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Fare impresa nella moda: 3 incentivi sempre validi da Invitalia

Fare impresa nella moda: 3 incentivi sempre validi da Invitalia

Se c'è un settore per cui l'Italia è famosa in tutto il mondo, fatta esclusione per quello enogastronomico, questo è sicuramente la moda. Per altro, un concetto molto vasto che abbraccia diverse tipologie di mercato e diversi livelli di consumatore.



Quando pensiamo alla moda, il pensiero va facilmente al lusso e ai capi di abbigliamento a quattro cifre, ma è bene ricordare che la moda si articola su differenti livelli che vanno dall'Haute Couture, fino alle più moderne tendenze del Fast Fashion o Pop-à-porter. Si tratta di un aspetto importante, e di una premessa dovuta, perchè aiuta a capire e a rafforzare l'idea di quanto variegate e numerose siano le possibilità di fare impresa nell'ambito della moda italiana.

Ma quali sono i requisiti principali che devi possedere se desideri diventare un imprenditore della moda? Sicuramente la prima cosa è avere una buona idea. In questo non c'è nient'altro che ti può aiutare se non la tua creatività. Avere una buona idea vuol dire realizzare qualcosa che sia in grado d'intercettare i bisogni di un pubblico attirandone l'attenzione sui tuoi prodotti.

Su questo è risaputo che gli italiani sono particolarmente bravi, altrimenti come si spiegherebbe il successo della moda italiana all'estero? Ma è pur vero che se bastasse una buona dose di creatività per mettere su un'azienda o per creare il proprio brand moda, allora probabilmente in Italia saremmo tutti imprenditori. Eppure così non è.

Il motivo è presto detto: fare impresa nella moda, vuol dire scontrarsi con numerosi ostacoli, innanzitutto di natura economica e finanziaria. Per questo motivo può essere molto utile avere uno sguardo sugli incentivi che è possibile intercettare in Italia e che possono aiutarti a creare la tua startup di moda.

Per aiutarti a fondare la tua fashion startup, ho selezionato tre incentivi, che ti presentiamo nell'elenco di seguito:

1) Smart & Start;

2) On: Nuove imprese a tasso zero;

3) Selfiemployment.


Ti stai chiedendo come mai ho selezionato proprio questi incentivi e non altri?. Il motivo è presto detto ed è dato dal fatto che condividono alcune caratteristiche che li rendono particolarmente validi per le esigenze di aspirante imprenditore del settore moda.

Innanzitutto sono incentivi sempre validi: probabilmente sei troppo impegnato a disegnare la tua collezione di moda per sapere che quasi sempre gli incentivi statali a sostegno delle nuove imprese sono accessibili soltanto entro una certa finestra temporale, come funziona per i bandi. Nel caso di questi incentivi, invece, potrai accedervi in qualsiasi momento dell'anno, e potrai così prenderti tutto il tempo di cui necessiti per definire al meglio la tua idea.

Un'altra caratteristica che condividono è la territorialità. Si tratta di incentivi che valgono allo stesso modo per tutto il territorio nazionale, senza alcun tipo di beneficio, o di limitazione, a seconda se tu vivi in una certa zona oppure in una certa Regione: se la sede della tua futura impresa sarà a Milano oppure a Napoli o Palermo, non farà alcuna differenza per l'accesso a una di queste tre misure di sostegno.

Terzo aspetto che condividono è la genericità. Cosa intendo con questa espressione? Che spesso gli incentivi alle nuove imprese si offrono soltanto a coloro che si dedicano a un certo tipo di settore o prodotto, come può essere l'agricoltura o la produzione di oggetti in disuso, oppure si rivolgono solo a imprese che intendono posizionarsi su un certo mercato piuttosto che un altro. Nel caso dei nostri tre incentivi, invece, non si sono limiti ma solo opportunità: la tua impresa potrà essere dedicata esclusivamente alla vendita di prodotti online oppure esclusivamente in bottega, potranno essere prodotti artigianali, industriali, più o meno eco-sostenibili. Ogni idea potrà ricevere la giusta valorizzazione, il giusto supporto.

Ci sarebbe anche un quarto aspetto ma te ne parlerò in fondo all'articolo.

Bene, entriamo nel merito di ciascuno di questi incentivi e vediamo in che maniera potrai trarne il meglio per realizzare la tua idea imprenditoriale nella moda italiana. Partiamo da Smart & Start Italia. Questo è probabilmente l'incentivo più potente attualmente disponibile in Italia.

L'obbiettivo di questa misura (così si chiamano i programmi di supporto alle nuove imprese) è quello di sostenere la nascita di nuove startup. Esattamente ciò che ci vuole per un aspirante startupper della moda. Infatti si rivolge a tutte le startup, già costituite ma che non siano state fondate da più di 60 mesi. Questo è un aspetto importante perchè vuol dire che non esistono limiti di età o di sesso per accedere a questo incentivo, in quanto conta soltanto aver già costituito una società nella forma della startup.

Cosa è possibile ottenere da Smart & Start? La cosa sorprendente è che questo incentivo è uno dei pochi rimasti che ancora consente l'accesso a contributi che sono in parte a fondo perduto e in parte a finanziamento agevolato. Il 20% di quello che andrai a chiedere viene erogato a fondo perduto, mentre il restante 80% viene erogato sotto forma di finanziamento a tasso zero da restituire in 10 anni senza necessità di alcuna garanzia! Praticamente soldi regalati.

Inoltre, se la tua startup rientra entro certi limiti di età oppure ha sede in determinate Regioni, allora queste cifre si possono modificare al punto tale da portare la percentuale di fondo perduto fino al 30%. I progetti finanziabili devono avere un budget compreso tra 100.000 e 1,5 milioni di euro.

Altro aspetto significativo è quello delle spese ammissibili. Infatti non ci sono particolari limiti all'elenco di voci che è possibile sottoporre all'attenzione della commissione giudicatrice: acquisto di impianti, licenze, spese di consulenza, brevetti, certificazioni, salari, spese di marketing, materie prime e ancora una lista lunghissima di voci che possono rientrare nell'insieme delle spese incentivabili. Praticamente qualsiasi cosa che sia necessaria per realizzare la tua startup di moda italiana, potrà essere agevolata. Non pensare che sia sempre così.

Se la tua società che hai già costituito non è una startup, oppure se non hai intenzione di costituirne una, allora il secondo incentivo potrebbe essere di tuo interesse. A differenza di quello precedente, infatti, ON: nuove imprese a tasso zero, non si rivolge esclusivamente alle startup ma a qualsiasi forma societaria che sia stata costituita da non più di 3 anni. Questa è una misura che si rivolge a tutti i giovani e tutte le donne che intendono intraprendere la carriera imprenditoriale nel settore della moda. Anche in questo caso le agevolazioni previste, valide come dicevo su tutto il territorio italiano, sono un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

L'agevolazione si rivolge a nuove imprese in cui sia presenta una certa percentuale di donne o giovani di età compresa tra 18 e 35 anni (pari ad almeno il 51% della compagine sociale, per essere precisi). Ciò implica che per il restante 49% la compagine sociale può abbracciare soggetti di qualsiasi età. Facciamo qualche esempio per capirci meglio: un'impresa costituita da un uomo 50 enne e una donna, ad esempio, non sarà finanziabile, mentre se a questa compagine si aggiungesse un under 35 allora diventerebbe finanziabile.

Il punto di forza di questa misura consiste nell'agevolazione finanziaria. Innanzitutto non è indicato alcun range di budget, ma soltanto un massimale di 3 milioni di euro. Questo vuol dire che anche tu che vuoi costituire un'impresa con 30.000 di euro di budget puoi accedere all'agevolazione. D'altro canto, però, l'agevolazione arriva a coprire il 90% delle spese ammissibili contro il 100% di Smart & Start. Certo non è tantissimo ma per qualcuno può essere molto: bene, non dimenticare che partecipare con del capitale personale ti aiuterà ad assumere un atteggiamento molto più concreto nei confronti del tuo nuovo brand di moda italiana.

L'ultima misura che prenderemo in considerazione è Selfiemployment. Se appartieni alla categoria dei così detti NEET (Not (engaged) in Education, Employment or Training), ovvero non sei impegnato in alcuna attività scolastica, di formazione o di lavoro, allora questa misura è per te. L'obbiettivo è quello di favorire la nascita di nuove imprese da parte di giovani NEET.

Al di là della propria posizione sociale, ciò che contraddistingue questa misura rispetto alle altre, è di essere dedicata alle micro e piccole attività. Se i milioni di euro di cui si è parlato in precedenza di mettono un po' di ansia, allora la misura giusta per un imprenditore della moda alle prime armi è il Selfiemployment.Si tratta di agevolazioni che lavorano sul microcredito e piccoli prestiti, quindi per attività che sognano in grande ma che vogliono restare con i piedi per terra durante la fase di startup: range di prestito che vanno da un minimo di 5000 euro fino a un massimo di 50.000.Per accedere all'agevolazione è necessario aver compiuto almeno il diciottesimo anno di età ma non aver superato i 29 anni, che è il limite massimo. Non ci sono differenze di sesso e di sede regionale, dal momento che la misura è valida per tutto il territorio italiano.Chi presenta la domanda può anche essere parte di una società di più persone, l'importante è che chi possiede il requisito dell'età a cui ho poc'anzi accennato, possegga il 51% delle quote.

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L'autore
  • alex-di-nunzio-1-2021-05-21_16-25-58-foto-profilo-know-how.jpg
    Consulente di Marketing  Reply

    Laureato in Discipline di Arti, Musica e Spettacolo all'Università di Bologna, ho fuso la mia formazione umanistica, con una crescita professionale orientata verso il digitale. Le competenze acquisiste con studio ed esperienza, mi hanno dato l'opportunità di lavorare in diversi ambiti che a vario titolo hanno a che fare con il digital marketing: ormai nei ritagli di tempo ma mi occupo ancora di programmazione; ho vissuto da protagonista la comunicazione, tanto nella trincea dell'ufficio stampa quanto nell'advertising più commerciale. Mi piace essere in prima linea nella parte più operativa delle campagne digitali, ed ho avuto incarichi da formatore a beneficio di piccole e grandi aziende. Tutto questo mi ha restituito una visione molto ampia di ciò che concerne questo rivoluzionario mondo che è la rete. Oggi sono COO per Know How, ho contribuito a svilupparne l'idea, e posso dire senza dubbio che si tratta della mia esperienza professionale più bella, ma anche la più complessa. Del resto si dice che dove non c'è fatica non sia reale godimento