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9 domande sui Voucher 3i: incentivi per servizi di consulenza

9 domande sui Voucher 3i: incentivi per servizi di consulenza

Servizi di consulenza per i brevetti a costo zero: sono disponibili i Voucher 3i. Quali imprese possono beneficiarne? Che valore hanno i 3 voucher? Quanti ne può richiedere una singola impresa per ogni anno? Quali sono le altre spese? Come si inoltra la domanda ed entro quando?



È partito il 15 giugno scorso e probabilmente a causa del rumore generato dal Covid-19 non si è parlato molto di questo nuovo strumento a favore delle Startup Innovative che vogliono richiedere dei servizi di consulenza per la brevettazione.

Si tratta di incentivi in regime De Minimis che consentono di ottenere consulenze qualificate senza doversi caricare di un gravoso esborso. Aspetto di grande importanza per tipi di società in costante stato di sperimentazione.

Quali sono i requisiti per accedere all’incentivo?

Abbiamo già accennato che il primo requisito è quello di essere una startup innovativa, cosa su cui non è possibile ottenere deroghe. A questo, si aggiungono altri requisiti, che elenchiamo di seguito:

  1. La società dev’essere stata costituita da almeno 60 mesi e deve avere sede in Italia o nell’Unione Europea oppure in uno degli stati aderenti all’ASPEE, sempre che l’attività produttiva principale o almeno una filiale siano in Italia;
  2. La produzione annua a partire dal secondo anno non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  3. Non distribuire e non aver distribuito utili;
  4. L’oggetto sociale, prevalente o esclusivo, deve avere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  5. Non essere stata costituita tramite scissione, fusione societaria o cessione di azienda o ramo di azienda;

Inoltre la startup deve possedere almeno uno tra i seguenti requisiti:

  1. Le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione
  2. Il personale complessivamente impiegato – come soci, dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo – deve essere costituito per almeno un terzo da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno due terzi da soggetti in possesso di laurea magistrale
  3. L’impresa deve essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale (brevetto) o di un software originario registrato, purché direttamente afferenti all'oggetto sociale e all’attività di impresa.

Quali servizi posso ottenere con l’incentivo Voucher 3i?

Il Voucher 3i è stato ideato per consentire l’acquisto di servizi di consulenza specialistica per la brevettazione. Nello specifico sono 3 le azioni che il voucher consente di realizzare:

  1. Verifica della brevettabilità;
  2. Stesura della domanda di brevetto;
  3. Deposito all’estero;

A chi devo rivolgermi per ottenere questo tipo di consulenza?

I voucher sono spendibili esclusivamente per il tramite di consulenti in proprietà industriale e avvocati regolarmente iscritti negli elenchi gestiti dall’Ordine dei Consulenti di Proprietà Industriale e dal Consiglio Nazionale Forense.

Hanno un valore economico i voucher?

Certo, a seconda della tipologia. Per la verifica della brevettabilità il valore del voucher è di 2.000 euro + IVA. Per la stesura della domanda 4.000 euro + IVA e per il deposito estero 6.000 euro + IVA

Quanti voucher posso richiedere con la mia startup?

Ciascuna startup può richiedere un massimo di 3 voucher per ciascuna delle tipologie indicate precedentemente. Ciò vuol dire che in totale si possono richiedere fino a 9 voucher per ogni singolo anno. Va precisato che sulla stessa tipologia i voucher devono essere richiesti per brevetti di invenzioni differenti.

Quando scade il bando Voucher 3i?

I Voucher 3i non sono un bando ma una richiesta di incentivo senza scadenza, la cui disponibilità è data dalla sussistenza di fondi. Le domande quindi vengono valutate in ordine cronologico e non vi sono scadenze. Per il triennio 2019-2021 il fondo Voucher 3i è stato finanziato con 19,5 milioni di euro.

Come si presenta la domanda?

Come accennato si tratta di una domanda a sportello. La valutazione avviene su base cronologica. La startup come primo step presenta la domanda a Invitalia tramite procedura informatica, dove indica il servizio richiesto e il consulente individuato, di cui verrà presentata la ricevuta di accettazione dell’incarico. Una volta terminate le verifiche da parte di Invitalia su startup e consulente, entro 30 giorni si ottiene il risultato e se l’esito è positivo allora si potrà attendere l’erogazione entro 120 giorni.

Ci sono altre spese che la startup si deve accollare?

C’è un 4% che viene riconosciuto alla Cassa Forense qualora il consulente appartenga all’elenco del Consiglio Nazionale Forense.

Come funziona la fatturazione dei servizi?

Le fatture dei consulenti sono intestate integralmente ad Invitalia. Attenzione: ricevuta la notifica di accettazione della domanda, il consulente è tenuto a prestare il proprio servizio entro 120 giorni dalla data di accettazione, altrimenti ci sarà la revoca dell’incentivo.

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