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ASD e SSD: soci o tesserati, facciamo chiarezza

di Luca Domenico Chiacchiari

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Molto spesso "socio" e "tesserato" di un'associazione o società sportiva vengono confusi: in realtà si tratta di due figure ben distinte e completamente differenti. Ecco spiegate le profonde differenze riguardanti i ruoli, i diritti e i doveri di soci e tesserati di ASD e SSD.

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Molto spesso lo status di "socio" e quello di "tesserato" vengono confusi perché solitamente coincidono in capo al medesimo soggetto ma non è sempre così, o meglio, non necessariamente deve essere così.

Soci o tesserati, quali differenze?

Il tesseramento è un rapporto di durata annuale che intercorre solitamente fra l’organismo affiliante (Federazione, EPS) e una persona interessata a praticare un'attività sportiva presso una un sodalizio sportivo (ASD/SSD). Con il tesseramento vengono riconosciuti, in capo al tesserato, una serie di diritti (partecipazione alle gare, riconoscimento dei risultati sportivi, attribuzione di una tutela assicurativa, ecc.) ma anche dei doveri (es. vincolo sportivo, vincolo di giustizia). In pratica, il tesseramento è un atto necessario e imprescindibile per chi intende entrare a far parte del mondo sportivo. La qualifica di socio, al contrario, è a tempo indeterminato (salvo recesso e esclusione). La normativa fiscale, infatti, richiede espressamente che sia "esclusa la possibilità di una partecipazione temporanea". Il legame viene concretizzato con la stipula di un vero e proprio contratto fra il sodalizio sportivo e il soggetto intenzionato a farne parte il quale, nella sua richiesta di partecipare alla ASD deve dichiarare di condividerne le finalità e le regole di funzionamento (statuto). I soci possono "entrare ed uscire" dall’associazione senza dovere modificare lo statuto, diversamente da quanto avviene con riguardo al contratto costitutivo di società sportiva (SSD). Al contrario del tesserato, il socio potrebbe non essere interessato alla pratica sportiva, pur condividendo l’interesse per le attività associative e gli scopi sociali. In questo ultimo caso, infatti, il socio potrebbe legittimamente non perfezionare il tesseramento. Allo stesso modo un tesserato non può essere obbligato a diventare socio di una ASD. Tuttavia, gli Enti affilianti (Federazioni e APS) potrebbero chiedere alla ASD/SSD affiliate di tesserare obbligatoriamente i propri soci al fine di promuovere il movimento sportivo cui fanno riferimento.

ASD e SSD: quanti soci?

Considerando che l'art.148 del TUIR riconosce la possibilità di esentare da tassazione i "corrispettivi specifici" riscossi anche da semplici "tesserati" (purchè appartenenti alla medesima Federazione o APS) qualche Dirigente potrebbe adottare politiche gestionali volte a disincentivare l'ingresso di nuovi soci nella compagine sociale, con buona pace di tutti gli adempimenti connessi (gestione istanze, privacy, libro soci, democraticità, trasparenza, ecc.). In questo caso, però, è necessaria una precisazione: il principio di democraticità (art. 90, comma 18, l. 289/02) posto a base del riconoscimento ai fini sportivi di una ASD impone, in qualche modo, l'esistenza di un numero congruo di soci. Tale principio, finalizzato ad assicurare una condivisione delle decisioni sociali, viene rispettato mediante una serie di comportamenti volti a far sì che tutti i soci siano messi nelle condizioni di partecipare alla vita sociale (ad es. le assemblee), indipendentemente da quanti effettivamente vi partecipino. Una ASD che annoveri pochi o un numero sproporzionatamente più basso di soci rispetto ai tesserati frequentatori del centro sportivo potrebbe incorrere, a mio parere, in qualche contestazione.

ASD e SSD: cessazione del rapporto con i soci

Considerata la genesi del rapporto associativo (contratto sociale) e la sua intrinseca durata (illimitata) le procedure che portano alla cessazione del rapporto (recesso, esclusione, ecc.) devono essere ben definite in sede di stesura dello Statuto sociale. Ad esempio, non è corretta l'idea di considerare automaticamente escluso il socio che non frequenti i corsi sportivi (a pagamento). La ragione è proprio nell'idea originaria che il socio può non essere interessato alla pratica sportiva, nonostante condivida le finalità della ASD di appartenenza. Quando ricorrono le cause di esclusione previste dallo Statuto (ad esempio la morosità), prima di procedere con la annotazione sul libro soci, sarà necessario seguire pedissequamente l'iter previsto dal contratto sociale (ad es. preavviso scritto, verbale del CD, ecc.).

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di Luca Domenico Chiacchiari
Dottore Commercialista e Revisore Contabile

Luca Domenico Chiacchiari

Luca Domenico Chiacchiari da circa 15 anni è titolare dell'omonimo studio professionale a Pescara in Via Falcone e Borsellino n. 26. Svolge consulenza contabile e tributaria per società, imprenditori e professionisti, consulenza civilistico-fiscale in favore di Enti NO profit, redazione di business plan e controllo dei conti nell'ambito di finanziamenti pubblici regionali e nazionali, revisore contabile nell'ambito dei progetti di Formazione Continua alle PMI, è Delegato del Tribunale per gestione Esecuzioni Immobiliari. Sportivo da sempre, da 15 anni assiste ASD, SSD e CIRCOLI ricreativi e culturali del centro Italia, anche in partenariato con importanti Enti ed organizzazioni nazionali come UISP, CSEN, FILJKAM e FISE.

www.knowhow.it

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