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Il Regime dei Minimi: che cos’è e come funzionava

Il Regime dei Minimi: che cos’è e come funzionava

Il Regime dei Minimi è un regime contabile che si poteva scegliere, nel caso di apertura della partita iva, fino al 31 dicembre 2015. Quindi si tratta di un regime che non è più possibile scegliere ma di cui continuiamo a parlare perché sono tanti coloro che lo hanno scelto.



Quali erano i requisiti di accesso?

  1. Non aver esercitato attività d’impresa nei 3 anni precedenti la richiesta;
  2. L'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
  3. Se viene proseguita attività d’impresa avviata da qualcun altro, l’ammontare dei ricavi non deve essere superiore a 30.000 euro.

Perché non è più possibile accedere al regime dei minimi?

Perché è stato sostituito dal regime forfetario. Tuttavia il regime è ancora valido per chi vi ha aderito entro il 31/12/2015 e non ha ancora compiuto i 35 anni di età ovvero ha superato il quinquennio.

Quali erano le condizioni per mantenerlo?

  1. Ricavi non superiori a 30.000 euro;
  2. Nessuna cessione all’esportazione;
  3. Niente dipendenti;
  4. Nessuna divisione di utili;
  5. Spese per beni strumentali, locazioni e contratti di appalto o finanziari non superiori a 15.000 euro.

A chi si rivolgeva?

A chi esercita attività di impresa, arte o professione ed è una persona fisica.

Quali imposte si versavano?

Innanzitutto era necessario quantificare il reddito. Questo era dato dalla differenza tra ricavi incassati e costi sostenuti. Poi vale ricordare che i contributi previdenziali erano deducibili dal reddito imponibile. Inoltre i beni a uso promiscuo tra privato e attività d’impresa erano da dedurre al 50%.

Quali sono gli altri aspetti fiscali da considerare?

Erano da considerare questi aspetti:

  1. Non si addebitava ne si detraeva l’IVA;
  2. Erano esclusi la presentazione dello spesometro, la black list, gli studi di settore, l’irap, l’irpef e gli addizionali, gli obblighi contabili, la ritenuta d’acconto.

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