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Private Equity o Public Equity: differenze e caratteristiche

Private Equity o Public Equity: differenze e caratteristiche

Di questi tempi, anche per via di un numero sempre maggiore di startup, il tema degli investitori privati ha assunto un’importanza crescente. Entriamo nel merito della questione provando a rispondere ad alcune domande utili a chiarire le differenze tra investitori privati e pubblici.



L’argomento è molto vasto, tuttavia cercheremo di toccare gli argomenti più rilevanti, restando a disposizione per eventuali chiarimenti o dubbi.

Cosa si intende per Private Equity?

Quando si parla di Private Equity si intende l’attività di investimento in società non quotate da parte di investitori privati per l’acquisto di quote di maggioranza o di minoranza.

Qual è la differenza sulla valutazione iniziale?

L’investimento da parte di privati avviene per mezzo di una trattativa diretta con l’imprenditore, con il quale si definisce non tanto la percentuale di quote in vendita ma piuttosto il loro valore, a differenza di ciò che avviene quando si ha che fare con capitali pubblici dove il prezzo delle quote è definito dal mercato.

Perché si dice che nel Private Equity non si apportano solo capitali?

Il motivo è semplice. Nel Public Ecquity, l’investitore assume un atteggiamento passivo e distaccato, nel senso che si limita ad apportare capitali e nulla più. Nel Private Equity, invece, l’investitore privato, anche in funzione di quel rapporto diretto con l’imprenditore, cui si è accennato poc’anzi, collabora anche in termini di competenze ed esperienza. Quindi contribuisce con il capitale, certo, ma anche con le proprie relazioni personali, con le proprie conoscenze, facilitando anche l’accesso a network specifici.

Qual è l’impatto, nei due casi, sulla governance?

Nel caso di investitore pubblico, l’impatto è praticamente nullo, perché anche in questo caso vi è apporto di capitale ma non vi è una precisa intenzione di assumere un ruolo all’interno della governance, pur avendo acquisito delle quote. Nel caso di Private Equity, invece, vi è la volontà di assumere un ruolo all’interno del Consiglio di Amministrazione.

E sul piano degli investimenti cosa cambia?

Strettamente correlato a quanto poc’anzi espresso, anche in questo caso nel caso di un investitore privato vi è certamente la volontà di assumere un controllo all’interno del Consiglio di Amministrazione in merito a futuri investimenti. Mentre nell’apporto di capitali pubblici questo aspetto difficilmente si realizzerà in quanto l’investitore pubblico si limita a esprimere il diritto di voto.

Quali sono le aspettative sui risultati?

Ovviamente ogni investitore che apporta dei capitali si attende il raggiungimento di specifici obbiettivi. Tuttavia vi è una differenza tra Private Equity e Public Equity. Nel primo caso vi è maggiore propensione a obbiettivi a lungo termine, quindi maggiore propensione verso l’attesa. L’investitore pubblico, invece, è interessato a obbiettivi a breve termine.

E sull’exit come incidono le due scelte?

Anche su questo aspetto vi sono differenze. Nel caso di Private Equity solitamente l’exit viene definito in anticipo e si stabiliscono così tempi e modalità. Nel caso di investitori pubblici, invece, ci si attiene ai prezzi secondo quanto stabilito dalle leggi di mercato.

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