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Fringe Benefits: cosa sono e come calcolare il valore

di Redazione

in AZIENDA
Tempo di lettura: 2 min

Il datore di lavoro può decidere di riconoscere ai lavoratori dei compensi in natura. Pur trattandosi di beni in natura, ciò non vuol dire che siano esentasse. Qual è la soglia oltre la quale si applica la normale tassazione? Come si calcola il valore dei compensi in natura? Quali i beni interessati?

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Nel 2020 si è tornato a parlare di Fringe Benefits con maggiore convinzione, vuoi anche per le novità, temporanee, introdotte sulla tassazione, rivisitata a favore dei lavori, a causa dell’emergenza sanitaria. Tuttavia sono ancora tante le imprese che non fanno uso di questo strumento, molto interessante per i dipendenti e anche per l’imprenditore.

Facciamo chiarezza sull’argomento raccogliendo gli stimoli che ci arrivano dagli utenti di Know How.

 

Che cosa sono i Fringe benefits?

Sono dei compensi in natura che il datore di lavoro riconosce ai propri dipendenti. Fino ad una certa soglia questi beni sono esenti da tassazione. Solitamente le categorie a cui appartengono i Fringe Benefits sono i seguenti:

  1. Auto aziendali;
  2. Prestiti ai dipendenti;
  3. Immobili in locazione o comodato.

 

Come funziona la tassazione dei Fringe Benefits?

Bisogna tenere conto che entro una certa soglia i beni in natura sono esenti da tassazione. Nello specifico la soglia è di 258,23 euro. Tutto ciò che eccede questa soglia viene tassato per intero.

 

Come si effettua il conguaglio per la cifra oltre la soglia?

Facendo attenzione a due aspetti:

  1. Aumentando l’imponibile della retribuzione del valore pari all’importo del Fringe benefits eccedente la soglia esentasse;
  2. Trattenendo al lavoratore la quota di contributo non trattenuta nel corso dell’anno.

 

È vero che per il solo 2020, la soglia di esenzione è stata aumentata?

Sì, è vero. Per far fronte alla pandemia, la soglia esentasse è stata innalzata fino a 516.46. Si tratta di un innalzamento del 100%.

 

Come si valuta il valore dei beni in natura?

Questo aspetto è molto importante, anche perché è fondamentale per capire quando si raggiunge la quota esentasse e di quanto la si supera. La determinazione del prezzo dei beni ricevuti è valutata secondo diverse modalità, a seconda della situazione oggettiva:

  1. In base ai listini o tariffe del soggetto che fornisce il servizio o i beni;
  2. In base alle tariffe delle Camere di Commercio, tenendo conto degli sconti in uso;
  3. In base alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti in uso;
  4. In base al prezzo medio che l’azienda pratica nella cessione ai grossisti di generi in natura prodotti dall’azienda stessa e ceduti ai propri dipendenti.

 

In che maniera l’auto aziendale concorre alla formazione del reddito?

Se l’azienda ha concesso al lavoratore l’uso dell’auto aziendale in maniera promiscua, ovvero per uso personale oltre che lavorativo, allora l’auto concorre a formare il reddito di lavoro dipendente in modo forfetario. Il valore del bene si assume pari al 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza media annua di 15.000 km. Questo valore di riferimento, si calcola:

  1. Sulla base del costo chilometrico fornito dalle tabelle ACI;
  2. Al netto di quanto trattenuto al dipendente per l’uso personale dell’auto;

 

Qual è il valore di un prestito?

Tra i Fringe Benefits, abbiam detto, vi sono anche i prestiti che il datore di lavoro concede ai lavoratori in maniera diretta oppure per il tramite di società con cui ha stabilito degli accordi. Il valore di questi è pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi applicato al tasso ufficiale di riferimento per ciascun anno e l’importo degli interessi con il tasso applicato sugli stessi.

 

Come si calcola il valore di un immobile in Fringe Benefits?

Premesso che qualora l’immobile sia dato in uso a più dipendenti, il valore è da dividere tra tutti gli utilizzatori, il valore dell’immobile è dato dalla differenza tra la rendita catastale (comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore) e l’eventuale cifra corrisposta dal lavoratore, o i lavoratori, per l’utilizzo dello stesso.

 

È vero che l’obbligo di dimora consente una riduzione del valore?

Sì, è vero. Se il lavoratore ha l’obbligo di dimorare nell’alloggio messo a disposizione dall’azienda, allora il valore dell’immobile, calcolato come indicato nel quesito precedente, dev’essere ridotto del 30%.

 

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