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Azienda fallita: come recuperare gli stipendi arretrati

di Vincenzo Ciulla

in REDDITO
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Tempo di lettura: 2 min

Prima le difficoltà economiche, poi i primi stipendi non pagati e infine il fallimento della società: un dramma per i dipendenti che, oltre ad essere rimasti senza lavoro, vantano degli arretrati nei confronti dell'azienda fallita. Come può un lavoratore recuperare ciò che gli spetta?

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Recuperare gli stipendi arretrati: questo è il tuo primo pensiero se sei un lavoratore di un'azienda fallita che, oltre a dover trovare un nuovo lavoro, hai la preoccupazione di avere quanto ti spetta. Esiste un modo? Sì, recuperare si può: in che maniera? Attraverso una procedura che in gergo tecnico si chiama "insinuazione al passivo": devi cioè fare domanda di ammissione al passivo fallimentare informando il curatore fallimentare di vantare dei crediti, in questo caso TFR e stipendi arretrati, nei confronti dell'azienda fallita. Appena dichiarato il fallimento della società, il curatore fallimentare provvede ad inviare a tutti i creditori sociali, inclusi anche i dipendenti, la richiesta di conferma del proprio credito. A questo punto, ricevuta questa richiesta, devi attivare una tua casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) ed inviare alla mail indicata dal curatore (che di solito indica il numero del fallimento) i documenti richiesti: generalmente sono sufficienti le buste paga rilasciate dal datore di lavoro. Il curatore, ricevuta la documentazione, ti invierà, sempre tramite PEC, i codici di accesso per permetterti di seguire lo stato di avanzamento della procedura, attraverso la consultazione del fascicolo fallimentare. Periodicamente riceverai dal curatore fallimentare le bozze dello stato passivo elaborato: in questo modo puoi verificare la corretta indicazione del tuo credito. All'udienza stabilita, il giudice del Tribunale competente approverà lo stato passivo, rendendolo esecutivo: da quel momento potrai presentare la domanda di intervento del Fondo di Garanzia dell'INPS.

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Recupero delle retribuzioni: il Fondo di Garanzia INPS

Ricevuto lo stato passivo definitivo ed esecutivo, per ottenere la liquidazione di una parte dei tuoi crediti, puoi chiedere l'intervento del Fondo di Garanzia dell'INPS. Il Fondo di garanzia è un fondo istituito con lo scopo di pagare il TFR, qualsiasi ne sia l’importo, e le retribuzioni maturate negli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro in sostituzione del datore di lavoro, nel caso in cui quest'ultimo non possa più pagare. A tale proposito, è importante evidenziare che il Fondo di Garanzia INPS, riconosce:

  • il pagamento integrale del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato alla data di cessazione del rapporto di lavoro con l'azienda fallita;
  • il pagamento delle ultime tre mensilità di retribuzione base (solitamente viene riconosciuta una percentuale di circa l'80% della retribuzione base).

Per inoltrare la domanda all'INPS devi necessariamente compilare i seguenti modelli:

  • il Modello SR50;
  • il Modello SR52;
  • la dichiarazione di non opposizione allo stato del passivo a firma del curatore fallimentare.

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Fondo di Garanzia INPS, come inviare la domanda?

Questi modelli, adeguatamente compilati e firmati, devono essere inviati, allegando il tuo documento di identità in corso di validità, per via telematica all'INPS della provincia di residenza. L'invio può essere fatto direttamente da te oppure tramite di un Patronato o un legale. Nel caso in cui volessi procedere  direttamente, devi richiedere il codice personale PIN all'INPS, che ti permette di accedere ai servizi telematici dell'INPS. Poiché questa procedura richiede una tempistica piuttosto lunga, sarebbe opportuno che tu ne faccia richiesta con largo anticipo. La procedura di richiesta del codice PIN all'INPS è la seguente:

  • Accedi al sito www.inps.it
  • Vai su servizi on line e cliccare su pin on line;
  • Clicca “richiedi PIN” ed inserisci il tuo codice fiscale;
  • Inserisci i tuoi dati anagrafici;
  • La richiesta viene inviata all’INPS di competenza
  • Il codice PIN, composto da 16 cifre ti viene comunicato in due diversi modi: la prima metà del codice mediante SMS o MAIL, la seconda metà per posta, direttamente presso il tuo indirizzo di residenza.

Ricevuti i codici, dovranno essere modificati in modalità dispositiva. Questa modifica viene fatta mediante l'invio di un modulo INPS di richiesta di conversione PIN in dispositivo che si può compilare direttamente sul sito dell'INPS, stampare e firmare e rinviare insieme al documento personale. Ricevuto il codice frutto della conversione, puoi procedere con l'invio di tutto.

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di Vincenzo Ciulla
Consulente Aziendale

VincenzoCiulla

Fondatore e CEO di Know How, Vincenzo Ciulla è laureato in Economia e Commercio alla "Cattolica di Milano". Esperto in risanamento di imprese operanti nei settori agro-industriale, lusso, immobiliare, gdo. Inizia la propria carriera in Price Water House Coopers Spa di Milano dedicandosi prima alla revisione contabile di aziende quotate, poi al Transaction Services. È stato responsabile M&A di un fondo di private equity di diritto belga. È stato co-fondatore di Ferax Merchant Spa, specializzata nelle attività di turnaround. È stato Amministratore Delegato della Lazzaroni & C. Spa e della Sapori Italia Srl. Nel 2009 fonda Korion, società specializzata nella consulenza straordinaria di impresa, di cui è amministratore unico. Nel 2016 fonda la Fuddria Srl con cui inizia l'avventura di Know How.

www.knowhow.it

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