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6 domande su come aprire un negozio di alimentari

6 domande su come aprire un negozio di alimentari

Aprire un negozio di generi alimentari comporta una serie di accorgimenti comuni a molte altre attività, ma vi sono anche aspetti molto specifici. Quali sono i costi complessivi per una prima apertura? È obbligatorio avere un'assicurazione? Che cosa sono le spese di prima fornitura? 



Un negozio di genere alimentari può essere un’attività di grande soddisfazione, se gestito nella maniera corretta e se indirizzato ad un target molto specifico. La convenienza, a dirla tutta, è emersa anche durante questi mesi (ormai quasi un anno) caratterizzati da chiusure forzate delle attività commerciali: i negozi di generi alimentari sono stati tra i pochi a non essere soggetti alle chiusure di Stato.

Quali sono i passaggi da seguire per l’apertura di un negozio di alimentari, e quali i probabili costi da sostenere? A queste ed altre domande rispondiamo all’interno dell’articolo.

Quanto costa aprire un negozio di alimentari?

Questa è una delle questioni che maggiormente preoccupano l’aspirante imprenditore. Non è facile dire quanto potrebbe essere il costo finale, viste le numerose variabili che incidono su quest’ultimo. Tuttavia, si può provare a fare una stima, utile ad avere un’idea di quello che potrebbe essere l’investimento complessivo. Alcune voci che andranno nel computo finale sono sicuramente queste:

  1. Pratiche amministrative (400 €);
  2. Il canone di locazione commerciale (Necessario tenere conto degli anticipi);
  3. Insegna e illuminazione (1.000 €);
  4. Arredamento del locale (250 euro al MQ, ma dipende dalle esigenze specifiche);
  5. Prima apertura (1.500 € di spese pubblicitarie);
  6. Prima fornitura (10.000 €);
  7. Varie ed eventuali.

Benchè non sia possibile calcolare alcuni costi, e dato che il punto 7 dovrebbe essere calcolato in termini di 20% del totale, le spese di apertura possono arrivare ad almeno 40.000 euro.

Cosa sono le spese di Prima Fornitura?

Un negozio di generi alimentari necessita di avere gli scaffali e il bancone pieno già al momento dell’apertura, quindi vuol dire che sarà necessario disporre di una prima fornitura con cui presentarsi al pubblico. Questa è una fase molto delicata perché a causa della mancanza di uno storico di vendita, le aziende difficilmente forniranno prodotti senza un pagamento immediato, ecco perché è necessario inserire questa voce di costo già all’apertura dell’attività.

Quali sono gli adempimenti burocratici?

Sicuramente il primo step è quello di costituire una società, quindi vi è la necessita del notaio. Quest’ultimo può essere evitato soltanto se si sceglie una ditta individuale. Attenzione ai rischi connessi a questa scelta! Tra gli altri adempimenti ricordiamo:

  • Apertura partita iva;
  • Iscrizione INPS commercianti, salvo i casi di non iscrivibilità;
  • Iscrizione in Camera di Commercio;
  • Comunicazione al SUAP con SCIA (Segnalazione Certificata di avvio Attività), salvo i casi in cui non è necessario e con NIAS (Notifica Inizio Attività Sanitaria);
  • Licenza per la vendita di alcolici e superalcolici rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams);
  • Redazione del manuale di autocontrollo HACCP.

Prima di procedere bisogna dotarsi di PEC e Carta Nazionale dei Servizi (CNS) con funzioni di firma digitale. Questi adempimenti possono essere effettuati autonomamente, oppure affidandosi ad un esperto, a cui conferire una procura scritta, che provvederà ad espletare l’iter burocratico.

Ci sono degli obblighi sulla grandezza dei locali?

Sì, è previsto che la grandezza dei locali sia almeno fino a 250 mq per i comuni con più di 10.000 abitanti, e almeno fino a 150 mq nei comuni con meno di 10.000 abitanti.

Perché mi è stata negata la licenza alla vendita di alcolici?

Probabilmente perché erano assenti tutti i requisiti che è necessario possedere nel caso di vendita di alcolici. Altrimenti è sufficiente possedere almeno uno dei seguenti requisiti da parte del personale addetto:

  • personale abilitato ad operare con gli alimenti attraverso corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) organizzato da enti regionali, provinciali o da istituti privati da essi appaltati;
  • aver lavorato nel settore alimentare o nella ristorazione per almeno 2 anni negli ultimi 5;
  • possesso di diploma di scuola alberghiera o equipollente o superiore.

Ricordiamo che per la vendita degli alcolici è richiesto inoltre il requisito di onorabilità previsti dall’art. 71 del D.lgs. 59/2010.

È obbligatoria l’assicurazione per un negozio di alimentari?

No, non è previsto un obbligo tuttavia è molto consigliata. Una peculiarità del negozio di generi alimentari è quella di avere un magazzino consistente, fatto di merce facilmente deperibile per una serie svariata di motivi. L’assicurazione consente di limitare i rischi relativi a furti, deperimenti non voluti (si rompe un frigorifero/congelatore) e quant’altro sia previsto nelle clausole.

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