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Edilizia antisismica: ristrutturazione e detrazioni

di Know How

in EDILIZIA
Tempo di lettura: 3 min

Gli eventi sismici degli ultimi anni ci hanno posto dinanzi una grande sfida: tutelare il nostro patrimonio immobiliare attraverso tecniche edilizie che possano prevenire crolli, evitando conseguenze drammatiche. Previste, in tale direzione, anche importanti agevolazioni fiscali.

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Negli ultimi anni la terra è tornata a tremare con una certa frequenza nella nostra penisola: d'altronde l'Italia è uno dei paesi a più alto rischio sismico della zona del Mediterraneo. Ciò è dovuto alla sua particolare posizione geografica, in quanto è collocata nel "punto di collisione" tra la zolla africana e quella eurasiatica. Purtroppo i terremoti che hanno colpito l'Italia, oltre ad aver provocato numerose vittime, hanno causato danni economici consistenti al patrimonio edilizio pubblico e privato, nonché a quello storico, artistico e monumentale. Tuttavia non è l'evento sismico in sè a provocare danni e vittime, quanto la scarsa resistenza degli edifici sottoposti alle scosse telluriche: il Giappone, paese in cui gli eventi sismici sono di gran lunga più forti che da noi, ci insegna che non bisogna tanto lavorare sulla capacità di prevedere i terremoti; piuttosto è utile concentrarsi sullo studio di nuove tecniche costruttive e sull'edilizia antisismica, che previene i danni strutturali e il crollo degli edifici. In tema di progettazione antisismica, l'Italia è oggi comunque fra i più avanzati a livello europeo. Specie dopo il terremoto in Abruzzo del 2009, sono molte le università, i centri di ricerca e le aziende, anche internazionali, che hanno fatto investimenti in test dei materiali e prototipazioni. Anche a livello legislativo si è lavorato molto: la normativa antisismica, con la quale si indicano i criteri da seguire per garantire la costruzione di strutture stabili e sicure, prevede anche delle agevolazioni fiscali per chi decide di ristrutturare il patrimonio edilizio esistente.

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Ristrutturazione edilizia: il sisma bonus

Per gli interventi di adozione di misure antisismiche, il decreto legge n° 63/2013 ha introdotto il cosiddetto "sisma bonus", prevedendo detrazioni fiscali e regole specifiche per usufruirne: a seconda del risultato ottenuto con l'esecuzione dei lavori, della zona sismica in cui si trova l'immobile e della tipologia di edificio, sono concesse detrazioni differenti. Per le spese sostenute tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, la percentuale di detrazione può arrivare fino all'85% e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Gli immobili oggetto delle agevolazioni, devono sorgere nelle zone 1, 2 e 3, individuate dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ritenute quelle a più alto interesse sismico. In questo elenco, ecco la classificazione sismica di tutti i Comuni italiani. La detrazione può essere usufruita sia da persone fisiche che da società ed enti non commerciali che sostengono le spese per gli interventi agevolabili, a condizione che possiedano o detengano l'immobile in base a un titolo idoneo e che le spese siano rimaste a loro carico. 

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Sisma bonus: tutte le detrazioni

A quanto ammontano, dunque, le detrazioni? Con il sisma bonus è riconosciuta una detrazione nella misura del 50% delle spese ammesse in detrazione, erogata in cinque quote annuali sulle spese sostenute per gli interventi di adeguamento sismico per gli immobili delle zone 1 e 2, classificate rispettivamente come ad altissima e ad alta pericolosità sismica. Una detrazione superiore al 50%, spetta quando gli interventi comportano una riduzione del rischio sismico. In questo caso la maggiore detrazione, da ripartire sempre in 5 rate annuali di pari importo, è pari al:

  • 70% se dagli interventi deriva una riduzione del rischio sismico con un passaggio a una classe di rischio inferiore;
  • 80% se dalla realizzazione dell'intervento consegue il passaggio a 2 classi di rischio inferiori.

Gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive sono ammessi alle maggiori detrazioni previste per gli interventi antisismici, qualora concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione, e se rispettano tutte le condizioni previste dalla norma agevolativa. Il recente Decreto Crescita, inoltre, ha esteso il bonus anche a chi acquista una casa antisismica: chi acquista un'unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito in zona 1, 2 o 3, può ottenere una detrazione pari al 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell'85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.

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Sisma bonus, come richiederlo

Per richiedere il sisma bonus occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo (per esempio, contratto di affitto) e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Non è obbligatorio indicare nuovamente i dati identificativi degli immobili se questi sono già stati riportati nelle dichiarazioni dei redditi presentate con riferimento a precedenti periodi d'imposta. Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio. I dati catastali dell'immobile, infatti, sono riportati dall'amministratore di condominio nella sua dichiarazione dei redditi. Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con l’apposito bonifico "dedicato", bancario o postale (anche online), dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

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