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Le imposte sugli immobili: in Italia e all'estero


Chiunque sia proprietario di un immobile in Italia sa bene di dover avere a che fare con le tasse sulla casa, ovvero IMU, TASI e TARI: e per gli immobili all'estero? Anche per quelli è prevista un'imposta patrimoniale, con  aliquota variabile a seconda del Paese in cui si trovano.

Essere proprietari di una casa, o di un immobile in generale, è sicuramente un privilegio ma comporta anche degli oneri, quali il pagamento delle imposte comunali sulla proprietà o sullo smaltimento dei rifiuti. Anche gli immobili posseduti all'estero sono soggetti al pagamento delle imposte. Vediamo nello specifico qual è la situazione in Italia e negli altri paesi.

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Immobili posseduti in Italia, quali imposte?

Il possesso di immobili situati in Italia è soggetto alle seguenti imposte:

  • imposta municipale propria (IMU), dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali (salvo si tratti di abitazioni classificate in A/1, A/8, o A/9);
  • tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile e destinato al finanziamento dei servizi comunali rivolti alla collettività (spese per il manto stradale, la pubblica illuminazione, ecc.). Anche la TASI è esclusa per le abitazioni principali (salvo i casi di cui al precedente punto);
  • tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.

La somma delle aliquote della TASI e dell'IMU non può essere superiore all’aliquota massima consentita per l’IMU.

Immobili posseduti all'estero, quali imposte?

Le persone fisiche proprietarie di immobili all'estero (fabbricati o terreni), oppure titolari di altro diritto reale sugli stessi, devono versare un'imposta patrimoniale commisurata al loro valore. Nello specifico, è dovuta un'imposta patrimoniale denominata "IVIE"; sugli immobili locati si applica anche l'IRPEF sul reddito diverso, determinato tenendo conto della normativa dello Stato estero in cui è situato il bene e di quanto previsto dalle convenzioni internazionali. L'imposta si calcola applicando alla base imponibile, determinata in maniera diversa a seconda che si tratti di immobili situati in Paesi UE o aderenti al SEE (spazio economico europeo: Norvegia, Islanda e Liechtenstein) o in paesi diversi, l'aliquota base pari allo 0,76% con una franchigia di 200€ o, in casi particolari, un'aliquota ridotta pari allo 0,4% con una detrazione che può arrivare fino a 200€.

La base imponibile è costituita dal valore catastale, come determinato e rivalutato nel Paese in cui l'immobile è situato ai fini dell'assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale. In mancanza del valore catastale, si deve fare riferimento al costo risultante dall'atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l'immobile.

 

 

Possiedo un immobile all'estero per motivi lavorativi: devo pagarci le tasse?

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