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L'Auditor, una figura professionale molto richiesta dalle aziende

di Redazione

in AZIENDA
Tempo di lettura: 3 min

L’Auditor sta diventando una figura professionale sempre più ricercata dalle aziende, soprattutto oggi che i processi di internazionalizzazione hanno alzato di molto il livello della competitività. Ma come si diventa un auditor? E quali sono le sue mansioni. Le risposte nell’articolo.

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Sulla figura dell’Auditor aleggia una certa confusione, dettata probabilmente dall’alto livello della specializzazione di questa figura professionale. Non è raro che la parola sia associata esclusivamente al settore del controllo ambientale all’interno delle aziende. In realtà la questione è molto più articolata, e con questo articolo vorremmo contribuire a fare maggiore chiarezza, sia a favore di chi volesse valutare questa carriera professionale, sia a favore delle aziende, le quali farebbero bene a prendere in considerazione questo ruolo che, con il modificarsi della competitività, sta diventano sempre più strategico.

Maggiore chiarezza si può ottenerla già soltanto partendo dalla definizione di Audit.

 

Cosa significa la parola Audit?

Premesso che l’Auditor è colui che si occupa di redigere un audit. Questa è una parola di origine anglosassone che si utilizza maggiormente in Economica per indicare la verifica sulla correttezza dei dati di bilancio e delle procedure interne. Detto in altri termini, l’audit è un processo di valutazione, per lo più indipendente o che tende ad essere tale anche quanto la valutazione viene eseguita da personale interno. Colui che si occupa di fare la valutazione, invece, viene definito Auditor che in italiano potremmo agevolmente tradurre come valutatore. Questa figura, che ripeto può essere indipendente ed esterna all’azienda (ma nulla toglie che internalizzata) ha il compito di stabilire se determinati processi sono eseguiti in maniera corretta e conforme a precisi standard che possono essere locali (quindi peculiari dell’azienda), nazionali o internazionali.

 

L’Auditor, un valutatore di processi

Può capitare delle volte che la figura dell’Auditor sia confusa con quella del consulente aziendale. In realtà non sono affatto sovrapponibili, senza con questo escludere la possibilità che l’uno svolga anche le mansioni dell’altro. Il consulente aziendale è un professionista che è dotato di una cultura d’impresa a 360 gradi. Quindi le sue competenze possono riguardare tanto il ramo legale quanto quello economico e produttivo. Può occuparsi anche di risorse umane, sa programmare i processi industriali, riesce ad implementare un controllo di gestione e mostra capacità di seguire l’imprenditore in tutti gli aspetti essenziali e non solo di un’azienda. L’Auditor, invece, ha una visione molto più specifica ed orientata alla valutazione dei processi. Il suo compito, in altri termini, è di valutare se questi processi sono conformi agli standard prefissati dall’azienda, e il suo lavoro si chiude proprio con un audit, ovvero una relazione sullo stato dell’arte e gli eventuali accorgimenti che l’azienda, probabilmente con la collaborazione di un consulente, dovrà assumere per mantenere o raggiungere gli obbiettivi fissati dalla standardizzazione.

 

La relazione tra Auditori e gli standard ISO?

Ogni valutazione da parte dell’Auditor, quindi, si conclude con una relazione. Per poter fare questa valutazione, ovviamente, l’Auditor ha bisogno di un riferimento, di un modello a cui guardare. In questo blog abbiamo già parlato degli standard ISO che, per l’appunto, offrono un modello di riferimento nazionale o internazionale, elaborati da comitati tecnico-scientifici, a cui le aziende possono decidere di uniformarsi per avere la garanzia di implementare le migliori procedure possibili. Gli standard ISO rappresentano il modello più diffuso a livello planetario, e sono di tale importanza che oggi, potersi fregiare di un ISO, vuol dire manifestare all’esterno una certa attenzione verso la qualità o la sicurezza del lavoro. Il rapporto tra l’Auditor e gli standard ISO, quindi, è molto stretto, visto che questo professionista il più delle volte sarà chiamato a certificare il possesso di tutti i requisiti richiesti da uno standard, riconoscibile dalla dicitura ISO seguita da una serie di numeri (ad esempio ISO45001 per la sicurezza sul lavoro oppure ISO9001 per i sistemi di gestione per la qualità).

 

Gli ambiti operativi di un Auditor

Premesso che un Auditor potrebbe essere richiesto in azienda per certificare il possesso di qualsiasi requisito, è necessario precisare che vi sono alcuni ambiti più richiesti di altri e di cui dovresti avere consapevolezza. In particolare questa figura è maggiormente richiesta per:

  1. Controlli sugli standard di sicurezza lavorativa;
  2. La verifica e la certificazione sui conti e i bilanci delle imprese;
  3. Il controllo sulle emissioni per la certificazione degli standard ambientali.

La figura dell’Auditor è richiesta anche nel caso dei finanziamenti pubblici, per poter valutare che gli investimenti ricevuti siano spesi in maniera corretta. In generale, il suo ruolo nell’ambito economico e finanziario, mira ad evitare che le aziende possano andare incontro ad una cattiva gestione dell’impresa.

 

Come diventare un Auditor?

Ad oggi, in Italia, non esiste un percorso di studi dedicato a questa figura professionale che altrove, invece, ha ottenuto maggior riconoscimento. Per ottenere la qualifica di Auditor, o di Lead Auditor, è necessario essere in possesso del diploma di scuola superiore. In teoria potrebbe bastare questo e la frequenza di un corso specifico presso un ente certificatore. Tuttavia, è pur vero che i corsi più qualificati sono quelli che richiedono almeno un titolo universitario di primo livello, preferibilmente in ambito economico oppure legale ma anche una laurea in Biologia, Ingegneria, Chimica o Scienze Ambientali. Molto dipende dall’ambito in cui poi vorrai operare.

 

È importante fare esperienza sul campo?

Questa è una domanda dalla risposta ovvia, in quanto non esiste una professione in cui l’esperienza non sia importante. Tuttavia per l’Auditor può esserlo ancora di più. Aver maturato un’esperienza di almeno due anni può darti l’opportunità di inserirti in una grande realtà aziendale dove questi ruoli sono molto ricercati. Inoltre l’esperienza su più aziende consente anche di poter svolgere un raffronto tra realtà aziendali che si diversificano per dimensione, tipologia di produzione e chissà quale altra caratteristica.

 

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