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Imprenditoria femminile: il bando della Regione Lazio a fondo perduto

di Know How

in FARE IMPRESA
Tempo di lettura: 3 min

Innovazione tecnologica e imprenditorialità femminile. Sono queste le due parole chiave che caratterizzano il nuovo bando della Regione Lazio che investe 1 milione di euro a fondo perduto sull'innovazione e la digitalizzazione delle PMI al femminile e libere professioniste con partite IVA.

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Innovazione Sostantivo Femminile, è questo il nome scelto per il bando promosso dalla Regione Lazione per sostenere l'imprenditoria femminile attraverso contributi a fondo perduto che mirano ad incentivare l'innovazione tecnologica delle professioni e la digitalizzazione dello studio e delle attività professionali di donne con partia IVA e PMI.

La Regione ha messo sul piatto un fondo da 1 milione di euro, di cui il 20%, quindi 200 mila euro, è riservato alle imprese localizzate nei territori individuati come Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

A chi si rivolge

Il bando si rivolge a tutte le PMI, comprese le Micro Imprese, in forma singola, incluse le Libere Professioniste con partita IVA. Sono ammesse sia le attività già costituite e che hanno la sede operativa nel territorio della Regione Lazio, sia le attività ancora non costituite al momento della presentazione della domanda. Inoltre sono ammesse anche le imprese che al momento della presentazione della domanda non hanno ancora sede nella Regione Lazio ma che si impegnano ad attivare la sede entro la data dell'erogazione.

Il bando, come già specificato, è dedicato all'imprenditoria femminile. In che senso un'azienda si può considerare un'impresa al femminile? Chiariamo megglio questo aspetto. Si considerano Imprese Femminili:

  • Le libere professioniste donne;
  • Le imprese individuali il cui titolare è donna;
  • Le società di capitale in cui la maggioranza delle quote di capitale è detenuta da donne oppure la maggioranza dei componenti dell'organo di amministrazione è costituita da donne;
  • Le società di persone o gli studi associati in cui la maggioranza dei soci o associati è costituita da donne;
  • Le cooperative in cui la maggioranza delle quote di partecipazione è detenuta da donne oppure sono donne la maggioranza dei soci o associati;
  • I consorzi composti al 51% o più da imprese femminili come definite nei punti precedenti.

Progetti finanziabili

Il bando punta a innalzare il livello di tecnologia adottato dalle imprese del Lazio migliorandone la qualità per aumentare, nel contempo, la competitività sul mercato italiano ed estero attraverso l'adozione di una o più nuove tecnologie o soluzioni digitali, o processi e sistemi di innovazione aziendali tra quelli di seguito elencati:

  • tecnologie digitali e/o soluzioni tecnologiche consolidate che permettono di elaborare, memorizzare/archiviare dati, anche in modalità multilingua, utilizzando risorse hardware/software distribuite o virtualizzate in rete in un’architettura di cloud computing. Ad esempio realtà aumentata, wearable wireless devices e body area network, text e data mining, micro-nano elettronica, IoT (Internet of Things), piattaforme di erogazione servizi, internet e web 2.0, social media, eCommerce, eSupply Chain, GIS (Geographic Information System), new media, editoria digitale, piattaforme per la condivisione e il riuso di contenuti, sistemi di tracciabilità per l’autenticazione di prodotti e l’ottimizzazione di processi logistici;
  • processi e sistemi di automazione industriale per il miglioramento della qualità del processo produttivo e dei prodotti (ad esempio macchine a controllo numerico), anche in termini di sicurezza e sostenibilità (riduzione impatto ambientale, riduzione utilizzo risorse, quali ad esempio energia e acqua);
  • processi e sistemi produttivi flessibili, quali sistemi robotizzati “intelligenti”, interfacce evolute uomo-macchina, sistemi di programmazione e pianificazione intelligente dei compiti, in particolare per il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi;
  • processi e sistemi di fabbricazione digitale, inclusa l’adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi (ad esempio stampa 3D, prototipazione rapida, ecc.).

Spese ammissibili

I costi ammissibili secondo i criteri fissati dal bando si possono suddividere innanzitutto in 3 macrocategorie:

  1. i Costi del Personale a forfait (ai sensi dell’art. 68 bis, p. 1, del Reg UE 1303/2013): in misura pari al 10% dei Costi di Progetto da rendicontare;
  2. i Costi indiretti a forfait: in misura pari al 5% dei Costi di Progetto da rendicontare.
  3. i Costi di Progetto da rendicontare per un importo non inferiore a 15 mila Euro

In riferimento al punto 3, i Costi di Progetto da rendicontare, sono ammissibili le seguenti tipologie di Spesa:

  • Investimenti materiali: acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi, software e applicativi digitali e la strumentazione accessoria al loro funzionamento; tali beni dovranno essere installati presso la sede dell’unità operativa aziendale che beneficia del sostegno;
  • Investimenti immateriali: acquisto di brevetti, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali;
  • Canoni per servizi in modalità “software as a service”, acquisizione di servizi erogati in modalità cloud computing e saas (Software as a service) nonché di system integration applicativa e connettività dedicata;
  • Consulenze specialistiche correlate all’Intervento: acquisizione di servizi finalizzati all’adozione di tecnologie ICT. Tali Spese non potranno superare il 20% del totale delle sopracitate voci di spesa a), b) e c).

Come si calcola l'importo complessivo da finanziare?

Il calcolo è molto semplice: infatti basta sommare tutte le voci presentate ai punti 1, 2 e 3 per ottenere il costo complessivo del progetto sul quale si definirà il contributo a fondo perduto. L'agevolazione, in regime De Minimis, prevista dal bando è un contributo a fondo perduto che copre tra il 50% e l’80% dell’importo complessivo del Progetto presentato e comunque non superiore a 40.000 euro.

Come si presenta la domanda

La presentazione della domanda, che può essere fatta autonomamente ma per cui si consiglia l'assistenza di un esperto, prevede diversi passaggi che andiamo di seguito a presentare:

  1. Calcolare il punteggio di accesso utilizzando il modello di calcolo disponibile sul sito www.lazioinnova.it. Il punteggio deve essere indicato nel formulario compilato on line al fine della presentazione della domanda.
  2. Compilazione del Formulario sul portale GeCoWEB dalle ore 12:00 del 10 settembre 2019 e fino alle ore 12:00 del 12 novembre 2019.
  3. Inviare a mezzo pec la domanda compilata con tutti gli allegati richiestiIl richiedente, dopo la finalizzazione del Formulario, deve stampare il file generato dal sistema contenente la Domanda e la dichiarazione attestante il possesso dei requisiti e sottoscriverlo con firma digitale e inviarlo via PEC, all’indirizzo incentivi@pec.lazioinnova.it. a partire dalle ore 12:00 dell’11 settembre 2019 e fino alle ore 18:00 del 12 novembre 2019.

I documenti per la compilazione della domanda e tutti i relativi allegati possono essere scaricati dal sito di Lazio Innova.

Perchè richiedere l'assistenza di un professionista

La domanda, abbiamo visto, si può presentare in completa autonomia. Tuttavia il supporto di un professionista può essere molto utile soprattutto per la corretta compilazione di tutti gli allegati e, in particolare, per completare correttamente gli adempimenti al punto 1 e 2. Scaricando l'app puoi entrare in contatto con professionisti come Commercialisti, Consulenti Aziendali o Finanziari che possono dare supporto non solo ai fini della richiesta in oggetto ma anche per un supporto più ampio al fare impresa. Scopri l'app sugli store Apple e Android.

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