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9 domande sulla riforma della Class Action

di Redazione

in LEGALE
Tempo di lettura: 2 min

Manca molto poco all’entrata in vigore delle norme che rinnovano la regolamentazione della Class Action. Quali sono le novità? Entro quanto tempo si possono produrre documenti integrativi? Che cos'è il progetto dei risarcimenti? È vero che si può aderire anche dopo l'avvenuta condanna?

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La riforma della Class Action è stata avviata con la legge 31 del 2019 e dovrebbe entrare in vigore il prossimo 19 Novembre 2020. Sono diverse le novità che andranno a interessare sia imprese che cittadini. Le imprese lamentano un nuovo sistema troppo sbilanciato che li penalizza eccessivamente rispetto alle vecchie modalità. C’è un punto, in particolare, che ha suscitato e continua a suscitare numerose perplessità.

 

A quali condotte si applicherà la nuova class action?

Questo è un punto che per ora è molto importante ricordare, perché la nuova procedura si applicherà a tutte le condotte successive al 19 novembre 2020, mentre quelle antecedenti a questa data continueranno a fare riferimento alla vecchia normativa.

 

Cosa può decidere il tribunale con la nuova procedura?

Una volta emessa la sentenza che accoglie l’azione di classe, la nuova procedura che il tribunale dovrà seguire prevede 4 step iniziali:

  1. Decidere se accogliere i risarcimenti individuali, a patto che il ricorso non arrivi da un’associazione;
  2. Definire i diritti individuali omogenei, specificando gli elementi di inclusione nella classe;
  3. Nominare un giudice delegato che seguirà la procedura di adesione e si interfaccerà con il rappresentante degli aderenti;
  4. Dichiarare aperta la procedura di adesione.

 

Come si aderisce alla class action?

Secondo la nuova norma, la finestra di adesione può andare dai 60 ai 150 giorni e va inoltrata in maniera telematica. La principale novità introdotta dalla normativa, ed anche la più discussa, consente l’adesione anche a condanna avvenuta.

 

Quali documenti è necessario produrre?

La domanda di adesione deve contenere:

  1. L’esposizione dei fatti;
  2. I documenti probatori;
  3. Il mandato a favore del rappresentante comune;
  4. Eventuali prove e dichiarazioni di terzi rilasciate di fronte ad un avvocato.

 

Quanto tempo c’è per la memoria difensiva?

L’impresa, o l’ente pubblico, ha 120 giorni di tempo per depositare una memoria difensiva che vada a rispondere alle domande degli aderenti. Questo è un passaggio importante, perché secondo la legge i fatti non contestati saranno considerati ammessi.

 

Che cos’è il progetto dei risarcimenti?

È l’analisi che il rappresentante degli aderenti esegue sulla documentazione prodotta dagli aderenti e sulle argomentazioni dell’impresa (o dell’Ente), al fine di predisporre un progetto dei diritti individuali omogenei, per i quali si pronuncerà con una conclusione motivata.

 

Entro quanto tempo si possono depositare documenti integrativi?

Una volta che il rappresentante ha predisposto il progetto dei risarcimenti, sia l’impresa (o l’Ente) che gli aderenti, hanno 30 giorni di tempo per depositare documenti integrativi oppure delle osservazioni scritte.

 

I documenti integrativi possono modificare il progetto dei risarcimenti?

Certo. Una volta ottenuti i documenti integrativi, il rappresentante dispone di 60 giorni di tempo per apportare eventuali variazioni al progetto dei risarcimenti.

 

Chi decide se accogliere le richieste degli aderenti?

La decisione spetta al giudice delegato, il quale con un decreto motivato accoglie le domande di adesione, sia in tutto o anche parzialmente, e condanna l’impresa (o l’Ente) al pagamento a titolo di risarcimento. Il decreto del giudice delegato è un titolo esecutivo.

 

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