-->

Conseguenze del fallimento aziendale per il prestanome e l'imprenditore occulto

di Know How

in AZIENDA
Tempo di lettura: 3 min

Quando una società fallisce, questo è il momento in cui tutte le dinamiche di gestione si palesano di fronte ai creditori ed eventualmente alla giustizia. Su chi ricadrà la responsabilità di una situazione critica come quella del fallimento? A chi dovranno rivolgersi i creditori?

Condividi su

Recentemente, agli avvocati iscritti nella community di Know How (per chi non lo sapesse, un'app dove poter fare domande su questioni economiche, finanziarie e legali) è arrivata una richiesta di supporto per un caso di imprenditoria occulta, con particolare riferimento ad un caso di fallimento. L'utente avrà certamente avuto la sua risposta al quesito personale, tuttavia essendo la questione piuttosto complessa e tutt'altro che lineare, abbiamo deciso di affrontare il tema anche all'interno del Blog per iniziare a fare un minimo di chiarezza.

Prestanome e imprenditore occulto, chi sono?

Prima di addentrarci nella questione, partiamo innanzitutto da almeno un paio di definizioni, utili a capire se il caso che stiamo affrontando possa essere assimilabile anche al tuo. In effetti va sottolineato che la questione dell'imprenditore occulto è molto più diffusa di quanto si possa credere, e l'ignoranza, in questo caso, non giova proprio a nessuno, in particolare alla figura del prestanome, che potrebbe ritrovarsi ad affrontare situazioni poco piacevoli qualora si presentassero momenti di difficoltà.

Non dimentichiamo una regola aurea di ogni tipologia di collaborazione, lavorativa e non: fino a quando le cose vanno bene sono tutti contenti, come iniziano i problemi si crea puntuale lo scarico di responsabilità.

L'imprenditore occulto e il prestanome

Definibile anche come imprenditore indiretto, l'imprenditore occulto, secondo la giurisprudenza italiana, è una figura che agisce nell'attività d'impresa attraverso quella di un prestanome. Quest'ultimo, sempre stando alle definizioni della giurisprudenza, viene indentificato come l'imprenditore palese, ovvero una persona che spende il proprio nome pur non gestendo effettivamente l'impresa. Ad esempio, si mostra come referente ai fornitori esterni ma non decide a quali rivolgersi oppure quali servizi o prodotti acquistare. Comunemente si parla di "testa di legno", un'espressione della tradizione popolare che ben spiega le peculiarità di un soggetto chiamato, a volte, a svolgere il ruolo operativo, altre volte a prestare solo il nome, ma in entrambi casi senza avere alcun potere decisionale.

La figura dell'imprenditore

Essere imprenditore non richiede necessariamente dover apporre firme oppure essere presente nel registro delle imprese, lo dice anche il Codice civile che all'articolo 2082 specifica che la qualifica di imprenditore è propria di chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata finalizzata alla produzione di beni e servizi. Si tratta di un'evidenza importantissima perché è su questo che si fa leva quando subentra il problema delle responsabilità nell'ambito della dinamica imprenditore occulto e prestanome.

L'imprenditore occulto è il fallimento

Inutile dire che le questioni più complicate sono quelle che si presentano quanto si va incontro al fallimento dell'impresa. Chi è responsabile del fallimento? Quali sono le responsabilità dei diversi soggetti?

In linea generale verrebbe da dire che se l'imprenditore occulto svolge l’attività di impresa per interposta persona, occultandosi appunto dietro un prestanome (l’imprenditore fittizio), si ritiene esistente tra i due una società di fatto la quale può essere dichiarata fallita. Il fallimento della società di fatto travolge per estensione i suoi soci (e quindi sia l’imprenditore fittizio che quello occulto) in applicazione della norma che estende il fallimento ai soci illimitatamente responsabili di società di persone la cui esistenza risulta dopo la dichiarazione di fallimento. Può infatti fallire una società (un imprenditore collettivo) del quale non è mai stato speso il nome nell’esercizio dell’impresa economica e che è titolare effettivo dell’attività dell’impresa.

La questione del fallimento, tuttavia, non è così lineare come potrebbe sembrare a prima lettura. La questione è molto più complicata tant'è che l'analisi dei casi specifici, attraverso sentenze della Cassazione e della giurisprudenza ordinaria, disegna un quadro degno di attenzione.

Poiché per diventare imprenditore bisogna spendere il proprio nome nell'esercizio dell'impresa o comunque portare avanti un'attività economica organizzata (su cui, implicitamente va detto, vi sono decisioni da prendere) su cui il prestanome difficilmente potrà decidere autonomamente, viene appunto da chiedersi su quale il soggetto cadrà la responsabilità del fallimento? Le strade seguite dalla giurisprudenza - non desta stupore - sono essenzialmente due.

Il primo caso: responsabilità dell'imprenditore occulto

Una delle due linee seguite ritiene che l'imprenditore occulto fallisca insieme al prestanome. Chi opta per questo orientamento, basa i propri ragionamenti sul fatto che potendo fallire una società occulta, non vi è motivo per cui non possa fallire anche l'imprenditore che non palesa pubblicamente il proprio operato. Non solo, poiché l'attività di impresa richiede potere decisionale per potersi realizzare, e poiché questo è esercitato dall'imprenditore occulto, anch'egli è responsabile del fallimento d'impresa. 

La responsabilità è solo di chi spende il proprio nome?

La seconda strada è quella che fa leva sulla spendibilità del nome. Quest'ultimo aspetto è ritenuto di enorme importanza ai fini della riconoscibilità imprenditoriale e certamente, da questo punto di vista, l'imprenditore occulto non potrebbe essere coinvolto nel fallimento. In ogni caso c'è un altro elemento che complica questo tipo di lettura. Dal momento che il prestanome, spesso e volentieri, viene scelto in quanto nullatenente, i creditori tenteranno in tutti i modi di far spostare la responsabilità verso l'imprenditore occulto, il quale gestisce effettivamente il patrimonio dell'azienda. Questa situazione si viene a verificare perché, ricordiamo, il prestanome nella stragrande maggioranza dei casi - verrebbe da dire "sempre" - è equiparata a quello del semplice dipendente, stipendiato proprio dall'imprenditore occulto.

A quale professionista rivolgersi?

Abbiamo affrontato l'argomento in maniera molto sommaria, in quanto si tratta di una problematica assai comune e dalle tante sfumature, ognuna delle quali ci riserviamo di affrontare nel corso dei prossimi articoli. Ciò non toglie che se la tua situazione è simile a quella descritta nel presente articolo, il consiglio è quello di rivolgersi innanzitutto ad un consulente del lavoro per comprendere meglio le dinamiche, obblighi e responsabilità effettive. Un avvocato esperto di Diritto del Lavoro invece potrà aiutarti ad intentare una causa qualora tu debba far valere le tue ragioni, sia come prestanome che come imprenditore occulto. Un buon punto di partenza se stai vivendo questo genere di problematica potrebbe essere quello di rivolgere una prima richiesta di assistenza ai professionisti iscritti sulla piattaforma di Know How, disponibili a offrire soluzioni alle tue domande: scaricala l'app per iOS oppure Android.

Leggi anche > > > Azienda fallita: come recuperare gli stipendi arretrati di Vincenzo Ciulla (Consulente Aziendale).

Tag

impresafallimentosocieta

Condividi

Commenti 0

Sei un Knower? Effettua il login per lasciare un commento!




Scrivi tu il primo commento a questo articolo!

Tieniti aggiornato
iscriviti alla newsletter


Potrebbe interessarti anche..



Oggi parlo di AZIENDA