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Iscrizione al RUNTS aperta anche alle ASD

di Know How

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Tempo di lettura: 2 min

La novità più importante per le associazioni del terzo settore che si occupano a vario titolo di sport, è la possibilità di essere inseriti nel Registro Univoco Nazionale del Terzo Settore, con importanti ricadute sul piano operativo e fiscale. Vediamo i benefici e i soggetti coinvolti.

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Il RUNTS è l'acronimo che indica il Registro Univoco Nazionale del Terzo Settore, il cui scopo è quello di dare pubblicità dell'esistenza di un ente del terzo settore informando i cittadini di alcuni dati fondamentali riguardanti la sua struttura e la sua attività. Questo è il motivo per cui nasce il registro ma ovviamente le sue azioni si estendono anche in altro modo. Ad esempio, l'iscrizione al RUNTS dà diritto ad alcune agevolazioni come la possibilità di stipulare convenzioni con amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività a favore di terzi.

La novità per la Associazioni Sportive Dilettantistiche

Le associazioni che operano nel settore dello sport dilettantistico sono molte e tutte sono chiamate a valutare l'iscrizione al RUNTS, così come stabilito dal Decreto Legislativo 117 del 2017. Quest'ultimo chiarisce che lo sport è inteso in termini generali, quindi l'accesso al Registro non è aperto solo a coloro che hanno ricevuto un riconoscimento da parte del CONI ma a tutti gli enti che utilizzano lo sport per attività di inclusione sociale e di benessere per la collettività. Questo vuol dire che lo sport non è inteso solo come forma di attività agonistica, professionale o dilettantistica ma anche quando applicato a fini terapeutici, come potrebbe essere nel caso di un centro di equitazione dove si favorisce l'ippoterapia.

Leggi anche > > > ASD e SSD: a rischio le agevolazioni fiscali

Cosa comporta l'iscrizione al Registro

Inutile dire che l'accesso al RUNTS ha dei risvolti ben precisi. In primo luogo, è bene sottolineare che l'iscrizione è totalmente libera e autonoma. Qualora si decida per l'iscrizione, è bene essere informati del fatto che questo richiederà una modifica dello statuto che va adeguato alle nuove disposizioni. Le associazioni, una volta decisa l'iscrizione, potranno confluire nella categoria riservata alle APS, ovvero Attività di Promozione Sociale, oppure essere classificate come "altro ente del terzo settore". In questo caso la scelta non è completamente libera in quanto vi sono dei criteri da rispettare. Per diventare un'APS, ad esempio, è necessario che gli associati siano almeno 7 persone fisiche e 3 associazioni di promozione sociale, che il numero di volontari sia superiore ai lavoratori durante lo svolgimento delle attività e che questi ultimi non devono essere superiori al 50% del numero degli associati oppure al 5% del numero dei volontari. Accedere come "altro ente" è molto più semplice ma allo stesso tempo non è possibile godere degli sgravi fiscali previsti per la APS.

Leggi anche > > > ASD e SSD: sgravi fiscali per chi sostiene lo sport

Assicurazione per gli associati

A prescindere dalla categoria in cui si entrerà a far parte, le novità per le ASD sportive che optano per questo percorso sono diverse. Non solo i nuovi adempimenti fiscali e contabili ma soprattutto l'assicurazione obbligatoria per tutti i volontari dell'associazione contro malattie e infortuni. Sul piano fiscale, invece, la convenienza di entrare nel RUNTS non è una questione semplice da valutare. Di sicuro l'effetto sarà diverso a seconda della categoria nella quale si viene inseriti. Per le APS, ad esempio, il regime resterebbe molto simile a quello attuale, più sostanzioso il cambiamento per chi accede come ente residuale.

Insomma, la questione è molto articolata e necessita della piena assistenza di un professionista per poter essere analizzata nella maniera più corretta. Entra in Know How e chiedi assistenza agli esperti di fiscalità e associazionismo. 

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