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Il sostituto d'imposta: chi è e quando agisce

Il sostituto d

Si sente spesso parlare della figura del sostituto d’imposta ma non tutti i contribuenti sanno esattamente cosa indica questa espressione e perché agevola la quotidianità di ciascuno.



Chi è il sostituto d’imposta?

È una figura riconosciuta dal legislatore, il quale lo definisce come chi è tenuto al pagamento di imposte in sostituzione di altri. Detto in altri termini, il sostituto d’imposta può essere una persona fisica o una società, un’impresa, la quale si assume il compito di versare le tasse per conto di qualcun altro?

Quali sono le situazioni in cui agisce il sostituto d’imposta?

Sono molteplici le situazioni in cui agisce il sostituto d’imposta e tutti coloro che svolgono lavoro dipendente conosco bene questa dinamica. Infatti, nei loro confronti, il datore di lavoro assume anche il ruolo di sostituto d’imposta, versando per conto dei propri dipendenti le tasse dovute allo Stato in funzione del reddito. Si dice in questo caso che le imposte sono state ritenute alla fonte. A parte questi casi, diciamo tradizionali, ve ne sono altri meno noti, come gli istituti finanziari che trattengono le imposte da versare calcolando gli interessi maturati dai propri correntisti.

Il sostituto d’imposta dev’essere necessariamente italiano?

No, non necessariamente. Il sostituto d’imposta può avere sede in qualsiasi paese e svolgerà sempre il medesimo compito: pagare per noi le tasse dovute allo Stato in cui risiediamo. L’esempio classico è quello della banca estera o, visti i tempi, della piattaforma di trading: nel primo caso tratterrà le imposte sugli interessi maturati o l’imposta di bollo sulle giacenze del conto corrente.

Perché quando è presente il sostituto il netto è minore del lordo?

La questione è molto semplice: dal momento che il sostituto d’imposta trattiene alla fonte ciò che il contribuente dovrebbe versare come tasse, vin da sé che il netto riconosciuto a quest’ultimo sarà inferiore del lordo in quanto già “ripulito” delle imposte.

Perché esistono diverse tipologie di ritenuta?

La ritenuta alla fonte, cui abbiamo accennato poc’anzi, può essere di due tipi:

  1. Ritenuta a titolo di imposta;
  2. Ritenuta a titolo di acconto.

Le ritenute d’imposta hanno carattere definitivo, nel senso che esauriscono la trattenuta tributaria sui proventi ad esse soggetti, quelle d’acconto, invece, si configurano come prelievi provvisori, in quanto andranno completati con un saldo, quindi sono degli anticipi sul totale dovuto tra IRPEF e IRES.

Cosa accade in caso di mancata ritenuta?

Quando si parla di ritenuta, si fa riferimento all’acconto. Qualora venisse meno la ritenuta, il contribuente dovrebbe poi versare l’intera imposta in una unica soluzione.

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