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Covid-19: il protocollo per parrucchieri, estetisti, tatuatori e centri benessere

di Redazione

in AZIENDA
Tempo di lettura: 3 min

Il prossimo 18 maggio è la data di riapertura per numerose attività commerciali. Oltre il protocollo nazionale che stabilisce le modalità per riaprire in sicurezza, sono stati elaborati anche protocolli su base regionale.

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L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio numerose attività commerciali, da lunedì 18 maggio queste hanno la possibilità di tornare a lavorare, dopo le riaperture del 4 maggio. L’attenzione si concentra in particolare su quelle categorie per le quali il distanziamento, se applicato, comporterebbe l’impossibilità di esercitare il proprio lavoro. Parliamo di estetiste, tatuatori, centri benessere, parrucchieri e piercer.

 

Come arginare la diffusione senza distanziamento?

L’unico modo per ovviare all’impossibilità di mantenere il distanziamento sociale, consiste nell’osservare quanto più rigidamente possibile il protocollo di sicurezza emanato dal Governo e dalle Regioni sulla base delle indicazioni dell’Inail.

 

Quanto vale il mercato del benessere?

Sulla nostra piattaforma sono arrivate diverse domande di chiarimento per l’attuazione di questa fase delicatissima, su cui c’è grande attesa non solo per via dei rischi legati alla pandemia ma anche perché il settore, genericamente potremmo definirlo del benessere e della cura, ha un’importanza non indifferente sul piano delle redditività nazionale.

Basta pensare che sommando il numero di parrucchieri (uomo e donna), gli istituti di bellezza ed i centri estetici, quindi senza contare tatuatori e centri benessere, il totale delle attività e pari a circa 142 mila unità. Se ipotizziamo che ciascuna di queste attività dia lavoro a mediamente 3 persone, si parla di un indotto di oltre mezzo milione di lavoratori, che forniscono servizi a circa 24 milioni di persone (Dati Inail), ovvero il 43% della popolazione nazionale. Con questi numeri si fa presto a cogliere il peso che fatturati e redditi hanno sull’economica italiana.

 

Protocollo di sicurezza: quale seguire?

I numeri di cui sopra ci dicono che è importante tornare a lavorare ma lo è altrettanto farlo in sicurezza. Precisiamo subito che la questione del protocollo, per queste categorie professionali, richiede qualche chiarimento. Va precisato che esiste innanzitutto un protocollo nazionale, emanato nei giorni precedenti le riaperture del 4 maggio. Questo protocollo, di cui abbiamo scritto in un precedente articolo, pur essendo ragionato per le medie e le grandi imprese, si rivolge indistintamente a tutte le attività lavorative.

Per le categorie professionali su cui si focalizza questo articolo, poi, è stato definito un protocollo ad hoc. La novità, rispetto a quello precedente, sta nel fatto che non esiste un protocollo nazionale unico ma ogni Regione ne ha redatto uno autonomamente, sulla base delle line guida individuate dall’Inail.

Abbiamo fatto qualche ricerca tramite Google e abbiamo rintracciato i protocolli di alcune regioni:

  1. Abruzzo;
  2. Emilia-Romagna;
  3. Marche;
  4. Puglia;
  5. Sardegna.

 

Cosa dice l’Inail?

Rappresentando la linea guida su cui si fondano i vari protocolli regionali, che vi lasciamo ad una lettura autonoma, non resta che capire quali sono le indicazioni più rilevanti fornite dall’Istituto Nazionale di Assistenza ai Lavoratori.

In linea generale, l’INAIL stabilisce la necessità di limitare il numero di trattamenti in contemporanea, anche prevedendo deroghe ai giorni di chiusura e all’estensione degli orari di apertura delle attività. In deroga dovrebbe andare anche la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, in quanto potrebbe essere utilizzato per creare delle sale d’attesa all’aperto.

 

Misure organizzative generali

  1. Riorganizzare gli spazi, prevedendo anche soluzioni innovative come la creazione di una sala d’attesa all’aperto;
  2. Individuare chiaramente le zone di passaggio, di attesa e di lavoro;
  3. Se possibile, lavorare con le porte aperte;
  4. Prevedere la turnazione dei propri dipendenti;
  5. Distanza di almeno 2 metri tra le postazioni di trattamento;
  6. Evitare oggetti di uso promiscuo come i giornali per la clientela;

 

Prenotazione, accoglienza e conclusione del servizio

Ancora prima che il cliente sia arrivato nel locale, è necessario stabilire una sorta di triage telefonico con l’obbiettivo di recuperare quante più informazioni possibili, sia sullo stato di salute che sulla tipologia di lavoro da compiere.

  1. In caso di temperatura superiore a 37,5 il cliente è invitato a restare a casa;
  2. Tutte le attività devono prevedere obbligatoriamente la prenotazione online o telefonica;
  3. Informare il cliente di osservare eventuali misure igieniche personali da compiere a casa;
  4. Limitare la permanenza nei locali allo stretto necessario;
  5. Consegnare al cliente una borsa monouso dove riporre i suoi effetti personali;
  6. Privilegiare il pagamento elettronico;

 

Svolgimento dell’attività

  1. Il taglio di capelli deve sempre essere preceduto dal lavaggio;
  2. Obbligatorio l’uso delle mascherine, sia per il cliente che per il lavoratore;
  3. Le mantelle e gli asciugamano dovrebbero essere monouso oppure sterilizzati a 60° per almeno 30 minuti;
  4. Evitare conversazioni frontali o senza protezioni con il cliente;

 

Misure igienico-sanitarie

  1. Predisporre gel igienizzanti;
  2. Sanificare le postazioni dopo ogni utilizzo;
  3. Garantire un ricambio d’aria regolare;
  4. Pulire il locale e gli spazi in comune ogni giorno;
  5. Posizionare raccoglitori chiusi per i rifiuti;

Leggi anche >>> 3 domande su credito di imposta per sanificazione ambienti di lavoro

 

Misure specifiche per i centri estetici

Per via di alcune peculiarità, il documento dell’Inail ha individuato alcune regole che si richiedono alle attività dei centri estetici:

  1. Pannelli delle cabine chiusi durante i trattamenti;
  2. Vietata la sauna, l’idromassaggio e il bagno turco;
  3. Al termine di ogni seduta vanno rimossi tutti gli strumenti utilizzati per il trattamento e sanificati;
  4. Prima di ogni nuovo cliente bisogna garantire il ricambio di aria;

 

Misure specifiche per i lavoratori

Quanto esposto fino a qui si applica maggiormente ai clienti ma non dimentichiamo che vi sono anche i lavoratori. Per questi ultimi valgono le indicazioni del protocollo nazionale che, in generale, stabilisce l’importanza nell’utilizzo dei sistemi di protezione quali mascherine e guanti, la sanificazione degli ambienti comuni e la turnazione per evitare sovrapposizioni inutili.

Leggi anche >>> Contributi per dispositivi sicurezza - Covid19

 

A quale professionista rivolgersi?

L’argomento di oggi coinvolge diversi professionisti, a seconda delle esigenze. Scaricando l’app di Know How, puoi contattare i commercialisti per avere delucidazioni sui contribuiti economici per l’acquisto di strumenti per la protezione individuale e la sanificazione dell’ambiente. Poi ci sono gli esperti di sicurezza sul lavoro a cui fare riferimento per un consiglio sull’utilizzo degli spazi comuni. I consulenti del lavoro possono essere molto utili ad organizzare il personale dipendente in eccesso. Scarica l’app e fai le tue domande.

Tag

Covid-19Sicurezza sul Lavoro

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