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Come procedere con il riscatto della leva militare a fini pensionistici

Come procedere con il riscatto della leva militare a fini pensionistici

Accorciare i tempi di pensionamento riscattando il periodo di leva è una procedura ormai attiva da alcuni anni. Ma è sempre conveniente oppure ci sono casi in cui è preferibile non far valere questo diritto? Nell'articolo facciamo chiarezza anche su quest'ultimo aspetto, di notevole importanza



Benchè sia una misura attiva già da tempo, per qualcuno potrebbe risultare una sorpresa scoprire che il servizio di militare prestato, sia obbligatorio o volontario, è riscattabile a fini pensionistici. Lontano dall'essere una procedura automatizzata, la procedura risulta essere interamente gratuita ma tale conteggio per la pensione viene fatto solo su richiesta ed è sottoposto ad alcuni requisiti fondamentali per la sua autorizzazione.

Come funziona?

Il periodo militare può essere utilizzato per ottenere contributi figurativi utili per andare in pensione, gli stessi contributi che si possono ottenere da attività diversificate, fra cui anche la laurea, oppure per i periodi di malattia, dove l'INPS si assumere la responsabilità di coprire i vuoti assicurativi del lavoratore. I contributi figurativi per il periodo di prestato servizio vengono conteggiati dopo una richiesta di accredito presentata all'INPS e vanno a fare cumulo per aumentare la misura della pensione oppure per accorciare i tempi utili a raggiungere i necessari anni di servizio.
È importante far notare come, non essendoci periodi di scadenza per la presentazione della domanda, chiunque sia nato entro il 1985 ed abbia prestato servizio di leva o periodo di servizio volontario - con la limitazione di vedersi conteggiato solo il periodo equivalente di leva obbligatoria - può presentare la domanda.

A chi spetta?

Per richiedere il conteggio del periodo di militare per la pensione, è necessario essere iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) dei lavoratori a dipendenza, oppure nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, o in fondi speciali di previdenza dell'INPS.
Requisito imprescindibile aggiuntivo per il riscatto è quello di aver versato almeno un contributo, anche successivo al periodo di servizio militare e possono essere accreditati, a patto di avvenuta richiesta, anche all'assicurato o pensionato deceduto.

La procedura da seguire per richiedere il riscatto?

Da diversi anni è ormai possibile presentazione la domanda per l'accredito del servizio in maniera telematica. Non ci sono termini di prescrizione e la procedura consiste nell'utilizzare web, telefono o servizi offerti da patronati e intermediari.
Su internet è possibile la presentazione dopo l'avvenuto accesso al sito dell'INPS tramite PIN, in alternativa si può optare per il canale telefonico, sia attraverso la rete fissa che quella mobile, seguendo le indicazioni fornite. Ovviamente si può evitare di procedere in maniera autonoma rivolgendosi a un patronato, CAF o altri enti intermediari che si occupano di seguire la procedura dall'inizio alla fine.
La documentazione richiesta per la domanda è un'autocertificazione attestante lo svolgimento del periodo militare, indicando la finestra temporale da riscattare, con il luogo presso cui si è prestato servizio. Il resto della documentazione sarà poi gestito fra INPS e ufficio riportato sull'autocertificazione.
I dati richiesti al momento della compilazione della domanda sono codice fiscale, telefono, e-mail, il tipo di servizio svolto (nel caso sia civile, militare, o richiamo alle armi), l'arma di appartenenza con qualifica avuta e le date d'inizio e fine del servizio. Sarà poi necessario inserire il distretto militare, la residenza avuta durante il diciottesimo anno di età ovvero durante il periodo di prestazione della leva militare e infine il fondo pensionistico per cui si richiede il conteggio.
Trasmessi i dati, sarà possibile richiedere la ricevuta da stampare per attestare l'avvenuta trasmissione.

Spetta sempre a tutti?

Ci sono alcuni casi in cui il riscatto non è possibile, come nel caso di detenuti in attesa di giudizio, in particolare se con sentenza di condanna o reclusione, poi non sarà possibile nei periodi di quiescenza, in casi di diserzione, assenza arbitraria o per il servizio nelle formazioni dell'ex Repubblica Sociale Italiana.
Ovviamente, se l'accredito del periodo è già stato richiesto per previdenza di altri tipi, esclusive o sostitutive all'AGO, non sarà possibile richiederlo nuovamente.

Conviene sempre richiederlo?

In alcuni casi potrebbe essere controproducente richiedere il riscatto della leva militare, in quanto si potrebbero perdere i vantaggi del "sistema contributivo puro", in vigore per chi ha versato contributi a posteriori del 1° Gennaio 1996, il sistema che prevede l'accesso alla pensione anticipata e le opzioni contributive della pensione di vecchiaia.
Il passaggio al vecchio sistema e l'entrata nel "sistema contributivo misto", un sistema contributivo che fa decadere la possibilità di utilizzare due forme alternative di opzioni contributive, con la pensione di vecchiaia disponibile a 71 anni con almeno 5 anni di contributi maturati e quella per la pensione anticipata possibile dai 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi, a patto non sia troppo bassa rispetto l'assegno sociale (circa 2,8 volte).
In aggiunta a questo, non sarebbe più applicato il massimale contributivo, ora in vigore per retribuzione più elevate.
Va valutato bene, dunque, se richiedere o meno l'accredito della leva militare, in quanto se il servizio è stato svolto prima del 1996 potrebbe essere un errore da cui non si può tornare indietro: non si può infatti rinunciare all'accredito, una volta mandata la domanda.

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