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Avviare una lavanderia: adempimenti e burocrazia

Avviare una lavanderia: adempimenti e burocrazia

Cosa è necessario fare per aprire una lavanderia? Quali sono gli adempimenti e la burocrazia? Come si sceglie la migliore ragione sociale per una lavanderia? Queste a altre domande arrivano da aspiranti imprenditori che desiderano aprire questa tipologia di attività commerciale.



Codice Ateco: 96.01.2 - ALTRE LAVANDERIE, TINTORIE.

La lavanderia è quell’attività adibita al lavaggio di biancheria e indumenti: è quel luogo in cui, con molta semplicità, si ha la possibilità di portare i propri vestiti o comunque tessuti di ogni genere per lavarli attraverso macchine professionali apposite, facendo così risparmiare risorse come il tempo e il denaro. E’ una tipologia di attività molto diffusa e molto presente sul nostro territorio e, nell’immaginario collettivo, è la tipica attività di quartiere, anche se ultimamente sono presenti anche all’interno dei grandi centri commerciali.

Per condurre quest’attività è necessario avere la qualifica di Responsabile tecnico di tintolavanderia; per avviarla, inoltre, è necessario compiere alcuni passi burocratici come quello di ottenere l’autorizzazione allo scarico ed essere in regola con il regolamento comunale di fognatura, visto l’elevato utilizzo di sostanze chimiche contenute nei detersivi. Se vuoi avere maggiori informazioni puoi fare riferimento ai nostri esperti. Lancia una domanda!

ADEMPIMENTI:

1 – Costituzione della società e scelta della forma giuridica. Non è necessario avvalersi del notaio:

  • In caso di ditta individuale.

2 – Adempimenti per l’inizio dell’attività:

  • Apertura partita iva;
  • Iscrizione INPS commercianti, salvo i casi di non iscrivibilità;
  • Iscrizione in Camera di Commercio;
  • Comunicazione al SUAP con SCIA (Segnalazione Certificata di avvio Attività);
  • Autorizzazione allo scarico delle acque reflue nella pubblica fognatura.

Prima di procedere bisogna dotarsi di PEC e Carta Nazionale dei Servizi (CNS) con funzioni di firma digitale. Questi adempimenti possono essere effettuati autonomamente, oppure affidandosi ad un esperto, a cui conferire una procura scritta (Link), che provvederà ad espletare l’iter burocratico.

REQUISITI:

Requisiti morali previsti dall’art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011 n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, nonché dalle disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.

Requisiti morali previsti dall’art. 11 del R.D. n. 773/1931 “Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Titolare, socio o dipendente designato come Responsabile Tecnico di tintolavanderia.

La qualifica di Responsabile tecnico di tintolavanderia, regolata dall’art. 2 della Legge 22/02/2006, n. 84, successivamente modificato dall’art. 79, commi 2 e 3, del D.Lgs. 26/03/2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, si ottiene essendo in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • Avere frequentato corsi di qualificazione tecnico-professionale della durata di almeno 450 ore complessive da svolgersi nell’arco di un anno.
  • Essere in possesso di un attestato di qualifica in materia attinente l’attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, integrato da un periodo di inserimento della durata di almeno un anno presso imprese del settore, da effettuare nell’arco di tre anni dal conseguimento dell’attestato.
  • Essere in possesso di un diploma di maturità tecnica o professionale o di livello post-secondario superiore o universitario, in materie inerenti l’attività.
  • Avere svolto un periodo di inserimento presso imprese del settore non inferiore a:
  1. Un anno, se preceduto dallo svolgimento di un rapporto di apprendistato della durata prevista dalla contrattazione collettiva;
  2. Due anni in qualità di titolare, di socio partecipante al lavoro o di collaboratore familiare degli stessi;
  3. Tre anni, anche non consecutivi ma comunque nell’arco di cinque anni, nei casi di attività lavorativa subordinata.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI: L. 22/02/2006, n. 84; D.Lgs. 26/03/2010, n. 59, art. 79; Ministero dello Sviluppo Economico Circolare n. 3635/C del 06/05/2010; Ministero dello Sviluppo Economico, Risoluzione del 18/02/2011, n. 31045; D.Lgs. 06/08/2012, n. 147, art. 17, comma 1, lett. b); Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare n. 3656/C del 12/09/2012 (Punto 11.1); Conferenza delle Regioni del 20/12/2012; L. 07/08/1990, n. 241, art. 19.

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