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Sanatoria per sanzioni e somme aggiuntive degli avvisi bonari

Sanatoria per sanzioni e somme aggiuntive degli avvisi bonari

Un piccolo sostegno per i possessori di Partita Iva che hanno ricevuto un avviso bonario dall’Agenzie delle Entrate, visto che hanno la possibilità di ridurre il dovuto, almeno della parte costituita da sanzioni e somme aggiuntive. Entriamo nel dettaglio.



In cosa consiste questa riduzione sugli avvisi bonari?

Si tratta di una novità introdotta con il Decreto Sostegni, il cui scopo ovviamente è offrire un po’ di ossigeno a chi è già gravemente colpito dal calo dei fatturati dovuto alla pandemia. Nello specifico la novità interessa tutti coloro che hanno una partita iva regolarmente registrata alla data del 23 marzo 2021, che è la data di entrata in vigore del decreto. L’abbattimento delle sanzioni e delle somme aggiuntive si applica sugli avvisi bonari inviati in merito ai periodi di imposta 2017 e 2018, fermo restando il possesso di tutti i requisiti.

Qual è il requisito per ottenere la riduzione?

Per poter ottenere lo sconto, a parte il possedere una partita IVA attiva alla data del 23 marzo 2021, come specificato in precedenza, è necessario anche possedere il requisito del fatturato. Questo, in riferimento all’anno 2020, dev’essere inferiore per almeno il 30% rispetto a quello del 2019. Il calcolo viene effettuato in base alla dichiarazione IVA presentata entro il 30 aprile 2021. Se il contribuente è tra coloro che non presentano la dichiarazione IVA, il riferimento è l’ammontare dei ricavi oppure dei compensi che risulta dalla dichiarazione dei redditi 2021, la cui scadenza è fissata al 30 settembre del medesimo anno.

Quali sono gli avvisi bonari che si possono sanare?

Ovviamente non tutti gli avvisi bonari sono sanabili, per questo l’Agenzia delle Entrate ha indentificato una lista di avvisi che rientrano nell’agevolazione descritta nel presente articolo. Gli avvisi sanabili sono i seguenti:

  1. Quelli derivanti da controlli automatici;
  2. Quelli elaborati entro il 31 dicembre 2020 ma che non sono stai inviati per via dei blocchi imposti dai decreti governativi, e che fanno riferimento al periodi di imposta che si chiudeva il 31 dicembre 2017;
  3. Quelli elaborati entro il 31 dicembre 2021 e che fanno riferimento al periodo di imposta in corso fino al 31 dicembre 2018.

Restano esclusi da questa sanatoria, gli avvisi bonari che sono frutto di controlli formali da parte dell’Agenzia delle Entrate. È importante ricordare che per accedere alla sanatoria è necessario farlo entro il termine di 30 giorni da calcolare a partire dal ricevimento della proposta.

È vero che la procedura è avviata dall’Agenzia delle Entrate?

Sì. Infatti l’Agenzia delle Entrate, dopo aver analizzato le dichiarazioni IVA e quelle dei redditi, individua coloro che hanno subito il calo di fatturato, come da requisito, ed invia una comunicazione per richiedere se vogliono aderire alla sanatoria, indicando gli importi da pagare. Da questo momento si calcolano i 30 giorni a cui si accennava prima, termine ultimo per aderire alla sanatoria.

Quali sono le voci da pagare e quali no?

Come abbiamo più volte ribadito, ciò che non è dovuto sono le sanzioni e le somme aggiuntive. Resta valido il pagamento delle imposte, degli interessi di mora e i contributi previdenziali. Il pagamento può avvenire sia in un’unica soluzione che in forma rateizzata. Le rate possono essere da 8 0 20 trimestrali, secondo se l’ammontare dovuto è inferiore o superiore a 5000 euro.

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