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Amianto o eternit, come smaltirlo?


Nei decenni passati, l'amianto è stato utilizzato in grandi quantità nella costruzione di palazzi ed edifici industriali; riconosciuta la pericolosità per la salute, è necessario tenere sotto controllo questo materiale. In caso di rimozione, chi deve farsi carico delle spese per smaltirlo?

L'amianto o eternit, ad oggi, è presente in molte abitazioni ed edifici industriali. Questi materiali, dopo essere stati riconosciuti come cancerogeni se danneggiati, possono essere trattati o rimossi esclusivamente da ditte specializzate: la legge non impone la rimozione dell'amianto ma il proprietario dell'immobile ha l'obbligo di verificare periodicamente le condizioni di conservazione del manufatto edilizio e di adottare gli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari per smaltirlo.

Leggi anche > > > Comunicazione Enea: obbligatoria per le ristrutturazioni

Amianto, quali interventi?

La valutazione di un sito in cui è presente dell'amianto deve essere fatta esclusivamente da ditte specializzate, iscritte ad una speciale sezione dell'albo delle imprese che offrono servizi di smaltimento dei rifiuti (Gestori Ambientali nella categoria 10 "Bonifica dei beni contenenti amianto"). Le tipologie di amianto o eternit possono essere due:

  • friabile, cioè sbriciolabile con una semplice pressione manuale;
  • compatto, quindi duro e sbriciolabile solo con l'impiego di attrezzi meccanici.

Da questa prima valutazione ne scaturisce una seconda: stabilire se i materiali siano suscettibili o meno di danneggiamento. Nel caso in cui è necessario un intervento di bonifica dell'amianto, sono possibili tre tipologie di intervento per smaltirlo:

  • rimozione
  • incapsulamento
  • confinamento.

Amianto, chi paga la rimozione?

Responsabile della presenza, del controllo e dell'eventuale rimozione dell'amianto è il proprietario dell'immobile o del fabbricato. Su di lui gravano i costi di rimozione e di bonifica dell'area interessata.
Per quanto riguarda la rimozione dell'amianto o eternit all'interno di un condominio, la spesa dell'intervento per smaltirlo viene sostenuta dai condomini, in proporzione ai millesimi posseduti, fermo restando il diritto esercitabile dal condominio di rivalersi nei confronti della ditta costruttrice nel caso in cui l'amianto sia stato installato dopo l'entrata in vigore dei divieti previsti dalla legge.
Le spese sostenute per la rimozione dell'amianto sono detraibili per il 65%, secondo quanto previsto dall'Ecobonus, i cui benefici potrebbero estendersi fino al 2020.

 

 

Il mio vicino ha dell’amianto sulla copertura della facciata di casa sua: poichè non si decide a segnalare all'ASL la presenza di eternit in evidente stato di degrado, come si può intervenire?

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ambiente, ristrutturazione, immobili, detrazione, bonus
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