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Covid-19 e nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga

di Redazione

in AZIENDA
Tempo di lettura: 1 min

L’articolo di oggi si sofferma in maniera specifica sull’articolo 22 del Decreto così detto “Cura Italia”, pubblicato in Gazzetta lo scorso 17 marzo 2020. L’articolo 22 chiarisce le nuove disposizioni per la cassa integrazione in deroga a favore di Regioni e Province autonome.

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L’articolo 22 evidenzia che le Regioni e le Province autonome possono riconoscere, in virtù dell’emergenza coronavirus, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga per tutta la durata della sospensione del rapporto di lavoro, previo accordo firmato anche telematicamente con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. Tale accordo non è necessario per le aziende che occupano fino a 5 dipendenti.

 

A chi si rivolge

Quanto stabilito nel decreto si rivolge ai datori di lavoro del settore privato, agricolo, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

 

Chi è escluso

Al comma 2, l’articolo chiarisce che non possono usufruire delle nuove disposizioni i datori di lavoro domestico, quindi restano esclusi tutti i lavoratori, maggiormente donne, che seppur regolarmente assunte, operano all’interno delle mura domestiche in qualità di colf e badanti.

 

A quanto ammonta il fondo

Il trattamento stabilito dall’articolo 22 del Decreto firmato in occasione dell’emergenza Covid-19, stabilisce un limite massimo di circa 3293 milioni di euro per l’anno 2020 a partire dal 23 Febbraio dello stesso anno. Le nuove disposizioni sono limitate esclusivamente ai lavoratori già in forza al momento della stessa data.

 

Durata del trattamento

Il trattamento può coprire l’intera durata della sospensione del lavoro ma per un tempo non superiore alle 9 settimane.

 

A quale professionista rivolgersi?

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Covid-19Cassa IntegrazioneRegioni Autonome

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