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7 domande sulla cessione dei crediti tramite contratto di Factoring

di Redazione

in AZIENDA
Tempo di lettura: 3 min

Per le imprese costrette a pagamenti molto dilazionati, il Factoring può essere la giusta soluzione per ottenere liquidità immediata. Che cos'è il Factoring? Quali sono le differenze tra la formula Pro Soluto e Pro Solvendo? Anche i privati possono usufruirne? Come scegliere il giusto Factor?

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Negli ultimi anni, complice la difficile situazione economica delle imprese, si parla sempre più spesso di questa tipologia di contratto, il Factoring. Diciamo che non potrebbe essere altrimenti visto la grave recessione economica generata dalla crisi dei subprime, complicata oggi da una pandemia senza precedenti.

La crescente necessità delle imprese, in particolare le PMI, di garantirsi un credito per una corretta gestione dei flussi di cassa, ha portato le imprese ha fare un uso sempre più massiccio di questo strumento, che si definisce come un contratto atipico, disciplinato dalla Legge N. 52 del 1991, attraverso il quale un’impresa cede il proprio credito ad un’altra società che si occuperà della gestione, amministrazione ed eventuale incasso dei crediti ricevuti.

 

Quanti soggetti sono coinvolti in un contratto di Factoring?

Generalmente sono 3: il Factor, l’impresa cedente e il debitore. Il Factor, detto anche cessionario, è la società che si fa carico dei crediti e che spesso anticipa una parte o la totalità dei crediti ricevuti dall’impresa cedente. Il debitore, come è ovvio, è l’impresa o comunque il soggetto che ha un debito nei confronti dell’impresa cedente.

 

Quali sono i rischi per il Factor?

Questo dipende molto dalla tipologia di crediti che il Factor acquisisce. Dal momento che anticiperà una parte di quel credito ricevuto (anticipo che può essere parziale o totale ma sempre al netto delle commissioni che il Factor trattiene e che rappresenta il proprio guadagno), il rischio è di andare incontro ad una perdita qualora per qualche motivo non riesca ad incassare il credito.

 

In altri termini si tratta di vendita di crediti?

Certo, la terminologia corretta è proprio vendita o acquisto di crediti. La Legge N. 52 del 1991 si occupa proprio della disciplina di crediti pecuniari ceduti dietro corrispettivo.

 

Anche i privati possono cedere i propri crediti?

No, infatti la legge stabilisce 3 requisiti inequivocabili:

  1. Il cedente, ovvero colui che possiede il credito, deve essere un imprenditore.
  2. I crediti ceduti sono frutto di contratti regolari che il cedente ha stipulato durante l’esercizio dell’attività imprenditoriale;
  3. Il cessionario, ovvero colui che acquista il credito, deve essere una società, un ente pubblico o privato con personalità giuridica che sia dotato di uno statuto che prevede l’acquisto di crediti d’impresa e il cui capitale sociale sia non inferiore a 10 volte il capitale minimo previsto per le società per azioni.

 

Sono un imprenditore: come sapere se il Factor ha i requisiti per acquistare il credito della mia azienda?

È stato istituito presso la Banca d’Italia un albo che raggruppa le imprese che esercitano l’attività di cessione e acquisto di crediti. La Banca d’Italia inoltre ha il compito di monitorare le attività di queste imprese in maniera da evitare eventuali illeciti. Per essere sicuri di avere a che fare con un’impresa riconosciuta è sufficiente fare richiesta di consultazione dell’albo.

 

Quando conviene fare ricorso al Factoring?

Non esiste una regola per rispondere a questa domanda, ogni situazione andrebbe valutata sulla base della propria storia aziendale. Certamente, il parere di un Consulente Aziendale, in questo caso, può fare la differenza. Generalmente si rivolgono al Factor quelle aziende che operano in settori in cui i pagamenti sono estremamente dilazionati, come la Pubblica Amministrazione, i cui tempi poco si conciliano con le esigenze di una PMI.

 

Devo ancora firmare il contratto con la PA, posso già cedere i crediti che ne deriveranno?

Si, la legge consente di cedere anche i crediti di contratti che devono ancora essere firmati. Non solo, la legge parla anche di cessione “in massa”, ovvero cessione solo di crediti che verranno da contratti da stipulare in un periodo di tempo che però non dev’essere superiore a 24 mesi.

 

Il Factor può richiedere una garanzia al cedente?

Secondo la legge, il cedente garantisce sempre la solvenza del debitore, nei limiti del corrispettivo pattuito, a meno che il Factor non decida di rinunciare a tale garanzia oppure non si scelga una forma di contratto che viene definita Pro Soluto.

 

Il Factor mi chiede di scegliere tra cessione Pro Soluto e Pro Solvendo: quali sono le differenze?

Si tratta di due diverse modalità di cessione, e acquisto, del credito, e la differenza sta nel discorso sulle garanzie che abbiano accennato poc’anzi. In caso di cessione Pro Soluto, ad esempio, il cedente si libera di ogni responsabilità rispetto all’adempimento del debitore. L’unico suo obbligo, in questo caso, è dimostrare che il credito esiste e che è esigibile, per esempio tramite l’esistenza di un contratto valido. Il Factor, quindi, si assume l’intera responsabilità sull’adempimento da parte del debitore.

Se si opta per il Pro Solvendo, invece, il cedente deve garantire l’adempienza del debitore. In questo caso, il Factor, qualora il debitore sia inadempiente, può rivolgersi al cedente, il quale sarà obbligato a sostenere la somma dovuta dal debitore.

 

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FactoringCredito Imposta

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