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Medico del lavoro: cosa fa e quando è obbligatorio

Medico del lavoro: cosa fa e quando è obbligatorio

La medicina del lavoro è tornata alla ribalta negli ultimi mesi in virtù del Covid e del ruolo importante assunto in funzione dei lavoratori fragili. Tuttavia, si tratta di una disciplina di lunga data di cui si sottovaluta il ruolo strategico che può avere per la crescita aziendale.



Che cos’è la medicina del lavoro?

La medicina del lavoro non è altro che un ramo della medicina generale ma che trova applicazione in ambito lavorativo. Spesso, erroneamente, questa disciplina viene confusa con le attività amministrative  e gestionali che fanno riferimento all'azienda e al datore di lavoro, ma in verità lo scopo della medicina del lavoro è di garantire la salute dei dipendenti, interagendo e mediando tra tutte le parti in causa: i lavoratori, il datore e, non ultimo, il lavoro in sè.

Chi è il medico competente?

Il medico competente è colui che si occupa di mettere in pratica i dettami della medicina del lavoro. Come figura professionale, è stata istituita gli durante gli anni Cinquanta ma è si è consolidata e ha trovato una piena espressione normativa soltanto nel 2008 all'interno del Decreto Legislativo N. 81. Da un punto di vista professionale, il medico competente è un medico specializzato in medicina del lavoro, iscritto a liste nazionali, che lavora all'interno delle aziende, in una posizione mediatrice tra le esigenze dell'impresa e del datore di lavoro, da una parte, è quelle dei lavoratori in termini di salvaguardia della salute e sicurezza sul lavoro. In virtù delle proprie competenze, il medico del lavoro è in grado di riconoscere da cosa sono dovuti eventuali sintomi a carico del lavoratore, potendo individuare il rischio connesso all'esposizione da certi agenti chimici, biologici o fisici, e perfino potendo valutare l'impatto sulla salute di elementi psicosociali come lo stress. Negli ultimi mesi, ad esempio, con la normativa sui "lavoratori fragili" introdotta a seguito della pandemia da Covid-19, la medicina del lavoro ha assunto il compito di valutare come salvaguardare la salute di coloro considerati appunto fragili rispetto alle dinamiche indotte dal coronavirus.

 

È vero che il medico competente può obbligare alle visite?

Sì è vero e l'obbligatorietà della visita si ha almeno due volte l'anno: la prima volta in occasione dell'inizio della mansione, al fine di valutare quali sono le condizioni di salute al momento di inizio del lavoro. Poi vi sono le visite periodiche, in corso di lavoro, che servono per capire, in virtù della visita di partenza, se e in che maniera il lavoro sta avendo un effetto negativo sulla salute del dipendente.

La mia azienda ha un solo dipendente, devo nominare un medico?

Sì è obbligatorio, perchè la figura del medico competente non è legata al numero di dipendenti ma alla tipologia di lavoro svolto e al grado di rischio rispetto a quanto indicato nel D.L. 81/2008.

Di cosa si occupa la medicina del lavoro?

Sicuramente si possono identificare una serie di obbiettivi fondamentali, ma è anche vero che la medicina del lavoro ha il compito di valutare in particolare i rischi che possono derivare da situazioni non prevedibili. In termini generali possiamo dire che la medicina del lavoro si occupa di:

  • Mantenere inalterata la salute e la capacità lavorativa dei lavoratori;
  • Promuovere un miglioramento dell’ambiente di lavoro in maniera che sia compatibile con le esigenze di salute e sicurezza dei lavoratori;
  • Promuovere tra i lavoratori una cultura e un sistema di valori che vadano nella direzione di una maggiore attenzione verso la sicurezza e la salvaguardia della salute di se stessi e di tutti gli altri lavoratori.

Da ciò si evince che l'intervento del medico del lavoro non è soltanto di tipo emergenziale ma piuttosto collabora con la struttura aziendale in un senso più ampio che rende la medicina del lavoro perfino qualcosa di strategico per la crescita di ogni azienda, favorendo una maggiore produttività grazie alla creazione di un ambiente positivo e salutare.

Qual è il ruolo del medico competente per il Covid-19?

Con la pandemia di Coronavirus, la normativa nazionale ha istituito la categoria dei lavoratori fragili. Questi, sostanzialmente, sono dei soggetti che per via di pregresse patologie o per via di un quadro clinico compatibile con un'evidenza di maggiore rischio, devono obbligatoriamente essere sottoposti a un regime di maggiore tutela. Il compito di monitorare su queste situazioni e di prendere decisioni che ne tutelano la salute, spetta al medico competente.

Il medico competente è tenuto al segreto professionale?

Certo, si tratta di un medico come tutti gli altri, con la differenza che è specializzato in medicina del lavoro. È sottoposto al segreto professionale e non può abusare della sua posizione per diffondere notizie in merito allo stato di salute dei lavoratori di un'azienda.

Quando è obbligatorio il medico del lavoro?

La figura del medico del lavoro non è sempre obbligatoria all'interno delle aziende ma dipende esclusivamente da alcune peculiarità dell'ambiente di lavoro. Quindi, la presenza oppure no del medico, non è legata a questioni quali la dimensione o il fatturato ma semmai alla tipologia di materiali utilizzati e altre peculiarità del lavoro svolto. È il D.L 81/2008 a stabilire quali sono i fattori di rischio che possono comprometteer la salute dei lavoratori e che determinano, quindi, l'obbligatorietà del medico competente:

  • Rumore;
  • Agenti chimici;
  • Vibrazioni;
  • Movimentazione manuale di carichi;
  • Esposizione ad agenti pericolosi (amianto, piombo, etc.);
  • Lavoro notturno;
  • Uso prolungato per oltre 20 ore di terminali da ufficio.

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