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Quale codice Ateco per i lavori online?

Quale codice Ateco per i lavori online?

Non è semplice orientarsi sulla scelta del codice Ateco per coloro che vogliono avviare un'attività economica online. Le professionalità sono molte e le norme non sono chiarissime. Allora quale soluzione scegliere per essere in regole con il fisco?



Quali sono i codici Ateco per i lavori online?

Domanda piuttosto generica, tuttavia proveremo a fornire un elenco dei principali codici Ateco a cui fare riferimento per chi lavora online:

  1. Commercio al dettaglio di prodotti via internet: 47.91.10
  2. Edizione di giochi per computer: 58.12.02
  3. Edizione di altri software a pacchetto (esclusi i giochi) 58.29.00
  4. Pubblicazione di mailing list: 58.12.02
  5. Produzione di software non connesso all’edizione 62.01.00
  6. Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica 62.02.00
  7. Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing (esclusa la riparazione) 62.03.00
  8. Configurazione di personal computer 62.09.01
  9. Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica
  10. Gestione database (attività delle banche dati) 63.11.20
  11. Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP) 63.11.30
  12. Portali web 63.12.00
  13. Altre attività dei servizi di informazione 63.99.00
  14. Ideazione di campagne pubblicitarie 73.11.01
  15. Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari 73.11.02
  16. Ricerche di mercato e sondaggi di opinione 73.20.00
  17. Attività dei disegnatori grafici di pagine web 74.10.21
  18. Altre attività professionali 74.90.99
  19. Riparazione e manutenzione di computer e periferiche 95.11.00

Se realizzo siti web a cosa fare attenzione?

Partiamo dal presupposto che colui che realizza siti web si inquadra nel codice ateco 74.10.21. È corretto inquadrarlo come un’Impresa Artigiana, ovvero piccolo imprenditore sezione speciale. Gli obblighi, in questo caso, consistono nell’apertura della partita iva, ovviamente, nella registrazione alla CCIAA e all’INAIL. Per quanto riguarda il regime contabile si può optare per Semplificato, Forfetario.

Se gestisco siti per conto terzi?

Certo può accadere che i webmaster si occupino più di gestione e aggiornamento delle pagine e organizzazione delle campagne piuttosto che di sviluppo vero e proprio. In questo caso viene meno l’aspetto artigianale e forse è conveniente essere inquadrati in maniera più generica. In questo senso potrebbero tornare utili i seguenti codici Ateco:

  1. 73.11.02 per conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari;
  2. 62.09.09 per altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica;
  3. 73.11.01 per ideazione di campagne pubblicitarie;
  4. 63.99.00 per altre attività dei servizi di informazione;
  5. 74.90.99 altre attività professionali.

Anche in questo caso, qualunque sia la scelta, il lavoro è da intendersi come autonomo. Oltre l’apertura della partita iva vi è l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS.

I miei guadagni arrivano da Google Adsense e programmi di affiliazione tramite il mio e-commerce, cosa devo fare?

In questo caso i codici ateco di riferimento sono i seguenti:

  1. 47.91.10 per commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet;
  2. 73.11.02 per conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari;
  3. 62.09.09 per altre attività connesse ai servizi delle tecnologie informatiche;
  4. 63.99.00 per altre attività dei servizi di informazione;
  5. 73.11.01 per ideazione di campagne pubblicitarie;
  6. 74.90.99 altre attività professionali.

Il tipo di inquadramento, in questo caso, potrebbe essere come piccolo imprenditore sezione speciale. Ciò comporta l’iscrizione alla CCIAA come piccolo commerciante oltre all’apertura della partita IVA. Si può optare sia per il regime ordinario ma anche per il forfetario, fermo restando di non superare una certa soglia.

Meglio partita iva da libero professionista o ditta individuale?

Questo è un dubbio classico. Diciamo che non c’è una risposta univoca al problema ma è sempre bene tenere a mente quali sono le differenze tra l’una e l’altra scelta. In linea generale possiamo evidenziare che la ditta individuale viene gestita con il principio di competenza mentre il libero professionista opera con il principio di cassa. Poi la ditta individuale dev’essere iscritta alla CCIAA mentre il libero professionista no, e se quest’ultimo deve iscriversi alla gestione separata INPS per la previdenza, la ditta individuale invece necessita dell’iscrizione all’INPS sezione commercio o artigianato.

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