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5 casi studio (più uno) sulla legge salva suicidi: intervista a Marco Passantino

di Redazione

in REDDITO
Tempo di lettura: 3 min

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Dottore Commercialista Marco Passantino sul tema della Legge 3 del 2012, la così detta Salva Suicidi, su cui è tra i professionisti più esperti in Italia. Abbiamo analizzato alcuni suoi casi che aiutano a capire i diversi campi di applicazione.

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Abbiamo più volte parlato della Legge Salva Suicidi ovvero la numero 3 del 2012 il cui scopo è quello di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento, un argomento di assoluta importanza in quanto interessa non solo gli imprenditori ma anche i privati cittadini che per una qualche ragione sono venuti a trovarsi in una situazione di grave crisi debitoria.

Il fatto che la legge 3 del 2012 sia comunemente nota come Salva Suicidi ci dice molto della sua importanza nello scongiurare esiti nefasti per chi ha contratto debiti che fatica a ripagare. Anche per via della sua valenza sociale abbiamo pensato di parlarne con uno dei professionisti di maggiore esperienza in Italia, il Dottore Commercialista e Revisore Marco Passantino dello Studio Passantino, iscritto all’Albo di Brescia, che ci aiuterà a fare chiarezza su una legge che, essendo relativamente recente, è interessata da molta disinformazione.

Avremo il piacere di capire meglio l’applicazione di questa legge nell’ambito di 5 situazioni reali che, come accennato, interessano tanto il mondo dell’imprenditoria quanto quello del privato cittadino.

 

Dott. Passantino, la legge Salva Suicidi è relativamente giovane e questo ha prodotto anche molta disinformazione, spesso volontaria altre volte meno, quando in verità è stata abbozzata per cercare di trovare una soluzione tra le parti, senza vessare inutilmente il debitore ma salvaguardando anche i diritti dei creditori. Partiamo con il caso di Enrico, imprenditore agricolo di 53 anni che aveva contratto un debito di quasi 2 milioni di euro per cause esterne legate all’andamento dei prezzi dei suini sul mercato, come p stata affrontata questa situazione per cercare di tutelare i creditori offrendo contemporaneamente una soluzione al debitore?

Si tratta di una legge sicuramente abusata, ma che al tempo stesso ha una grande utilità sociale e imprenditoriale. Lo abbiamo visto nel caso di Enrico, imprenditore agricolo (settore suini) in cui non vi erano solo debiti ma anche - ahimè - una situazione aziendale deficitaria (cioè costi maggiori dei ricavi). Cosa abbiamo fatto?

Prima di tutto abbiamo riportato l'azienda in utile, perché mandare in "Legge3" un'azienda in perdita significa farle produrre nuovi debiti, quindi - paradossalmente - fare il suo male.

Come abbiamo fatto a riportarla in utile? Mutando la sua organizzazione e rendendo più flessibili i suoi costi. L'azienda ha gradualmente abbandonato l'attività di scrofaia (onerosa e poco remunerativa) dedicandosi invece all'attività di soccida (meno onerosa e più remunerativa).

Abbiamo dunque predisposto un business plan quinquennale certificato da un perito agronomo/veterinario, che desse luogo a utili di esercizio.

Una volta fatto questo, abbiamo costruito un piano di sovraindebitamento che prevedesse di dare parte di questi utili ai creditori.

Il giudice lo ha approvato.

In questo modo Enrico ha potuto tornare a lavorare serenamente di giorno, e dormire tranquillamente la notte, senza l'incubo dei creditori che venivano giorno sì giorno no a pignorargli sacchi di mangime suino, e conti correnti.

Era talmente felice che non ci credeva neppure lui.

 

La Legge Salva Suicidi ha un grande neo: quello di essere stata scritta in maniera molto generica, cosa che la rende non perfetta per ogni situazione. Ciò che fa la differenza, allora, è il professionista a cui ci si affida, che con le sue competenze dimostra la capacità di saper disegnare un piano realizzabile per ogni situazione diversa. Qual è il caso in cui le sue competenze hanno fatto veramente la differenza?

Tutti i casi in cui - detto in parole povere - il debitore si guadagnava la pagnotta esclusivamente con la propria partita IVA.

All'inizio i giudici erano dubbiosi nel concedere ad un debitore di andare in "Legge3" mantenendo operativa la propria partita IVA. E non avevano certo torto: tenere aperta una partita IVA significa esporsi al rischio che sorgano nuovi debiti!

Sono orgoglioso di esser stato il primo professionista italiano a fare autorizzare dal Tribunale diversi piani di sovraindebitamento che prevedessero la continuazione dell'attività (artigianale o professionale) attraverso partita IVA.

Ovviamente dopo aver rimodulato i costi e "messo al sicuro" la partita IVA di turno dal rischio di perdite. Una vera soddisfazione, sia per me (professionalmente) che per l'imprenditore (psicologicamente).

 

Quando si parla di sovraindebitamento, in maniera semplicistica, si è portati a pensare al mondo dell’imprenditoria. In verità sono innumerevoli i casi che fanno riferimento ai privati cittadini, pensiamo al caso di Giancarlo e Irma, due pensionati indebitati per offrire una garanzia ai propri figli oppure a Pasquale, sovraindebitatosi per accendere il muto della prima casa. Ci racconti meglio.

In Italia i sovraindebitati non solo solamente imprenditori o professionisti, ma anche privati cittadini che hanno perso il lavoro, che hanno subìto incidenti, o che hanno avuto problemi di salute.

Mamme e papà divorziati che non riescono più a pagare il mutuo, pensionati che hanno messo "firme" per aiutare i figli poi vittime di fallimenti, impiegati pubblici che hanno un buon stipendio ma che hanno tanti parenti disagiati da aiutare.

Essendo stato tra i primi professionisti italiani ad occuparmi di sovraindebitamento, ritengo di avere un buon "termometro" della situazione attuale.

Il caso di Giancarlo e Irma è quello di due pensionati di età avanzata, i quali si sono trovati vittime di pignoramenti.

Il motivo? Avevano - in assoluta buona fede - prestato fideiussioni nell'interesse della ditta edile del figlio, poi completamente travolta dalla crisi immobiliare del 2009.

Grazie al piano di sovraindebitamento predisposto, i pignoramenti sono stati interrotti due giorni prima che tutto andasse all'asta. Un vero e proprio sospiro di sollievo per due persone anziane, che non si meritavano certamente di finire i loro giorni nell'infelicità più totale.

Anche la storia di Pasquale, fortunatamente, è a lieto fine. Unico, di una numerosa famiglia del mezzogiorno, ad essersi trasferito al Nord, ha fatto carriera da ufficiale nell'Aeronautica. Sopravvenuti problemi di salute nonchè disoccupazione di parenti stretti lo hanno costretto a svenarsi e contrarre prestiti per offrire aiuto. Circostanza che gli ha causato una situazione di sovraindebitamento. Grazie al piano predisposto, abbiamo raggiunto un accordo a saldo e stralcio con il creditore ipotecario, il quale riceverà una certa somma e "in cambio" non porterà via la casa a Pasquale. Analoghi accordi sono stati raggiunti con gli altri creditori.

Pasquale ora continua a vivere sereno nella sua casa, versando ogni mese al Tribunale una provvista di danaro che servirà ad accumulare il "gruzzolo" necessario a rispettare i suddetti accordi.

 

Eliminare i propri debiti è ovviamente ciò a cui aspirano tutti coloro che si trovano in una situazione di difficoltà, ma lei stesso ci insegna che questo non è sufficiente, nel senso che la soluzione migliore è quella di togliere i debiti ma potendolo fare nel pieno delle tutele giudiziarie. Ci racconti un caso particolarmente significativo.

Vede... la questione è semplice.

Uno può anche avere un patrimonio che SULLA CARTA consente di pagare tutti i debiti. Ma ciò che poi accade, nel momento in cui cerca di venderlo in tempi stretti...è tutto un altro film.

E spesso è un film drammatico.

Vi è infatti il concreto rischio che il ricavato effettivo non consenta di pagare i debiti. Risultato? Una persona viene privata di tutto, e resta indebitata a vita. In altre parole: oltre al danno... la beffa.

Di questo argomento ne ha parlato peraltro Milena Gabanelli in un recente Focus - ripreso anche dal Corriere della Sera - inerente le aste giudiziarie.

Le racconto uno dei tanti casi vissuti in prima persona: Massimo, consulente informatico, aveva maturato la decisione di mettere in vendita la sua unica casa di proprietà, allo scopo di mettere a tacere la banca ipotecaria (la quale - frattanto - era diventata aggressiva e si era trasformata in un incubo).

Massimo confidava di poter ricavare tanto abbastanza da pagare integralmente la banca.

Gli consigliai di effettuare la vendita sotto la tutela di un piano di sovraindebitamento. Il consiglio di rivelò corretto.

La vendita della casa infatti riuscì a pagare solamente la metà del debito bancario.

L'altra metà del debito fu cancellata dal Giudice con un decreto di esdebitazione.

Ora Massimo non ha più un euro di debiti, lavora serenamente, e vive in affitto.

Certo non è ricco, ma non è neanche povero, e ha davanti a sé un futuro costruttivo e promettente.

Se non avesse optato per la Legge3, a quest'ora - oltre che senza casa di proprietà - sarebbe indebitato, e col conto corrente pignorato a vita. Oltre che squalificato agli occhi dei propri clienti.

 

Veniamo alla storia bonus, come si evince dal titolo. Il Dottor Passantino, alcuni lo ricorderanno, è stato protagonista di una delle storie giudiziarie più incredibili degli ultimi anni, quella relativa all’imprenditore Sergio Bramini, una storia che racconta di come si possa cadere in disgrazia pur vantando un credito di oltre 4 milioni di euro nei confronti della Pubblica Amministrazione. Ecco, vogliamo ripercorrere brevemente questa storia, analizzando il suo ruolo all’interno della vicenda?

Per far comprender meglio l'accaduto partirei proprio dall'epilogo della storia.

Nel Natale 2018 (per la precisione il 24 dicembre) il Tribunale di Brescia ha dichiarato aperta la procedura di sovraindebitamento a carico dell'imprenditore Sergio Bramini, noto alle cronache nazionali per i numerosi servizi de LE IENE e per l'interessamento personale di Luigi Di Maio e Matteo Salvini alla sua drammatica vicenda debitoria, che lo ha visto - al contempo - espropriato della propria casa e creditore dello Stato per svariati milioni di euro.

Circostanza che ha suscitato scalpore mediatico e indignazione generale, e che ha indotto Bramini ad intraprendere una battaglia legale contro quella che lui ritiene "una vigliaccheria" dello Stato.

Al netto delle battaglie legali, è rimasta una forte situazione debitoria, sia a carico del sig. Bramini che della sua coniuge.

Tale situazione è stata causata dal fatto che i coniugi avevano acceso mutui ipotecari personali allo scopo di immettere liquidità nella società - poi fallita - del sig. Bramini (ICOM SPA) che svolgeva servizio di smaltimento rifiuti per i Comuni, e che da anni viveva forti disagi finanziari a causa del mancato incasso di ingenti crediti accumulati verso le pubbliche amministrazioni.

Il Tribunale, accogliendo il ricorso dei coniugi Bramini, ha dunque dato il semaforo verde alla procedura di sovraindebitamento ex Legge 3/2012, affidando l'incarico di Liquidatore al sottoscritto, che già era stato nominato OCC (ovvero Gestore della Crisi) nelle settimane precedenti, predisponendo il "piano" di liquidazione del patrimonio.

La procedura di sovraindebitamento consentirà dunque ai coniugi Bramini di vendere il proprio patrimonio in maniera "ordinata", in tempi ragionevoli, e con le tutele giudiziarie del caso.

Cinque casi più uno, per riflettere su una tematica che può riguardare ognuno di noi e che spesso, come abbiamo avuto l’opportunità di leggere, genera delle problematiche che prescindono dalla nostra volontà o dal nostro operato, come nel caso di Giancarlo e Irma.

 

Diciamo grazie al Dott. Passantino per averci raccontato delle storie che possono aiutare i nostri lettori a comprendere l’importanza di rivolgersi al giusto professionista per poter risolvere le proprie problematiche. Ogni situazione può avere un lieto fine, l’importante è riuscire a intercettare delle professionalità che abbiano le necessarie e giuste competenze. Concludiamo quest’intervista ricordando altri due aspetti del Dott. Passantino: il primo, riguarda i due importanti riconoscimenti che nel 2019 hanno confermato la grande preparazione del Dottore Commercialista Marco Passantino nell’ambito della crisi d’impresa: infatti a Marzo 2019 la testata economico-giuridica Le Fonti Legal ha conferito al Dott. Marco Passantino il premio nazionale "Professionista dell'anno nel settore crisi d'impresa e sistemazioni debitorie", per essere stato tra i primi professionisti italiani ad occuparsi di "sovraindebitamento" e per il particolare grado di specializzazione raggiunto in tale ambito. Sempre nel 2019, questa volta a maggio, lo Studio Passantino è stato inserito – dalla nota testata giuridica Top Legal – tra i primi 12 studi italiani specializzati in crisi d'impresa, qualificandosi come finalista nel noto contest nazionale Top Legal Awards. Il secondo, è che ci fa piacere sottolineare la presenza del Dott. Passantino all’interno della Community di Know How, a disposizione di tutti coloro, privati cittadini o imprenditori, in cerca di una soluzione per la propria posizione debitoria. Contattarlo è semplicissimo: basta scaricare l’app gratuita di Know How e cercarlo tra i professionisti dell’area economica oppure potete inviarli una domanda diretta a lui dedicata cliccando su questo link.

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sovraindebitamentoLegge Salva Suicidi

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