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Aprire un’azienda: società di capitali o di persone?

Aprire un’azienda: società di capitali o di persone?

Quanto costa avviare un’impresa? La domanda che tutti si pongono subito dopo aver trovato l’idea giusta su cui vale la pena investire. La prima cosa che accade subito dopo è prendere contatto con un consulente o un commercialista per capire qual è la risposta alla domanda.



Eppure, rispondere è una faccenda tutt’altro che immediata, perché ci sono diversi fattori che incidono sull’eventuale capitale che la società sarà chiamata a versare e sui relativi costi di apertura che l’imprenditore dovrà assumersi già solo per l’avviamento.

Oggi torniamo su un argomento che abbiamo trattato più volte e su cui crediamo che non sia mai troppo spendere parole e articoli, se questo può aiutare anche solo una persona a coronare il proprio sogno di avviare un’impresa autonoma. Certo, i tempi sono difficili ma è anche vero che non esiste mai un tempo adatto per diventare imprenditore. Lo scopo di questo breve articolo è fornire un quadro generale ma comprensibile su quali sono le scelte che determinano il capitale necessario per l’apertura di un’azienda.

Il primo passo: la forma societaria

Partiamo dal presupposto che per poter definire il capitale necessario per l’avviamento di un’impresa è necessario prima scegliere la forma societaria che avrà la tua impresa. Per meglio comprendere questo passaggio, vediamo quali sono le categorie generali in cui si suddividono le diverse società e quali sono i criteri che generalmente portano alla scelta di una o dell’altra tipologia. Una scelta che l’imprenditore non sempre potrà eseguire liberamente, in quanto condizionata da specifici fattori.

I fattori a cui fare attenzione sono molteplici e qui ne elenchiamo alcuni:

  1. Il prodotto o servizio che sarà oggetto dell’attività imprenditoriale;
  2. Eventuale presenza di soci;
  3. Eventuale necessità di versare un capitale iniziale;
  4. La valutazione sul livello di rischio a cui si vuole portare il patrimonio personale;
  5. Se trattasi di attività prevalentemente commerciale oppure no;
  6. La valutazione sui costi di gestione;
  7. Valutazione dei futuri adempimenti che la nascente società sarà chiamata a osservare.

Insomma, la scelta non è così semplice e richiede di essere ragionata ed eventualmente anche valutata insieme ad un consulente di fiducia.

Vediamo a questo punto, entrando sempre più nel merito, quali sono le macro-categorie a cui fare riferimento per la scelta di una forma societaria

Le tipologie di società: soci o capitale?

La prima distinzione delle diverse possibilità di società ci porta a individuare tre differenti tipologie:

  1. Società di persone;
  2. Società di capitali;
  3. Società cooperative

A queste si aggiunge una quarta categoria che è quella della Ditta Individuale.

Ciò che distingue queste tipologie si basa sulla maggiore importanza riservata alla presenza dei soci rispetto alla presenza di un capitale iniziale. Questo per sintetizzare.

La condivisione degli scopi per la società di persone

Quando si decide di aprire una società insieme ad altre persone, spesso figure con cui condividiamo il progetto d’impresa e gli obbiettivi, la scelta della forma societaria ricade sicuramente su una delle tre tipologie ricomprese in questa categoria:

  1. Società Semplici (S.S.);
  2. Società in Nome Collettivo (S.N.C.);
  3. Società in Accomandita Semplice (S.A.S.)

Iniziamo con il dire che le società di persone non richiedono il versamento di alcun capitale in quanto si fa affidamento, appunto, sui beni dei soci che partecipano alla costituzione. I motivi per cui optare per questa forma societaria sono diversi: ad esempio i minori adempimenti, e poi anche la maggiore garanzia che queste forme societarie danno a banche ed eventuali fornitori rispetto ad una società che prevede il versamento di un capitale sociale. Su questo piano è bene affrontare il tema del patrimonio personale, infatti va detto che nelle prime due forme, tutti i soci hanno una responsabilità illimitata verso eventuali obbligazioni.

Cosa vuol dire responsabilità limitata?

Il concetto è molto più semplice di quello che potrebbe sembrare, tuttavia è di grande importanza sul tuo futuro, per questo ti consigliamo sempre di approfondire ulteriormente il concetto prima di avviarti nella costituzione di una nuova società. Prendi il caso di un creditore che avanza una certa quantità economica d un’impresa alla quale ha fornito dei beni o servizi. Qualora le fatture regolarmente emesse non siano state pagate, il creditore potrà rifarsi, eventualmente, anche su un solo socio per l’intera obbligazione.

Per un’attività commerciale posso scegliere una Società Semplice?

No, le Società Semplici non possono svolgere attività di tipo commerciale, ecco perché si prestano ad attività di tipo agricolo.

Chi sono i soci in una SAS?

Nelle S.A.S. si distinguono due tipi di soci: accomandanti e accomandatari, i quali sono diversamente responsabili rispetto alla società.

Che differenza tra Società di Capitali e di Persone?

In questo caso, lo dice l’espressione, la differenza rispetto alle società di persone consiste nel fatto che non si vuole fare affidamento sui beni dei soci ma sul versamento di un capitale iniziale. Tra le società di capitali troviamo:

  1. Società a Responsabilità Limitata;
  2. Società per Azioni;
  3. Società per Azioni

I soci rispondono di eventuali obbligazioni soltanto nella misura delle quota capitale conferita. Inutile dire che si tratta di forme societarie che prevedono un numero maggiore di adempimenti e costi di gestione più elevati. Queste problematiche, però sono bilanciate da una maggiore tutele del patrimonio personale.

Come avviene il versamento del capitale?

Nelle SRL il capitale sociale minimo da versare al momento della fondazione è di 1 €. Si tratta di una riforma rispetto a quanto avveniva fino a qualche anno fa, che dovrebbe stimolare l’attività imprenditoriale, in teoria. Benché questo valore indichi il minimo di legge, va precisato che la prassi consolidata è il versamento di € 10.000, esattamente come era obbligatorio per legge negli anni passati. Ma è soltanto una prassi, non un obbligo di legge. Se il capitale versato è uguale o inferiore a €10.000 la legge stabilisce la necessità che sia versato interamente al momento della costituzione. Se superiore, si può optare per il versamento del 25% al momento della fondazione e il resto a richiesta degli amministratori.

Cosa cambia in caso di Società per Azioni?

Cambia che il capitale minimo richiesto è molto più alto ed è di 50.000 €. Di questo totale, il 25% deve essere versato nelle mani dell’amministratore. Per alcune società la legge prevede un capitale iniziale più alto, in particolare se si tratta di società bancarie, finanziarie o di intermediazione bancaria. Più sostanzioso il capitale sociale minimo di una SApA che dev’essere almeno di €120.000 di cui il 25% versato presso un istituto bancario al momento della fondazione.

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