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Imposta sul Reddito Imprenditoriale (IRI), nessuna sanzione per acconti Irpef errati


Nessuna sanzione o interesse per i minori acconti Irpef versati nel 2017 a seguito della mancata introduzione dell'Imposta sul Reddito Imprenditoriale: non sono infatti punibili quei comportamenti conformi alla normativa applicabile che, in questo caso, ha subìto uno slittamento di un anno.

Lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate tramite una Risoluzione, condividendo l'interpretazione di un'azienda che aveva fatto interpello.
Non bisogna pagare nessuna sanzione o interesse per i minori acconti versati nel 2017, in seguito alla mancata introduzione dell'IRI. Si potrà procedere alla regolarizzazione dei minori acconti risultati insufficienti rispetto all'imposta dovuta per il 2017, a causa del rinvio del regime IRI, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte dovute per l'anno 2017, senza dover corrispondere ulteriori spese.

Che cos'è l'IRI

Si tratta di una tassazione proporzionale e separata del reddito d'impresa, con aliquota fissa del 24%, per la quale l'imprenditore può optare ed è applicabile dalle società di persone, S.n.c. e S.a.s., e dalle Ditte Individuali, in contabilità ordinaria; essa prevede la deducibilità, dalla base imponibile, delle somme prelevate dall'imprenditore e dai soci di società di persone e la concorrenza di tali somme alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini dell'Irpef dell'imprenditore e dei soci.
Le esigenze di cassa e di tenuta dei conti della finanza pubblica hanno indotto il Governo a chiedere ed ottenere dal Parlamento il rinvio dell'IRI al periodo d'imposta 2018, attraverso l'approvazione dell'ultima Legge di Bilancio. Tutte le aziende che già dall'anno scorso hanno scelto di avvalersi del nuovo regime impositivo, hanno calcolato gli acconti dovuti per il periodo d'imposta 2017 su base previsionale (nel presupposto di dover percepire minori utili tassabili), versando così acconti in misura insufficiente.

Indicazione nel modello Redditi

Le aziende interessate dovranno, entro il termine previsto per il versamento del saldo dell'imposta, determinare definitivamente l'imposta dovuta, per il periodo d'imposta 2017, senza applicazione di sanzioni ed interessi. Sarà necessario compilare gli appositi campi con le diciture:

  • RS148, "Rideterminazione dell'acconto";
  • RN38, "Acconti", del modello Redditi Pf 2018.

La scelta del regime IRI con decorrenza 2018, andrà, invece, comunicata nel modello Redditi 2019: l'adozione dell'IRI vincola l'impresa per 5 anni ed è rinnovabile, anche se la norma non chiarisce se il rinnovo vale un anno oppure per altri 5 anni.

 

 

Nell'ultima dichiarazione, ho indicato nel modello Unico di voler optare per l'IRI che però, nel frattempo, è stata rinviata. La conseguenza è che, in previsione di questo tipo di tassazione, ho versato degli acconti Irpef insufficienti. Vado incontro a delle sanzioni? Come mi devo comportare?

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