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Trading Online: 10 domande sulla tassazione delle plusvalenze

Trading Online: 10 domande sulla tassazione delle plusvalenze

Il settore del trading online sta diventando sempre più affollato, da quando si sono moltiplicate le piattaforme online che consentono di fare investimenti su svariate operazioni. Ecco perchè, altrettabto, si sono moltiplicate le richieste di supporto sulla tassazione delle plusvalenze.



Trading Online e tasse: come funziona?

La prima cosa da chiarire è che il concetto di Trading Online è un qualcosa di molto ampio che riunisce diverse modalità di guadagno attraverso investimenti effettuati in modi differenti. In ogni caso, a prescindere dalla tipologia di investimento, ciò che andiamo ad approfondire, è la questione della tassazione dei proventi derivanti da questo genere di attività.

Cosa sono le opzioni binarie?

Le opzioni binarie sono uno strumento relativamente recente, semplice nel suo utilizzo ma altamente speculativo, tanto che consente guadagni a brevissimo termine. A differenza delle tradizionali opzioni, quelle binarie non sono altro che un contratto stipulato tra un venditore e un acquirente. La natura del contratto si basa sulla scommessa dell’andamento che avrà una certa attività. Ovvero, scommetteranno se l’attività avrà un andamento in salita, in discesa oppure se resterà confinato all’interno di un certo range di valori. Benché chiamate “opzioni binarie” in realtà siamo di fronte ad un vera e propria scommessa, ove chi scommette vince se indovina l’andamento e perde tutto se sbaglia.

Che cos’è il Forex?

Di sicuro è uno dei principali assilli del telemarketing da anni a questa parte. Al di là di ciò, la parola Forex è l’acronimo di Foreign Exchange Market. Fare trading con il Forex significa acquistare o vendere valute. Una pratica molto semplice che può portare a interessanti guadagni in un tempo relativamente stretto.

Quando si pagano le tasse sul trading?

Si pagano quando realizzi una plusvalenza. La plusvalenza, per dirla in parole meno tecniche, è quella differenza che si genera tra l’investimento iniziale e l’incasso finale. Se hai investito euro 1000 e successivamente passi all’incasso di euro 1500, vuol dire che hai realizzato una plusvalenza di euro 500. Se, invece, quando passi all’incasso ricevi euro 800, allora si parla di minusvalenza. È bene precisare che le tasse si pagano solo in caso di plusvalenza e solo su quel di più che ritrovi nel tuo portafogli, ovvero 500 euro.

È possibile stornare le minusvalenze in dichiarazione dei redditi?

Sì, infatti le minusvalenze sono importanti tanto quanto le plusvalenze. Se, ipotesi, nel 2019 hai accumulato minusvalenze per 500 euro e nel 2020 hai invece una plusvalenza di 700 euro, andrai a pagare tasse sul valore differenziale che è pari a 200 euro.

A quanto ammonta l’aliquota delle tasse italiane?

L’aliquota è pari al 26%. Quindi se realizzi una plusvalenza di 100 euro, andrai a pagare 26 euro di tasse.

È il broker che paga le tasse o devo farlo io?

Dipende dalle piattaforme che utilizzi. Vi sono dei broker, a prescindere che siano delle piattaforme o delle persone fisiche di tua conoscenza, che operano come sostituti di imposta ed altri che demandano al trader, cioè a te, il compito di pagare le tasse. Nel primo caso sarà il trader ha pagare le tasse per tuo conto, fatti i dovuti conteggi. Nel secondo caso dovrai essere tu a farlo autonomamente, in fase di dichiarazione dei redditi.

Che cos’è il Capital Gain?

È un altro modo di definire la plusvalenza su cui pagare le tasse.

In quale momento dovrò pagare le tasse?

Parlando di trading online, ovvero di trading realizzato mediante l’utilizzo di piattaforme digitali, il pagamento delle tasse avviene al momento della percezione del corrispettivo. Cioè, detto in altri termini, se gli investimenti effettuati, anche con plusvalenze, rimangono confinati all’interno della piattaforma allora non è necessario pagare le tasse, le quali vanno risolte nel momento in cui trasferiamo il denaro guadagnato sul nostro conto corrente.

È vero che si tassano anche le partecipazioni societarie?

Sì, ma solo nel momento in cui avviene una cessione. Anche in questo caso l’aliquota è del 26%. Tuttavia, è bene precisare che non tutte le partecipazioni sono soggette a tassazione ma solo quelle che rientrano in uno dei due casi seguenti:

  1. Percentuale di partecipazione superiore al 25% ovvero percentuale di diritto di voto superiore al 20% per società non quotate;
  2. Percentuale di partecipazione superiore al 5% ovvero percentuale di diritto di voto superiore al 2% per società i cui titoli sono regolamentati nei mercati regolamentati.

Come vengono tassati i dividendi?

A partire dal 2018 i dividendi seguono la medesima tassazione del 26% applicata sugli agli strumenti finanziari.

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