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Diritto di prelazione: tutti gli ambiti di applicazione

di Redazione

in LEGALE
Tempo di lettura: 3 min

La prelazione, secondo la legge italiana, è quel diritto che consente ad un soggetto di essere preferito rispetto ad un altro pur essendo entrambi a parità di condizioni. Sono diverse le situazioni in cui si può applicare, soprattutto se si parla di prelazione legale.

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La prelazione non è altro che la preferenza di un soggetto rispetto ad un altro, anche quando le condizioni di partenza sono le medesime. Un atto del genere è reso possibile dalla legge, che sono in taluni casi, ben descritti, consente di preferire una persona rispetto ad un’altra.

La prelazione si può diversificare innanzitutto in due modi:

  1. Prelazione Volontaria;
  2. Prelazione Legale.

 

Prelazione volontaria

In taluni casi, quando non sono previste norme legali, la prelazione può essere scelta su base volontaria dalle parti impegnate in un contratto giuridico, ecco perché si parla di prelazione volontaria. In questo caso il rispetto dell’accordo esiste esclusivamente tra le parti interessate che possono o no rispettare la prelazione, la quale non ha alcun valore legale.

 

Prelazione Legale

L’articolo si sofferma nello specifico proprio sulla prelazione legale. Si definisce in questo modo la prelazione normata dalla legge, è il caso ad esempio della vendita di un immobile dato in locazione. Entriamo nel dettaglio e analizziamo quali sono tutti i casi in cui è prevista una prelazione legale.

 

Ambiti di applicazione

Non sono tanti gli ambiti in cui il diritto di prelazione si può applicare. La situazione più frequente è quella della vendita di immobili o terreni ma non è di certo l’unica. Possiamo elencare almeno 8 casi di prelazione legale:

  1. Prelazione sull’alienazione della propria quota di successione o prelazione ereditaria;
  2. Prelazione a favore dei conduttori degli immobili, anche detta prelazione urbana;
  3. Prelazione a favore del coltivatore diretto e del confinante, nota come prelazione agraria;
  4. Prelazione nell’impresa familiare;
  5. Prelazione a favore dello Stato;
  6. Prelazione a favore dell’ente parco;
  7. Prelazione a favore dell’affittuario di azienda cinematografica;
  8. Prelazione su beni ecclesiastici.

 

Prelazione sull’alienazione della propria quota di successione

È l’articolo 732 del Codice Civile a soffermarsi su un caso specifico legato alla successione qualora sia presente più di un singolo erede. Si parla in questo caso di prelazione ereditaria. Qualora un coerede, allora, decida di alienare la sua quota a favore di un estraneo, dovrà prima di tutto notificare la proposta agli altri eredi, specificando il prezzo di alienazione, affinché quelli abbiano l’opportunità di esercitare il diritto di prelazione.

Il Codice Civile specifica la questione del prezzo in quanto obbligatoriamente l’alienazione deve essere a titolo oneroso. Ciò vuol dire che resta esclusa la donazione.

Il diritto di prelazione degli altri eredi può essere esercitato esclusivamente entro i due mesi a partire dalla data di notifica. Scaduto il termine gli eredi non avranno più possibilità di esercitare il diritto.

 

La prelazione urbana o prelazione su un immobile

Questa si verifica ogni qualvolta che un locatore decida di mettere in vendita un immobile, sia ad uso abitativo che non. L’affittuario, in questa circostanza, ha sempre la precedenza su eventuali altri contendenti, per questo il locatore dovrà notificargli il prezzo e le condizioni di acquisto dell’immobile. L’affittuario avrà 60 giorni di tempo per poter far valere il diritto di prelazione all’acquisto secondo le condizioni stabilite nella notifica del locatore. Qualora l’affittuario intenda esercitare il diritto di prelazione, è bene ricordare che avrà ulteriori 30 giorni di tempo per il versamento della quota di acquisto, a far conto dalla scadenza dei 60 giorni di tempo per esercitare la prelazione.

 

La prelazione agraria: due casi

La prelazione agraria può essere declinata in due casi differenti, normati da due distinte leggi. In entrambi i casi si parla di vendita di un fondo, o più semplicemente la vendita dei terreni agricoli. Nel primo caso si fa riferimento alla vendita di un fondo già affittato ad un altro coltivatore. Una situazione del tutto simile alla vendita di un immobile, tant’è che anche in questo caso l’affittuario del fondo ha il diritto di prelazione sull’acquisto, mentre il proprietario reale del fondo ha l’obbligo di notificare la volontà di vendita stabilendo le condizioni di acquisto. Il diritto di prelazione va riconosciuto anche nel caso in cui non vi sia un affittuario ma il fondo sia confinante con altri fondi. Al o ai proprietari dei fondi confinanti (prelazione del confinante) spetta il diritto di prelazione sull’acquisto di quello in vendita.

 

Prelazione nell’impresa familiare

In questo caso specifico si riconosce ai partecipanti all'impresa familiare il diritto di prelazione in caso di:

  1. Divisione ereditaria;
  2. Trasferimento dell'azienda.

 

Il diritto di prelazione dello Stato o di altri soggetti non privati

Vi sono infine 4 ultimi casi che non riguardano il diritto del privato ma dello stato o di altro Ente. L’articolo 60 del Codice dei beni culturali stabilisce la prelazione dello Stato, della Regione o di altri Enti pubblici territoriali per l’acquisto di beni culturali alienati a titolo oneroso, anche ricadenti nella dicitura di beni ecclesiastici. Medesimo discorso per i terreni presenti all’interno delle aree protette come parchi nazionali o regionali, ma anche riserve, in questo caso a favore dell’Ente parco interessato.

Ultimo caso è quello del diritto di prelazione nella vendita di locali adibiti a sala cinematografica, sui quali sussiste il diritto di preferenza a favore dell’esercente non proprietario della sala.

Leggi anche >>> Il diritto di prelazione: cos'è e come funziona

 

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