendio. Ci sono solo un paio di eccezioni:

  • in prossimità della scadenza di un contratto a tempo determinato di durata annuale è possibile scegliere di non godere delle ferie e di farsele pagare al termine del rapporto di lavoro;
  • se per contratto di lavoro vengono riconosciute più di 4 settimane di ferie l'anno, è possibile farsi pagare le ferie non godute che eccedono il minimo imposto dalla legge.

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Ferie, chi decide?

È l'azienda a decidere quanti giorni di ferie alla volta far fare ai propri dipendenti ed in quale periodo: ciò non vieta al lavoratore di inoltrare, al bisogno, la richiesta di poter sfruttare dei giorni di riposo, che comunque dovranno essere autorizzati sempre dall'azienda. Per evitare disguidi, incomprensioni e per coniugare le esigenze produttive con le ferie dei lavoratori si ricorre al piano ferie: in questo modo, tutti possono concordare i propri giorni di riposo in maniera coordinata e senza disguidi per il datore di lavoro. Il piano ferie è un buon modo per gestire correttamente le ferie accumulate; nel caso in cui un lavoratore abbia ancora delle ferie residue da utilizzare, l'azienda può obbligare il dipendente a smaltirle mediante apposita comunicazione scritta, che non richiede una firma per accettazione del destinatario, ma per semplice ricevuta, dal momento che la decisione sulle ferie è prerogativa dell'azienda. La decisione di porre il dipendente in ferie deve essergli comunicata con congruo anticipo, così da permettergli di organizzare la propria attività lavorativa.

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Ferie arretrate, cosa rischia l'azienda?

L'azienda che non gestisce correttamente le ferie dei propri dipendenti o addirittura impedisce loro di goderle per intero, rischia sanzioni ed eventuali richieste di risarcimento. Il mancato godimento delle ferie entro i termini previsti comporta una sanzione pecuniaria amministrativa nei confronti del datore di lavoro che ammonta a:

  • una sanzione base da 100 a 600 euro;
  • una sanzione compresa tra i 400 e i 1.500 euro se la violazione riguarda più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno due anni;
  • una sanzione tra 800 e 4.500 euro se i dipendenti coinvolti sono superiori a 10 o il mancato godimento si è verificato in almeno quattro anni.

L'altro rischio che l'azienda può correre è una denuncia da parte del dipendente, che può agire in giudizio per chiedere:

  • il risarcimento del danno biologico ed esistenziale, dovendo provare il nesso causale tra il danno stesso e il mancato godimento delle ferie;
  • la fruizione delle ferie maturate e non godute entro i termini previsti.

Dunque attenzione a questo aspetto: l'eventuale rifiuto di assecondare le richieste dei lavoratori deve essere comprovabile sulla base di chiare e ragionevoli esigenze aziendali. Il datore di lavoro ha l'obbligo di tener conto delle esigenze manifestate dai dipendenti e di adottare decisioni secondo i principi generali di buona fede e di correttezza.

 

 

 

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di Antonella Santeusanio
Avvocato

Antonella Santeusanio

Iscritta all'Ordine degli Avvocati di Pescara. Dopo essersi laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pavia, ha fatto ritorno nella città di origine in cui ha avviato l'esercizio della professione, che oggi svolge in autonomia, orientando la propria attività verso le materie del diritto civile, del sovraindebitamento e del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti, con incarichi di professionista delegato nelle vendite giudiziarie e curatore fallimentare. Dal 2015 è avvocato abilitato al patrocinio dinanzi la Corte di Cassazione.
 

www.knowhow.it

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